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Pubblicità ingannevole, un’altra censura per un integratore alimentare

dianazen integratore alimentareAncora una censura per la pubblicità di un integratore alimentare. Il Comitato di controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria ha infatti emesso un’ingiunzione, la numero 45/2021, relativa al prodotto Dianazen, nei confronti Pharma Line Srl, Mondadori Media Spa e A. Manzoni & C, per un’inserzione rilevata sulla rivista Donna Moderna del 14 ottobre 2021. Il messaggio pubblicitario contestato – “Libera dall’ansia” – è stato ritenuto ingannevole e contrario alle regole della comunicazione per gli integratori alimentari e i prodotti dietetici.

Secondo il Comitato di controllo, “il messaggio è volto a promuovere un integratore alimentare, attribuendogli un’efficacia che trascende gli effetti riconoscibili a tali prodotti.” Il prodotto viene infatti proposto per condizioni – ansia e stress – che possono essere indice di patologie che necessitano di un intervento farmacologico, a cui si fa riferimento in maniera impropria con affermazioni del tipo: “Quando ti senti prigioniera di stress e ansia o l’agitazione ti toglie il sonno, ritrova il giusto benessere per affrontare la giornata con tranquillità e sicurezza”. Secondo lo Iap, la pubblicità in questione potrebbe suggerire che la sola assunzione dell’integratore possa risolvere queste condizioni in maniera istantanea e certa, come indicano frasi come “Libera dall’ansia” “…ritrova il giusto benessere” o “…sicurezza e tranquillità”.

“La comunicazione pubblicitaria contestata – scrive il Comitato di controllo – non risulta dunque improntata a quell’indispensabile senso di responsabilità dovuto al tema affrontato, potendo indurre il pubblico dei consumatori in errore sui reali effetti e risultati ottenibili con l’assunzione del prodotto, che di per sé può unicamente limitarsi a mantenere in buono stato una situazione di partenza sana, non potendo costituire in alcun modo un intervento risolutivo.” Lo Iap sottolinea anche che nella valutazione dell’ingannevolezza del messaggio deve essere tenuto conto anche il pubblico a cui è destinato, “costituito da persone particolarmente sensibili e per questo motivo portate ad una decodifica più allettante ed illusoria delle promesse del facile ottenimento di risultati particolarmente ambiti”

“Infine, – conclude il Comitato di controllo – occorre segnalare che manca nel messaggio una chiara ed esplicita indicazione che in ogni caso un integratore alimentare non sostituisce una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.”

© Riproduzione riservata

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Roberto La Pira

  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Avatar

    Come sempre si chiude la stalla quando i boi ormai sono in un’altra provincia, il problema degli integratori dev’essere affrontato organicamente REGOLAMENTENDOLI COME I MEDICINALI e quindi con autorizzazione preventiva alla messa in commercio e autorizzazione delle campagne pubblicitarie, una multa di pochi euro fatta quando ormai la pubblicità ormai ha fatto il suo effetto non serve a nulla.

    Solo così si potrà evitare che vengano commecializzati intrugli inutili (è di pochi mesi fa uno studio che evidenziava che i principi attivi presenti in molti integratori erano di fatto INUTILI perché presenti in una forma NON ASSIMILABILE dall’organismo) con claim pubblicitari che sottintendono che l’integratore può risolvere patologie mediche, spacciandosi di fatto per medicinali.

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