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In Francia le catene di supermercati aprono negozi che acquistano e rivendono oggetti di seconda mano

supermercatiNel 2018 in Francia la catena di supermercati Leclerc, presente su tutto il territorio nazionale, lancia il progetto Leclerc Occasion. Si tratta di negozi, situati nelle immediate vicinanze del punto vendita, che acquistano oggetti usati e li rivendono. Come evidenzia nel suo sito Giuseppe Caprotti, in  pochi anni il numero di Leclerc Occasion  è aumentato e poco tempo fa è stato inaugurato il cinquantesimo.  Si tratta di un buon successo considerando che quattro anni fa si trattava di una novità, perché era la prima volta che la grande distribuzione iniziava a proporre ai propri clienti articoli di seconda mano.

Il sistema “achat-vente” consiste in una valutazione dell’oggetto portato dai clienti che si conclude con l’acquisto da parte del punto vendita a un prezzo concordato.  La cosa diventa interessante perché per: smartphone, giochi, console ed elettronica di consumo viene rilasciata una garanzia di 12 mesi. Nell’elenco degli oggetti  da rivendere troviamo anche: libri, gioielli, biciclette, prodotti di bricolage, vestiti, ecc.

A distanza di pochi anni ci sono altre catene francesi come Auchan, Carrefour, Système U e Cora che hanno avviato progetti simili. Carrefour nel 2020 ha stipulato una partnership con i negozi Cash Converters – specializzata nell’acquisto e nella rivendita di prodotti di seconda mano – per aprire nuovi punti vendita denominati Carrefour Occasion. I clienti possono acquistare oggetti usati, ma anche vendere in loco: telefoni, computer, videogiochi, libri e anche gioielli. Gli esperti di Cash Converter verificano il funzionamento dei prodotti e fanno una stima. La catena di supermercati Auchan ha invece stipulato accordi con i negozi specializzati di abiti di seconda mano Patatam, e in breve tempo sono stati allestiti  decine di aree di vendita dove è possibile comprare vestiti usati.

Sarebbe interessante scoprire che qualche catena di supermercati e ipermercati italiana prendesse spunto dalle iniziative francesi per inaugurare punti vendita di oggetti e vestiti di seconda mano. Alla luce della situazione economica attuale, in nome della sostenibilità e dell’economia circolare la cosa potrebbe riscuotere un discreto successo.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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