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Ilfattoalimentare.it è su YouTube. Nel primo servizio vi raccontiamo la favola dei pomodori cinesi

 
Dopo avere aperto una pagina su Facebook, ilfattoalimentare.it  inaugura una sezione su YouTube con  video elaborati dalla redazione per  raccontare gli aspetti nascosti dei prodotti alimentari e  delle etichette, le bufale dei giornali, le pubblicità scorrette e altri temi collegati alla sicurezza alimentare.
Nel primo video raccontiamo la vera storia del  fantomatico pomodoro cinese che secondo  Coldiretti avrebbe invaso il mercato italiano. Siamo andati al supermercato  e abbiamo esaminato un po’ di bottiglie di conserve esposte sugli scaffali,  ecco cosa abbiamo scoperto. 

 

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4 Commenti

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    Secondo me i pomodori cinesi ci sono in tante conserve vendute in italia ma nei discount o nei prodotti a basso costo. Avete analizzato grandi marche che utilizzando – sottopagando – i prodotti italiani. Lo so perchè conosco produttori che forniscono loro i pomodori. Ma in tempi di crisi più gente va nei discount, che ci dite di quei prodotti? C’è l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta o solo gli ingredienti? E chi ce lo dice che quel che scrivono è vero visto che non ci sono controlli – tranne quando ci sono morti?

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    Io credo che l’indagine debba riguardare anche altri prodotti (i sughi pronti, per esempio, e altre preparazioni al pomodoro che vanno dai cracker alle salse di pomodoro di pizzerie e ristorazione, nonché nei surgelati). Faccio poi fatica a credere che i produttori resistano alla tentazione di risparmiare anche sul mercato interno mescolando pomodori esteri a quelli nazionali. In fondo, vista l’omertà delle autorità, se qualcuno venisse beccato non se ne saprebbe mai il nome, pagherebbe una multa ridicola e tutto come prima…

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    Roberto La Pira

    Il 16 giugno ho scritto sul sito un nuovo articolo dove chiarisco anche questi aspetti di cui parla (sughi pronti e altri prodotti con pomodoro.

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    per dare ancora maggiore autorevolezza al filmato perchè non aggiungiamo che ciò che importiamo dalla Cina è solo il concentrato in botti. Se non venisse rilavorato e riesportato ma utilizzato per ingannare i consumatori italiani,si pagarebbe un prelievo (dazio) che porterebbe il prezzo ad un livello assolutamente non connveniente. E diciamo anche che in Italia quando si compra un prodotto la cui denominazione di vendita è "passata di pomodoro" si tratta sicuramente di prodotto italiano anche se non c’è la bandiera e l’indicazione specifica. Il pomodoro cinese è ormai una leggenda metropolitano che non vuole morire neppure dinanzi all’evidenza dei fatti