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Il Giurì censura la pubblicità del te Winston deteinato

Il Giurì dell’Autodisciplina pubblicitaria ha censurato la frase del tè deteinato Sir Winston Tea apparsa sui giornali e riportata sulle confezioni dove si dichiara che il prodotto è:

“Deteinato senza solventi – Il deteinato che nasce naturale e resta naturale”.

La richiesta di censura è stata promossa dalla società concorrente Bonomelli. Il tè è una bevanda estratta a caldo da foglie di piante che contengono teina (una sostanza lievemente eccitante che nelle confezioni di deteinato viene eliminata con diversi sistemi chimici (solventi o anidride carbonica, come si fa per il caffé decaffeinato). Il Giurì ha ritenuto scorretta la frase “Deteinato senza solventi” perché il consumatore può pensare che il processo di deteinizzazione avvenga senza solventi chimici. In realtà la teina è estratta attraverso l’anidride carbonica, che pur non essendo un classico solvente è pur sempre una sostanza chimica.

 

La società Pompadour che produce il tè Winston ritiene corretta la frase, perché nel linguaggio comune l’anidride carbonica viene percepita dai consumatori non come un solvente, ma come una sostanza naturale inodore, insapore, incapace di alterare il prodotto e che non lascia residui di alcun tipo. Il Giurì ritiene che il consumatore medio non sia in grado di decodificare il messaggio e può pensare che il procedimento di deteinizzazione adottato da Pompadour sia basato prevalentemente sull’acqua. Per questo motivo ha censurato la pubblicità.

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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