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L’industria dello zucchero ha condizionato la lotta alla carie, a danno della salute pubblica. Tutti gli intrecci tra produttori e amministratori per controllare ciò che sta avvenendo oggi

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L’industria dello zucchero ha condizionato la lotta alla carie, a danno della salute pubblica

Nel 1966, lo statunitense National Institute of Dental Research (NIDR) iniziò a pianificare un programma di ricerca per individuare gli interventi necessari per combattere la carie e sconfiggerla in un decennio. Nel 1971, il NIDR lanciò il National Caries Program (NCP).

Oggi, uno studio della University of California di San Francisco, pubblicato sulla rivista Plos Medicine, scopre che quel programma fu fortemente influenzato dalle pressioni dei produttori di zucchero.

 

I ricercatori hanno analizzato un archivio di 319 documenti interni all’industria della canna e della barbabietola, prodotti tra il 1959 e il 1971, e la documentazione del NIDR. Dal confronto emergono gli sforzi, coronati da successo, affinché il programma di lotta alla carie dentale non si focalizzasse sulla riduzione dell’assunzione di zucchero ma sulla diminuzione dei danni causati dal consumo. Così, il programma lanciato nel 1971 dal NIDR finanziò programmi di ricerca su enzimi che disgregassero la placca dentale, per lo sviluppo di un ipotetico vaccino e sui dentifrici al fluoro.

 

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La strategia adottata dall’industria dello zucchero sia stata simile a quella dei produttori di tabacco

In particolare, il 78% di un rapporto inviato dall’industria dello zucchero al NIDR fu incorporato direttamente nella prima proposta di ricerche per il Programma nazionale contro la carie.In questo modo le ricerche che avrebbero potuto arrecare danno all’industria furono escluse dalle priorità. Il risultato fu che in un decennio la carie dentale diminuì solo del 20% e la sua incidenza tra i bambini statunitensi rimase al 64%.

 

Un’occasione mancata, osservano i ricercatori, che mostra come la strategia adottata dall’industria dello zucchero sia stata simile a quella dei produttori di tabacco e che dovrebbe servire da monito, affinché si controlli attentamente l’opposizione odierna degli industriali alle nuove linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’assunzione di zucchero e a quelle della Food and Drug Administration sull’etichettatura, al fine di garantire che gli interessi del settore non interferiscano con quelli volti a migliorare la salute pubblica dentale.

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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2 Commenti

  1. Quando studiavo presso l’università di Aberdeen (UK) ricordo che un grande professore (consulente dell’OMS/FAO) ci raccontò a lezione cosa era capitato in uno dei primi congressi internazionali di nutrizione in cui dovevano stabilire le “Dietary recommendations / Nutritional requirements” dei vari principi nutrizionali (vitamine, sali minerali ecc.).
    *
    Questo professore (WPT James) disse che la lobby dei produttori di zucchero aveva fatto pressioni (con successo) su 40 nazioni al mondo affinché non si discutesse dello zucchero come nutriente, in modo tale da non determinare il suo fabbisogno giornaliero.
    *
    Infatti se ne avessero discusso sarebbe emerso che il fabbisogno di zucchero bianco nella dieta dell’uomo era di ZERO grammi al giorno!
    *
    PS: è forse cambiato qualcosa oggi? Ad esempio quali sono gli sforzi che le autorità italiane stanno facendo per ridurre il consumo di zuccheri semplici e quindi la carie?