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Pratiche sleali: l’integratore alimentare Calori Light non cattura il 50% dei grassi

integratoreAncora un integratore alimentare condannato perché dichiarava sulla confezione benefici non confermati. Si tratta in questo caso di Calori Light, capsule rivolte a chi desidera perdere peso. La notizia è stata resa nota dal sito Que Choisir lo scorso 6 gennaio. La condanna per pratica commerciale sleale ai produttori (Laboratori Forté Pharma) è arrivata a dicembre dalla Corte d’appello di Parigi. Secondo la corte le affermazioni proposte sulla confezione sono infondate. All’origine della sentenza vi è una contestazione da parte dell’associazione di consumatori francese CLCV (Confédération du Logement et du Cadre de Vie) a proposito dell’affermazione: “Alleggerisci i tuoi pasti – Cattura il 50% dei grassi”.

Il risultato vantato si otterrebbe grazie alla miscela di fibre di cacao e di arancia utilizzata nella composizione del prodotto. Sulla confezione dell’integratore era inoltre specificato che la promessa annunciata era convalidata da test scientifici. Il tribunale ha però ritenuto che gli studi forniti da Forté Pharma non siano in grado di confermare le affermazioni avanzate. Il laboratorio, che nel corso del procedimento ha modificato il proprio imballo, è stato condannato a rimuovere la menzione contestata sul prodotto oltre che su “tutti i supporti di presentazione, marketing e pubblicità”. La Corte d’Appello aveva anche ordinato a Forté Pharma di ritirare i prodotti invenduti il ​​giorno della decisione. Nel corso del mese di gennaio, però, molti siti Internet di vendita online, compresi quelli italiani, offrivano ancora scatole di Calori Light con la dicitura sulla cattura del 50% di grassi.

Una scatola da 120 capsule Calori Light vendute sul sito web di Forté Pharma
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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Avatar

    Finché ci saranno persone che dando retta a farfallina53 o a qualche influencer semianalfabeta compreranno integratori e pseudofarmaci convinti che gli faranno perdere peso, guarire la cellulite, difendere dal covid e allungargli il pisello ci saranno imbonitori che metteranno sul mercato questi intrugli inutili se non pericolosi.

    La gente impreparata andrebbe difesa da sé stessa e da chi la vuole ingannare imponendo per legge che PRIMA di essere messi sul mercato gli integratori, gli pseudofarmaci e analoghi siano autorizzati dall’AIFA dietro presentazione di adeguata documentazione e studi certificati che attestino la veridicità di quanto andranno ad affermare sulla scatola del prodotto, sul “bugiardino” all’interno, e sulla pubblicità sotto qualunque forma.

    E non a fronte di una multa di entità ridicola e inflitta quando ormai tutto è stato venduto, ma del sequestro PREVENTIVO del prodotto, dei relativi imballaggi e di tutti gli ingredienti in qualunque forma presenti a magazzino in tutte le filiali del produttore, salva l’azione penale nel caso di illegalità rilevate in fase di perquiszione ed esame dei dcumenti.

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