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Bufala contro latticino, finirà al Tar la guerra tra le mozzarelle campane e pugliesi Dop. Polemiche dopo il parere favorevole del governo alla mozzarella di Gioia del Colle Dop

Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha inviato all’Unione europea il parere favorevole al riconoscimento della denominazione di origine protetta (Dop) per la mozzarella pugliese di Gioia del Colle. Immediata la reazione del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, che ha annunciato il ricorso al Tar, “a tutela dei consumatori, del prodotto e della nostra storia”.

“La partita non è affatto chiusa”, dichiara il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo. “Andremo fino in fondo e utilizzeremo ogni mezzo a disposizione per evitare quello che è a nostro avviso un clamoroso autogol dell’Italia, che né i mercati né i consumatori capirebbero. Il ricorso alla magistratura è il prossimo passo, ma anche a livello comunitario siamo pronti a far sentire la nostra voce, visto che l’ultima parola spetta proprio all’Unione Europea”.

Il Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala campana contesta l’approvazione della Dop per la Mozzarella di Gioia del Colle

Il Consorzio ha ottenuto che nell’etichetta della mozzarella di Gioia del Colle venga specificato l’uso di latte vaccino, ma ritiene necessario che questa dicitura sia inserita anche nel logo, anche se ciò non risolverebbe il problema di fondo della possibile confusione tra le due mozzarelle. Tesi contestata dal governo, che lo scorso 15 novembre rispondendo a un’interrogazione in commissione agricoltura della Camera, attraverso il sottosegretario Giuseppe Castiglione aveva affermato che il nome e il legame con la zona geografica “non risultano tali da indurre in errore il consumatore, in ordine alla natura del prodotto, in linea con il disciplinare di produzione”.

Secondo il presentatore dell’interrogazione, il deputato campano Paolo Russo (Forza Italia), si sta “compiendo un attacco gravissimo – che il ministero per le Politiche agricole consente – a danno della terza Dop italiana, dell’unica Dop del Mezzogiorno che abbia la capacità di varcare i confini nazionali”. Infatti, si “consentirà alla grande distribuzione di distribuire nel mondo un prodotto con denominazione di origine protetta, che si chiama «mozzarella», ma che costa una frazione della mozzarella vera e propria e che non potrà che generare confusione nei consumatori d’oltreoceano”.

La richiesta del riconoscimento del marchio Dop per il prodotto pugliese era stata avanzata nel 2011 dal Gruppo di azione locale “Terra dei trulli e di Barsento”, con la costituzione di un’associazione temporanea di scopo, comprendente produttori e trasformatori del latte bovino. La richiesta era che il marchio Dop fosse riconosciuto alla “Treccia della Murgia e dei Trulli” ma il ministero ha consigliato di mantenere la denominazione mozzarella, anziché treccia, di Gioia del Colle. La Treccia tradizionale si ottiene utilizzando il “siero innesto”, ossia il liquido di fermentazione risultante dalla caseificazione del giorno prima, cioè il “siero madre”.

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  Beniamino Bonardi

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7 Commenti

  1. penso che siano timori esagerati, quelli avanzati dal consorzio campano, poiché i produttori della mozzarella dop pugliese non sono affatto dei perfetti sconosciuti e, in fondo, non ritengo occorra questo grande sforzo per poterlo correttamente promuovere ancor più e meglio sui mercati esteri. la Puglia, specialmente nell’ultimo decennio, si è saputa spendere per conquistarsi buona notorietà nel mondo.

  2. Ma che timori!

    Si tratta di un puro pretesto da parte del Consorzio campano per mettere i bastoni tra le ruote ai pugliesi e cercare di proteggere il proprio mercato: i campani vogliono essere gli unici a godere della denominazione DOP e ad esportare all’estero mozzarella DOP.

    Forse non si rendono conto che stanno facendo proprio una gran brutta figura e mi auguro che le loro pretese vengano bellamente ignorate.

  3. la mozzarella di bufala è delle province di caserta e salerno. il resto è formaggio fresco a pasta filata di latte vaccino. cioè: c’è la pizza e ci sono le focacce con ogni cosa sopra, la pizza è un’altra cosa.

  4. Stefano Bentley

    Quindi…..solo la mozzarella pugliese dovrebbe riportare la specifica del latte…e la generica no???? Insostenibile. Però e’ strano l’ intervento del mipaaf circa il cambio di nome…la treccia non avrebbe creato problemi di saturazione percettiva

  5. Il pasticcio come al solito l’hanno combinato i politici.
    Bastava mantenere la dicitura “treccia” di Gioia del Colle, anziché “mozzarella”.
    Una sovrapposizione che non può che generare confusione ai consumatori esteri, la mozzarella è una cosa, la treccia un’altra.
    Mi auguro che il consorzio si faccia sentire col prossimo ministro, la vera mozzarella è di bufala ed è Campana.

    • Non capisco.
      Se la vera mozzarella è di bufala ed è Campana, come mai al supermercato si trovano innumerevoli mozzarelle di latte vaccino che riportano sulla confezione la dicitura “Mozzarella” ?

      Loro possono fregiarsi del nome “mozzarella” solo perché non sono DOP ?
      Invece la povera treccia pugliese di latte vaccino, solo perché DOP, non si può chiamare mozzarella perché altrimenti si confonde con quella di bufala?

      A me sembra tutta una farsa, un puro pretesto.

  6. Forse i campani non sanno che in tutta Italia e in Europa .. e oserei dire nel mondo, con il termine “mozzarella” senza specificare il tipo di latte, si intende quella di latte vaccino! Ovvero latte di bovina e non di bufala (art. 2.4 del regolamento (CEE) n.1898/87). Quindi, se si dice mozzarella, si parla esclusivamente di quella vaccina, mentre per descrivere quella di bufala si deve necessariamente indicare, appunto, che è stata fabbricata con latte di bufala. La Regione Campania non può accampare diritti sul termine “mozzarella” , perché la loro è esclusivamente “mozzarella di bufala” o “mozzarella di latte di bufala” mentre quella pugliese è “mozzarella”. Anche il Decreto 21 luglio 1998 (GU Serie Generale n.216 del 16-09-1998) lo chiarisce senza ombra di dubbio!