Il gelato per cani è una novità nel fiorente mercato degli snack. Ma servono davvero a rinfrescare l’animale o rispondono soprattutto al desiderio del proprietario di condividere un rito tutto umano?
Gli snack per cani vanno alla grande. Secondo i dati Assalco-Circana il fatturato è di quasi 280 milioni l’anno (Rapporto Assalco – Zoomark 2026). La categoria degli snack è molto vasta e comprende i classici biscotti e premietti da ricompensa, usati durante l’addestramento oppure offerti come gesto di gratificazione; i bastoncini e bocconcini di carne essiccata; gli snack masticabili pensati per tenere occupato il cane; i prodotti per l’igiene dentale e il controllo del tartaro; gli snack cosiddetti funzionali, proposti per il pelo, le articolazioni, la digestione o altre esigenze di benessere; fino ad arrivare alle novità più ‘emotive’, come torte di compleanno, biscotti decorati, pasticcini, bevande e anche il gelato per cani.
Il gelato per cani è presentato come una coccola estiva. A Milano la coppetta si trova a 2,50 euro. Ma questo prodotto è davvero pensato per un bisogno dell’animale o risponde soprattutto al desiderio del proprietario di condividere un rito tipicamente umano? Sul mercato sono presenti diversi preparati per gelaterie artigianali. Uno dei primi ad apparire è stato Ice Bau. Nella lista degli ingredienti compaiono fruttosio, latte scremato delattosato in polvere, fibre vegetali, grasso di cocco non idrogenato, amido, proteine vegetali e stabilizzanti naturali. Più che un vero gelato è un preparato dolcificato e delattosato. La presenza di fruttosio in cima alla lista degli ingredienti non rende il prodotto più ‘naturale’ o utile per il cane. Quando l’animale mangia un piccolo pezzo di frutta assume fruttosio all’interno di una matrice fatta anche di acqua, sali minerali e fibre. Se il fruttosio è presente in quantità significative come ingrediente in un preparato, resta uno zucchero aggiunto che apporta solo calorie.
Abbiamo chiesto a Pier Franco Bellonzi ,veterinario che esercita a Milano, cosa ne pensa del gelato per cani
“Il gelato per cani, se formulato appositamente e dato in quantità moderata, in genere non crea particolari problemi digestivi. Non deve però contenere lattosio, perché molti animali adulti lo digeriscono male e non deve contenere zuccheri. Il punto però è che il gelato non e un alimento necessario: è uno snack, una gratificazione occasionale”.
Il discorso cambia se al cane si offre il gelato destinato alle persone?
“Qui bisogna essere più prudenti. Un assaggio molto piccolo può non creare problemi a un cane sano, ma non è una buona abitudine. Il cono che noi mangiamo può contenere latte, panna, zuccheri, cioccolato, caffè, aromi o edulcoranti. Alcuni ingredienti, come cacao, caffè e soprattutto xilitolo nei prodotti ‘senza zucchero’, sono da evitare. Se proprio si vuole dare qualcosa di fresco al cane, meglio scegliere un pezzetto di mela senza semi, qualche mirtillo, poca banana, oppure yogurt bianco senza zuccheri e senza edulcoranti. Da escludere uva e uvetta, cioccolato, caffè e prodotti dolcificati con xilitolo. Dunque meglio evitare, non è una necessità del nostro animale”
Serve davvero per rinfrescare il cane?
“Poco. È una sorta di contentino fresco che dà sollievo per un minuto, non di più. Se il proprietario vuole davvero aiutare il cane durante la calura estiva, le cose utili sono altre: acqua fresca sempre disponibile, magari con un cubetto di ghiaccio per renderla più fresca, ombra, passeggiate negli orari meno caldi, evitare l’asfalto bollente, non lasciare mai l’animale in auto e, quando serve, usare tappetini refrigeranti o asciugamani bagnati. La coppetta da 2,50 euro è più un rito per il proprietario che una necessità per il cane.”
Bellonzi focalizza però l’attenzione sulla tendenza a trattare gli animali domestici come piccoli consumatori umani.
“Siamo davanti a una forma abbastanza tipica di antropomorfizzazione. Attribuiamo al cane bisogni, desideri e rituali che appartengono a noi. Il gelato, per una persona, è una pausa, un piacere, un premio, un momento sociale. Per il cane è uno snack freddo, associato alla presenza del proprietario e alla gratificazione del momento. Non bisogna confondere le due cose. Il rischio è trasformare un gesto di cura in un acquisto: biscotti, snack, gelati, regalini, prodotti funzionali. Molti proprietari faticano a capire che l’animale non ha bisogno di mangiare come noi né di partecipare a tutti i nostri riti alimentari”.
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Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato per 7 anni con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24




Il gelato è l’ultimo dei problemi, cappottini, cappellini, ecc. Ridicoli. Auguri.
Per non parlare dei vestiti che costano più di quelli umani: che ci vuoi fare se c’è domanda c’è risposta!
Gli animali da compagnia come i cani e i gatti sono dei contenitori affettivi per gli umani, ma questo non giustifica quella antropomorfizzazione giustamente rilevata nell’articolo: una metamorfosi, nell’immaginario umano, tanto ingenua quanto non necessaria per gli animali, che forse preferirebbero restare nella dimensione naturale. Un altro effetto dell’Antropocene. Amare gli animali significa rispettarne l’identità naturale e non farne oggetto di una retorica sentimentale. Inoltre, cani e gatti sono programmati per un metabolismo che può fare a meno di carboidrati nella dieta, che vengono comunque ricavati dalle proteine e dai grassi (gluconeogenesi), essendo dei carnivori. Alcune razze di taglia grande, poi, come i pastori maremmani e dei Pirenei, sono particolarmente candidate a dilatazioni intestinali per processi fermentativi incongrui e danni al pancreas, spesso letali. Credo che il gelato per cani ottenga un solo risultato utile a qualcuno: che il gelataio invece di vendere un gelato ne vende due.
Credo che un cane sarebbe contento di poter fare una vita da cani.
E non da umani!
…ultimo “regalo” della non cultura dei proprietari verso i propri animali e dello strapotere della pubblicità sul cittadino acquirente
Poi la gente si lamenta che non riesce ad arrivare alla fine del mese…
Credo che non siano le stesse persone…
Pensate agli umani che vivono in condizioni di degrado! Ora si sta esagerando per davvero con le coccole per gli animali, mentre bambino muoiono di fame e di sete. Pensiamo a fare progetti per l’infanzia, formiamo una catena di vera solidarietà.
Di questi tempi le persone che stanno peggio sono quelle che ricevono più insulti, odio e disprezzo da buona parte delle “brave persone”, sia quelle che danno, sia quelle che non danno il gelato al cane. In queste condizioni è difficlie organizzare catene di solidarietà. Ognuno di noi faccia la sua parte: un gelato non toglierà certo il cibo al bambino, così come chi non dà il gelato al cane di certo non devolve il risparmio a un bambino bisognoso, però si possono fare molte azioni: la prima è quella di non seminare odio, e questa non costa niente; più faticoso è cercare di non alimentare l’odio già radicato; poi ci sono tante paltre possibilità, dal volontariato attivo in vari settori fino alle donazioni per chi non può agire di prima persona.
Il gelato serve al proprietario per far assomigliare il cane ad un bambino, gelati, passeggini, ecc ecc.
poi molti sostengono il “naturale”…….