Home / Pianeta / Greenpeace contro lo sfruttamento del Mediterraneo lancia la petizione “In Nome del Mare!”. Raccolte già 45mila firme e consegnate oggi al Ministro Martina

Greenpeace contro lo sfruttamento del Mediterraneo lancia la petizione “In Nome del Mare!”. Raccolte già 45mila firme e consegnate oggi al Ministro Martina

Greenpeace-2Greenpeace ha lanciato “In Nome del Mare!” un appello per salvaguardare il Mediterraneo da una pericolosa pesca eccessiva. L’associazione ambientalista chiede al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e in particolare al Ministro Martina, di intervenire subito per fermare il saccheggio dei mari.

“Il futuro del Mediterraneo e delle popolazioni che lo abitano è in pericolo: oltre il 93% degli stock ittici è sovrasfruttato a causa della pesca eccessiva e distruttiva. Per questo motivo, chiediamo di:

• eliminare tutte le autorizzazioni speciali per la pesca di acciughe e sardine – concesse alle volanti a coppia nel Canale di Sicilia – e garantire il recupero di queste specie, ormai da tempo in grave declino;

Greenpeace-8• applicare subito i principi sottoscritti nella Riforma della Politica Comune della Pesca, al fine di eliminare la pesca eccessiva, recuperare le specie sovrasfruttate e dare priorità di accesso alle risorse della pesca ai pescatori che operano nel modo più sostenibile;

• garantire maggiori investimenti nella ricerca scientifica, per migliorare la raccolta dati e la selettività degli attrezzi da pesca”

Greenpeace ha già raccolto 45.000 adesioni e questa mattina ha consegnato alla segreteria Ministro Martina una lettera con le richieste e le firme delle persone che già hanno sottoscritto l’appello, chiedendo un incontro urgente.

Per leggere la petizione cliccare qui

© Riproduzione riservata

  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

Guarda qui

water bottle with the text life without plastic

Acqua minerale: 10 cose da fare per dire stop alle bottiglie di plastica. Siamo i più grandi bevitori al mondo con 224 litri e 145 euro a famiglia

L’Europarlamento ha approvato in via definitiva la direttiva che vieta dal 2021 alcuni articoli in …