Dopo avere aperto una pagina su Facebook, ilfattoalimentare.it  inaugura una sezione su YouTube con  video elaborati dalla redazione per  raccontare gli aspetti nascosti dei prodotti alimentari e  delle etichette, le bufale dei giornali, le pubblicità scorrette e altri temi collegati alla sicurezza alimentare.
Nel primo video raccontiamo la vera storia del  fantomatico pomodoro cinese che secondo  Coldiretti avrebbe invaso il mercato italiano. Siamo andati al supermercato  e abbiamo esaminato un po’ di bottiglie di conserve esposte sugli scaffali,  ecco cosa abbiamo scoperto. 

- 13 Giugno 2011
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Roberto La Pira
Roberto La Pira
16 Giugno 2011 17:03

Il 16 giugno ho scritto sul sito un nuovo articolo dove chiarisco anche questi aspetti di cui parla (sughi pronti e altri prodotti con pomodoro.

Giuseppe
Giuseppe
14 Giugno 2011 10:21

Secondo me i pomodori cinesi ci sono in tante conserve vendute in italia ma nei discount o nei prodotti a basso costo. Avete analizzato grandi marche che utilizzando – sottopagando – i prodotti italiani. Lo so perchè conosco produttori che forniscono loro i pomodori. Ma in tempi di crisi più gente va nei discount, che ci dite di quei prodotti? C’è l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta o solo gli ingredienti? E chi ce lo dice che quel che scrivono è vero visto che non ci sono controlli – tranne quando ci sono morti?

Paolo
Paolo
16 Giugno 2011 10:59

Io credo che l’indagine debba riguardare anche altri prodotti (i sughi pronti, per esempio, e altre preparazioni al pomodoro che vanno dai cracker alle salse di pomodoro di pizzerie e ristorazione, nonché nei surgelati). Faccio poi fatica a credere che i produttori resistano alla tentazione di risparmiare anche sul mercato interno mescolando pomodori esteri a quelli nazionali. In fondo, vista l’omertà delle autorità, se qualcuno venisse beccato non se ne saprebbe mai il nome, pagherebbe una multa ridicola e tutto come prima…

Giuseppe
Giuseppe
17 Giugno 2011 20:39

per dare ancora maggiore autorevolezza al filmato perchè non aggiungiamo che ciò che importiamo dalla Cina è solo il concentrato in botti. Se non venisse rilavorato e riesportato ma utilizzato per ingannare i consumatori italiani,si pagarebbe un prelievo (dazio) che porterebbe il prezzo ad un livello assolutamente non connveniente. E diciamo anche che in Italia quando si compra un prodotto la cui denominazione di vendita è "passata di pomodoro" si tratta sicuramente di prodotto italiano anche se non c’è la bandiera e l’indicazione specifica. Il pomodoro cinese è ormai una leggenda metropolitano che non vuole morire neppure dinanzi all’evidenza dei fatti