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Per combattere le frodi agroalimentari manca una cooperazione a livello europeo: la denuncia arriva dal comandante dei Nas

more frutti di bosco frodi agroalimentari
Tra i casi eclatanti di epidemia alimentare ricordiamo i 1737 casi di epatite A veicolata dai frutti di bosco

È difficile cooperare all’interno dell’Unione europea nell’ambito delle frodi agroalimentari. A denunciare queste difficoltà è il comandante dei Nas in riferimento a recenti scandali internazionali, come la scoperta di carne equina proveniente da macellazione clandestina nei preparati a base di carne, e i frutti di bosco congelati contaminati da Epatite A. Questi problemi sono dovuti al fatto che molti Stati non hanno reparti di polizia specializzati nel settore delle frodi alimentari e l’attività di controllo è di competenza di autorità nazionali di carattere amministrativo  sprovviste di poteri investigativi, limitando la loro azione ad azioni ispettive di tipo burocratico-amministrativo.

La denuncia è emersa nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno delle frodi agroalimentari: la commissione agricoltura del Senato ha ascoltato il comandante dei Nas, generale Claudio Vincelli, che ha portato un documento in cui vengono affrontati i vari problemi. A volte diventa complicato interagire e  scambiarsi informazioni sulle indagini in corso perché “molte delle emergenze sanitarie nel settore alimentare sono state causate da comportamenti fraudolenti posti in essere da addetti al settore con o senza l’apporto di gruppi criminali presenti in vari Stati con interessi transnazionali, facendo assumere ai comportamenti illeciti valenza internazionale”.

semi lino olio
La collaborazione ha permesso di individuare olio di semi adulterato e venduto come extravergine di oliva

Quando la collaborazione internazionale è stata possibile, alcuni risultati si sono visti, come nel 2014-2015, con l’operazione “Moet & Chandon”, a cui hanno collaborato diverse forze di polizia ed esperti enologi italiani e francesi. La sinergia ha permesso  di ricostruire la filiera illegale in Italia e il meccanismo di commercializzazione in vari paesi stranieri di bottiglie di champagne contraffatte. Nel 2013-2014, l’operazione “Oxigen fish”, condotta congiuntamente dai Nas e dalla Guardia Civil spagnola, con il supporto dell’Interpol, ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale internazionale dedita al traffico di pesce congelato, successivamente trattato con additivi chimici illegali e quindi venduto come “fresco”. Infine, la recente operazione “Spremuta d’oro” ha permesso di ricostruire, insieme alla polizia tedesca e a Europol, una filiera illegale di distribuzione di olio di semi contenente clorofilla e betacarotene, falsamente etichettato come extra vergine di oliva e destinato a ristoranti italiani in Germania.

 

  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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2 Commenti

  1. il documento citato non è raggiungibile

  2. Questa coordinazione a livello europeo non dovrebbe essere compito dell’esecutivo della Commissione Europea?
    La collaborazione non può essere lasciata alla buona volontà ed iniziativa dei singoli nuclei nazionali, quando e se ci sono, ma gestiti e controllati dall’esecutivo della Comunità.
    Perché l’EFSA non ha compiti e poteri per coordinare tali attività, visto che si occupa di qualità e frodi alimentari?
    Anche in questo caso manca una visione comunitaria delle attività di tutela e sostegno delle popolazioni europee e ci si limita a normare teoricamente, fare consulenze tecniche, trattati burocratici ed altri bizantinismi, senza influire positivamente sull’armonizzazione delle attività comunitarie.

  3. Valeria Nardi

    Gentile Roberto, provi adesso.