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Galbusera: i prodotti sono buoni, scrive una lettrice, ma l’incarto è eccessivo. La risposta dell’azienda

GalbuseraSpettabile Redazione vi scrivo perché  un paio di settimane fa ho comprato due nuovi prodotti della Galbusera: Cereali G cracker con cioccolato e Belle Buone, fette biscottate arricchite di semi e frutta. I prodotti sono a mio parere ottimi, negli ingredienti e nel sapore. Entrambi si presentano in una confezione di cartone che contiene 5 monoporzioni da due. Le monoporzioni sono rivestite di plastica e sulla confezione in cartone di entrambi i prodotti, alle voci “Il percorso salute Galbusera’ e “Il nostro impegno per il territorio e per la qualità dei prodotti”, viene specificato che: l’azienda usa solo grano 100% italiano, coltivato secondo le migliori pratiche agricole, senza l’utilizzo di glifosato, a sostegno della biodiversità e dell’ecosistema, come anche degli agricoltori da cui l’azienda si rifornisce, senza l’uso di oli e grassi idrogenati, adoperando solo materie prime di alta qualità, e farina di tipo 2 poco raffinata.

Tanta attenzione all’ambiente e alla salute del cliente ad uno sguardo più attento pare solo di facciata: il cartone delle confezioni e la plastica di ogni singola porzione racchiusa dentro hanno poco a che fare con quella che è la visione di sostenibilità ambientale. Il cartone è molto grosso e la grandezza della confezione ridondante rispetto al suo contenuto (in entrambi i casi 5 monoporzioni da 2); le monoporzioni che troviamo all’interno sono rivestite da una plastica ugualmente molto spessa. Indubbiamente l’effetto è attraente ed accattivante, ma niente in quelle confezioni è stato risparmiato e progettato a favore dell’ambiente. Vi mando la foto che dimostra la sproporzione tra il prodotto comprato ed effettivamente consumabile e il quantitativo di plastica e carta.

Cordiali saluti, Fabiana

Questa è la risposta di Galbusera

Gentile Signora grazie per la Sua mail e per aver scelto i nostri prodotti. Galbusera è da sempre attenta a proporre prodotti con materie prime e packaging selezionati per le esigenze ed i gusti di Tutti; siamo consapevoli che, accanto a questa scrupolosa selezione, l’apprezzamento delle persone passa anche attraverso la scelta del packaging dei diversi prodotti che offriamo. Riguardo la composizione dell’astuccio esterno in cartone, dimensioni e spessori nascono come esigenza produttiva sulle nostre linee automatiche di confezionamento e come scelta di preservare al meglio l’integrità del prodotto contenuto durante il trasporto e le operazioni di messa a scaffale; inoltre l’uso del marchio “FSC”, che identifica una fonte di approvvigionamento di carta gestita in maniera responsabile, non può che essere un valore aggiunto. Un ulteriore passo nella sostenibilità degli astucci è stato da poco concluso con l’omologazione dell’utilizzo di cartone riciclato in sostituzione di quello in fibra vergine. Per quanto riguarda le monoporzioni abbiamo dovuto avere un approccio molto cautelativo poiché i prodotti in questione per loro stessa natura (presenza di copertura cioccolato nei cracker e di semi nelle fette) sono tra i più sensibili dal punto di vista organolettico. Al fine di preservare la loro freschezza l’utilizzo di un imballo primario con ottime barriere al vapor acqueo ed all’ossigeno è stato strettamente necessario nelle fasi di sviluppo del prodotto, solo l’uso di materiali plastici poteva garantire le caratteristiche richieste. In un piano di continuo miglioramento stiamo testando materiali alternativi e meno impattanti ecologicamente i quali richiederanno processi di approvazione molto severi in quanto devono confermare livelli di protezione paragonabili agli attuali.Ricordiamo che le diverse tipologie di materiali presenti nei due prodotti da Lei citati sono smaltibili nella raccolta differenziata (plastica e carta). Ringraziandola ancora per l’attenzione posta nei nostri riguardi, la invitiamo a continuare a sceglierci.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Sono effettivamente prodotti che hanno bisogno della monoporzione e chi li compra li usa come snack, insomma ci sta. si possono evitare direttamente questi prodotti, si sa che sono tutti reimpacchettati

  2. Be’, mi sembra che l’azienda abbia mostrato gentilezza , serieta’ nella risposta , e volonta’ di essere nell’immediato futuro , meno impattante nei confronti dell’ambiente .

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