Piatto con formaggini confezionati, accanto a fette di pane con formaggino e coltello per spalmare

Tigre è un marchio storico nel mercato dei formaggini perchè è stato uno dei primi ad essere prodotto solo con Emmentaler Svizzero. È di febbraio la notizia di una rivisitazione della linea, con nuovi formati, confezioni e cambiamenti anche nella formula. Il Gruppo Emmi (grande produttore lattiero caseario svizzero, proprietario del marchio) propone infatti tre nuove tipologie.

I classici formaggini Tigre e le novità

La versione classica ha cambiato formula e formato: la confezione prima era composta da 12 spicchi per un totale di  200g, adesso si è passati alla scatola da 6 spicchi che pesa 140g. Anche gli ingredienti sono cambiati così come la tipologia e la quantità di formaggio, passata da 71% a 53%. La vecchia versione conteneva solo Emmentaler Svizzero, adesso la percentuale è solo del 20% mentre la restante quota del 33% è ottenuta da altro formaggio svizzero. Si tratta di una rivisitazione legata sicuramente al cambiamento dei gusti dei consumatore, ma che di fatto toglie la specificità e la caratteritica dei formaggini.

La seconda tipologia dei nuovi Tigre si chiama Creamy, ed è la versione più indicata per i bambini per via del gusto delicato e degli spicchi più piccoli (14g anziché 23g). Completa la gamma Tigre Selection che nella stessa confezione propone tre gusti: all’Emmentaler, al Gruyer e Creamy. Anche in questo caso il formato è da 140g pari a 6 spicchi.

Il restyling

L’idea del restyling e della diversificazione dell’offerta cerca di modernizzare un prodotto maturo, il cui pieno sviluppo è avvenuto negli anni ‘60, in un contesto del tutto differente rispetto a quello attuale. Tigre può avvalersi ancora dell’immagine “più sana” rispetto ad altri prodotti, collegata all’impiego dell’Emmentaler e all’assenza di polifosfati.

Questi ultimi in particolare, sono un ingrediente molto presente nei formaggini, come aveva rilevato lo scorso anno Il Salvagente. Il settimanale aveva analizzato 24 grandi marche di cui ben 16, ossia 2/3 del campione totale, contenevano polifosfati. Questi additivi possono presentarsi anche con altre sigle quali: E450, E451, E452 oppure essere presentati come “sali di fusione”. La loro utilità è esclusivamente tecnologica: trattengono l’acqua e mantengono le caratteristiche fisico-chimiche dei prodotti nel tempo. Il problema è che sequestrano il calcio, impedendone l’assimilazione. Si tratta di un particolare importante soprattutto durante la crescita, tanto che nei cosiddetti “alimenti per l’infanzia”, sono vietati. Purtroppo i formaggini più diffusi sul mercato non rientrano in questa categoria, nonostante il target sia proprio quello dei più piccoli.

Tornando alla nuova offerta dei Tigre, gli elementi guida nell’acquisto e consumo del prodotto sono il gusto, la porzionatura e la conservazione fuori dal frigo (fino a quando la confezione resta chiusa).

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Ingredienti: formaggio svizzero 53%(Emmentaler 20%), acqua, burro, latticello in polvere, sali di fusione (citrato di sodio e di calcio), latte magro in polvere, sale. Ingredienti: formaggio svizzero 44%, acqua, burro, sali di fusione (citrato di sodio e di calcio), latte magro in polvere, sale. Ingredienti: formaggio svizzero 50% (formaggio duro e semiduro 24%, Emmentaler 20%, Gruyère 6%), acqua, burro, latticello in polvere, sali di fusione (citrato di sodio e di calcio), latte magro in polvere, sale.
Formato 6 spicchi 140g Formato 12 spicchi 170g Formato 6 spicchi 140g
Prezzo consigliato 1,85-1,90€ a confezione;  13,21-13,57€ al kg;31/32 centesimi a spicchio Prezzo consigliato 2,20-2,30€ a confezione; 12,94-13,53€ al kg;18/19 centesimi a spicchio Prezzo consigliato 1,95-2,05€ a confezione; 13,93-14,64€ al kg;33/34 centesimi a spicchio

 

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© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock

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Anna lucia Acerenza
Anna lucia Acerenza
20 Aprile 2013 11:27

salve,sono una mamma di 2 bimbi nati prematuramente emi preoccupo molto di cio’ che mangiano. vorrei sapere quali prodotti, tra i formaggini sono i piu’ salutari per i miei figli.al suprmercato è difficile scegliere tra grandi marche che mi sembrano tutti ottimi prodotti e dalle etichette nn scorgo grandi differenze. mi fido maggiormente dei prodotti per l’infanzia ma italiani (plasmon e nipiol) ma fino a quando potro’ proporli ai miei piccoli che hanno rispettivamente 4 e 2 anni?

Roberto La Pira
Reply to  Anna lucia Acerenza
20 Aprile 2013 13:22

Per i bambini al di sotto dei 36 mesi è meglio comprare alimenti adatti a loro hanno un contenuto di additivi e di contaminanti almeno dieci volte inferiore. POi compri possibilmente cibi freschi e con pochi additivi, magari bio.