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Germania: le associazioni dei consumatori chiedono norme più severe per la pubblicità diretta ai bambini

pubblicitaSecondo la Federazione delle organizzazioni dei consumatori tedeschi (Vzbv), l’Aok-Bundesverband e l’Alleanza tedesca per le malattie non trasmissibili (Dank) l’accordo sulla pubblicità diretta ai bambini preso dalla coalizione CDU/CSU è poco restrittiva. Il documento riguarda gli alimenti ad alto contenuto di zucchero, grassi e sale che non sarà più permessa nei programmi per i bambini sotto i 14 anni. Per le tre associazioni queste restrizioni non bastano, i divieti devono applicarsi dalle sei del mattino alle 11 di sera a tutti i canali e i media.

La proposta scaturisce anche da uno studio dell’Università di Amburgo in cui si dice che un bambino tedesco attraverso i media vede 15 annunci di cibo malsano al giorno. Di questi, cinque sono riconducibili a Internet e dieci alla televisione. Allo stesso tempo, il numero di spot tv per ogni ora di programmazione è aumentato del 29%.  L’aspetto ancora più grave è che la stragrande maggioranza dei messaggi pubblicitari di tipo alimentare che i bambini vedono su internet e in tv riguarda fast food, snack o dolci. 

bambino tv pubblicità
Per le tre associazioni i divieti devono applicarsi dalle sei del mattino alle 11 di sera a tutti i canali e i media.

La nuova proposta prevede di estendere il divieto anche a: radio, stampa, cinema, online (compresi i social media, lo streaming e i servizi di messaggeria), la pubblicità nei giochi, quella nei punti vendita e quella riportata sull’imballaggio esterno dei prodotti. Il divieto dovrebbe scattare anche per il marketing diretto e le sponsorizzazioni di eventi.  Amiche i manifesti pubblicitari dovrebbero essere dislocati lontano da scuole, asili e parchi gioco.  La proposta estende il divieto anche agli “influencer marketing” che si occupano di alimenti.

Christoph Minhoff, direttore generale della Food Association Germania precisa che “L’industria alimentare sta riducendo zucchero, grasso e sale in molti alimenti, vale a dire dove ha senso dal punto di vista tecnologico e in termini di gusto” Ribadendo il concerto che esistono già normative complete nell’area della pubblicità rivolta ai bambini”.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. E queste norme più severe, oltre che in Germania, dovrebbero essere applicate anche in Italia.. E vero che la pubblicità è l anima del commercio, ma i bambini(ma non solo loro) grazie anche alle troppe restrizioni pandemiche del governo italiano, stanno sviluppando dinamiche psicologiche stressanti da sopportare . E sappiamo bene che più ci si stressa, più si mangia. Se poi non ci si muove e contemporaneamente si guarda la tv ci si espone all ingrasso. In Italia viene concesso troppo spazio alla pubblicità.. In tv la sera non si può guardare un film in santa pace, per non parlare di come grandi e bambini siano martellati dalla stessa pubblicità verso cibi ricchi di zuccheri, di grassi, o cibi processati. Basta per favore.

  2. Per pura curiosità sono andato a contare le pubblicità mandate appena in onda su un canale tv commerciale… Ben 13 spot. Caspita sono davvero tanti..