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Ikea risponde all’appello che invita a limitare l’impiego dell’olio di palma. “Entro il 2016 lo sostituiremo il più possibile”

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Ikea e olio di palma: l’azienda risponde all’appello che invita a limitare l’impiego dell’olio di palma

Ikea ha risposto alla nostra petizione sull’olio di palma dicendo che dal mese di dicembre 2015 si cercherà di sostituire nei prodotti alimentari questo grasso con altre materie prime più sostenibili o che comunque provenga da fonti certificate come sostenibili.

 

Spett. Il Fatto Alimentare

l’obiettivo di IKEA è che tutto l’olio di palma usato nei nostri prodotti di arredamento così come nei nostri prodotti alimentari provenga da fonti certificate come sostenibili e segregate o che sia sostituito da materie prime più sostenibili entro Dicembre 2015. Nel frattempo, la nostra azienda acquista certificati “GreenPalm” per il 100% del volume di olio di palma usato nei nostri prodotti. L’acquisto di certificati GreenPalm supporta pratiche di produzione sostenibili di olio di palma direttamente nelle piantagioni.

Per saperne di più, si raccomanda di leggere la nostra posizione sull’olio di palma pubblicata sul nostro sito web: leggi documento.

Dal punto di vista dei rischi per la salute, IKEA incoraggia i propri clienti ad adottare una dieta equilibrata e a considerare sempre la quantità consumata di grassi, in particolare quelli saturi.

IKEA Italia Retail srl

 

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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11 Commenti

  1. Avatar

    Non possiamo pretendere da una ditta svedese che produce arredamento che capisca l’importanza di abolire l’olio di palma dagli alimentari venduti a margine nei suoi negozi.
    Non sapevo invece che l’olio di palma fosse usato anche nell’industria non alimentare.
    Quindi possiamo utilmente concentrarci sull’abolizione dell’olio di palma dagli alimenti per motivi di salute, ma avremmo scarso successo in una lotta per motivi ambientali.

  2. Avatar
    Giovanni Piccolo

    I prodotti alternativi validi e naturali ci sono, ed il loro impiego andrebbe fatto immediatamente, ” È ” volontà di scelte e di bissenes se ancora ci sono prodotti nocivi e pericolosi per la salute. Siamo sempre dediti al dio ” DANARO “.

  3. Avatar

    Più tempo passa e più si avvelena l’umanità, forse è ora di far largo alle cosienze e aver piu rispetto per chi non riesce neanche a mangiare il minimo indispensabile per vivere dignitosamente. Il bissenes è figlio del dio ” DANARO “.

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    Mi sembra che siano tempi troppo lunghi per quanto riguarda la sostituzione dell’olio di palma nei prodotti alimentari. Esistono prodotti che sono facilmente reperibili. Fateli pagare di più piuttosto.

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    Per quanto concordi in pieno su questa petizione, non concordo affatto con i commenti a questa notizia, in primis i volumi che fa IKEA sul settore food sono altissimi, circa il 10% del loro fatturato proviene da quel settore e se fate i conti sulle dimensioni globali di IKEA vi renderete conto che non si tratta di un aspetto marginale per loro, considerando questi volumi dovrebbe anche venirvi in mente che cambiare un sistema produttivo e gestionale di queste dimensioni non é come scegliere se mettere o meno le scorzette di arancia sulla torta fatta in casa..ma é un pò più complesso. Infine, IKEA é uno dei più grossi player in Italia sul settore bio..quindi va benissimo commentare, ma almeno prima informatevi, pure io non sono un fan di questo genere di aziende ma sparare a zero dicendo delle gran banalità di certo non aiuterà nessuno a cambiare il sistema.

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      Che Ikea fatturi il 10% dalle vendite di alimentari e’ incredibile. Dove ha preso questo dato?
      Tralasciando appunti sul tono del suo commento (tono che basta a qualificarlo), a quali “banalita’” si riferisce?

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    Riguardo alle banalità mi riferisco al modo in cui si dia per scontata la semplicità con cui certi processi possano cambiare, IKEA ha detto che ha intenzione di cambiare e di fatto lo sta già facendo..eppure tutti a dargli contro perché si é posta come limite un anno..ma un anno quando parliamo di industrie così complesse é un tempo più che sensato. é chiaro e palese che prima cambiano e più cambiano e meglio é (per questo ho scritto che sono banalità, scusi se sono stato ambiguo), ma é già tanto che un’azienda di quel tipo faccia un passo del genere..sul 10% basta spulciare un pò ed é un dato che si trova..comunque mi creda siamo in linea, io non sono dalla parte di queste aziende in generale, ma non sono neanche dalla parte di chi critica a priori, conosco molto bene le aziende di questo settore e si fidi se le dico che IKEA é decisamente avanti rispetto a buona parte dell’alimentare italiano e non..

  7. Avatar

    Per Ikea Italia ho trovato un dato ufficiale per il 2013 di 88milioni di euro di fatturato food su 1526milioni di euro di fatturato totale, il che fa il 5,8% e non il 10% (comunque molto piu’ di quanto pensassi). Per Ikea globale non ho avuto tempo di cercare.
    Comunque certamente allora convincere Ikea a non usare grassi scadenti nei suoi alimenti vale la pena e avrebbe un impatto sul mercato!

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      Assolutamente, infatti credo che sia un’ottima notizia questa decisione, ed é per questo che non capisco per quale motivo nei commenti ci fosse tanto sarcasmo e così poca praticità.
      Sul dato, a parte che mi sembra un pò stucchevole discutere in questa sede di numeri, comunque ci sono dati aggregati superiori se andiamo a considerare tutto il comparto food (come le dicevo conosco bene questo settore..)..comunque fosse anche l’1% staremmo parlando di numeri importanti e quindi di dinamiche non semplici..comunque per quanto mi riguarda io mi auguro che nell’arco di 4-5 anni l’olio di palma venga messo completamente al bando, sono anche stato in sud america in alcune piantagioni ed é un disastro, certo é che se volessimo essere coerenti fino alla fine ci si dovrebbe battere anche contro altri prodotti fortemente impattanti sull’ambiente come la canna da zucchero..ma tant’é se già si riuscisse a fare qualcosa contro l’olio di palma sarebbe comunque un bel risultato

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    Maurizio Barriera

    Attenzione alle dichiarazioni di principio di IKEA. Perché è la più manipolatrice, a livello comunicativo, delle multinazionali. Dichiarano sempre l’ esatto contrario di ciò che realmente fanno (vedi il presunto programma contro lo sfruttamento del lavoro definito IWAY). E se vengono colti con il cucchiaio nella marmellata, candidamente sostengono di stare riempiendo il barattolo anzichè vuotandolo. Lo affermo perchè ci ho lavorato e li conosco molto bene. Sono al di là di ogni possibile mancanza di ritegno immaginabile. Quell’ azienda lì va solo boicottata. Ma la gente si è venduta l’ anima ai diavoli del consumismo. Questi, che vogliono apparire angeli a tutti i costi, in primis. Saluti

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    Maurizio Barriera

    Mi permetto, inoltre, sebbene questo sia un portale su notizie legate all’ alimentazione, di ricordarvi un piccolo particolare. L’ IKEA “democratica” multinazionale (sigh !), come amano definirsi loro stessi, è il principale utilizzatore di olio di palma mondiale. Questo grazie alle candeline con cui vi chiede di rendere romantico il Vs. Natale ed i Vs. momenti cool. Sapete quello che significa ciò , in termini di feroce deforestazione dell’ Estremo Oriente e di parti del Sudamerica ? Cacciata di popolazioni indigene private con la forza delle loro terre, distruzione dell’ habitat esclusivo di specie animali protette, intossicazione dei terreni per via della iperfertilizzazione necessaria alla monocoltura intensiva della palma da olio, aumento dell’ effetto serra . Vi basta ! O si deve aggiungere qualcos’ altro !? Sapete è facile e bello fare gli ecologisti all’ Ikeana… di ciò che produci a casa di qualcun’ altro. Informatevi e boicottate, se siete capaci di rinunciare al presunto “consumismo etico”. Solo per amore della terra e dei vs. figli, ammesso che ne abbiate ! Saluti