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Granarolo lancia la nuova linea Latte Fieno STG. Sugli scaffali latte intero e yogurt in vasetto di carta

È arrivata una nuova linea di prodotti in casa Granarolo. È la gamma Latte Fieno STG, che oltre al latte comprende anche alcuni nuovi yogurt in vasetto di carta. Le novità sono disponibili sugli scaffali e nei banchi frigo dei supermercati già dal 27 aprile e sono realizzate con materia prima proveniente da allevamenti della filiera Granarolo con certificazione Stg(Specialità tradizionale garantita), comprese alcune stalle biologiche.

Il Latte Fieno proposto da Granarolo è un latte intero pastorizzato a temperatura elevata, proveniente da allevamenti italiani e confezionato in contenitori realizzati con materia prima di origine vegetale e rinnovabile, certificata a zero emissioni di CO2 da Carbon TrustTM. La scelta di proporre esclusivamente latte intero, senza quindi modificare la percentuale di grassi del prodotto, è stata presa per mantenere il più possibile intatto il sapore caratteristico del latte fieno. La linea è poi completata dallo yogurt da Latte Fieno Sta della filiera Granarolo, disponibile in vari gusti e confezionato in vasetti di carta.

La produzione del latte fieno, in quanto Specialità tradizionale farantita riconosciuta dall’Unione europea, segue un disciplinare di produzione che prevede per le vacche un’alimentazione esclusivamente a base di erba fresca, fieno e piccole quantità di cereali. Non sono invece ammessi insilati (foraggi fasciati e fermentati).

La nuova linea si inserisce nella strategia #bontàresponsabile e nel piano di sostenibilità del Gruppo Granarolo, in linea con gli obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Si tratta di un impegno, rappresentato graficamente sulle confezioni dei prodotti dell’azienda con un quadrifoglio, basato su quattro pilastri: latte da filiera italiana per garantire la qualità, benessere animale certificato, progetti di sostegno delle comunità e riduzione dell’impatto ambientale, della plastica e degli sprechi.

© Riproduzione riservata Foto: Granarolo

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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    — Gli animali sono essenzialmente nutriti con erba, leguminose e specie erbacee fresche durante il «periodo di foraggio fresco» e con fieno nel periodo invernale.
    — I foraggi grossolani complementari permessi sono: colza, granturco, segale da foraggio e barbabietole da foraggio, nonché agglomerati di fieno, erba medica e granturco e altri foraggi simili.
    — I foraggi grossolani devono rappresentare almeno il 75 % della razione annuale del mangime a secco.
    — Sono ammesse le seguenti colture cerealicole, sia nella firma in cui sono commercializzate abitualmente cioè frumento, orzo, avena, triticale, segale e granturco, sia miscelate con crusche e pellets ecc.
    — Sono altresì autorizzati piselli da foraggio, favette, lupini, frutti oleosi, farine di estrazione di semi oleosi, panelli di estrazione.