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I supermercati più economici di Firenze secondo Altroconsumo. Bene Coop e Esselunga. Maglia nera per Pam

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I supermercati più convenienti di Firenze sono Coop e Esselunga

Il titolo di supermercato più economico di Firenze è conteso tra la Coop di via Lombardia e l’Esselunga di via del Gignoro. E’ il risultato dell’annuale inchiesta di Altroconsumo sui supermercati italiani, che ha analizzato il costo di una spesa presso 922 supermercati in 65 grandi città sparse su tutto il territorio nazionale, di cui 15 nel capoluogo toscano. Sul podio, a un soffio dalla vetta, continua la lotta serrata tra Coop ed Esselunga: in seconda posizione, a un solo punto dalla prima, si posizionano l’Esselunga Superstore di via Senese e la Coop di viuzzo delle Case Nuove (località Ponte a Greve), seguiti in terza posizione da altri due punti vendita Coop (via Erbosa e via Carlo del Prete) e dall’Esselunga Superstore di via Antonio Canova.

Male, invece, il supermercato Pam di via Pietro Francavilla, che si classifica ultimo, preceduto dal Conad City di via Pietrapiana e dal Carrefour di via di Prato a Calenzano. La differenza di prezzi tra il supermercato più economico e quello meno conveniente è del 12%. Analizzando in dettaglio la classifica, i prezzi nei supermarket fiorentini appaiono piuttosto omogenei: infatti 10 punti vendita su 15 presi in considerazione sono compresi nello spazio di 5 punti.

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I prezzi a Firenze sono piuttosto omogenei: 10 supermercati su 15 sono concentrati in 5 punti

Secondo Altroconsumo, a Firenze è possibile risparmiare fino a 598 € scegliendo il supermercato più economico, mentre rinonciano ai prodotti di marca si può arrivare fino a 1.211 €. Optando per la spesa nei discount più economici, si può risparmiare anche 2.706 €. Tutte le stime sono state calcolate sulla spesa di una famiglia media italiana. Analizzando l’intera indagine, scopriamo che i supermercati più economici d’Italia sono nelle città del Nord-Est, con Pordenone in testa. Al contrario le città dove la spesa è più cara si trovano nel Nord-Ovest, con Aosta e Genova maglia nera.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Mi scuso se replico commento scritto per Roma, ma l’argomento è troppo importante (e il Fatto alimentare non ha mancato di evidenziarlo più volte, ad es. parlando della Pasta…):

    La rincorsa al prezzo più basso fa sprofondare la qualità, la territorialità, il rispetto delle regole, del lavoro in primis, ma anche della sanità. L’agricoltura sta morendo per colpa di questa follia ancestrale che pretende di pagare 8 centesimi un piatto di pasta, mentre già con 10 si potrebbe puntare a qualità, territorialità, rispetto delle regole APPUNTO !

    Ma 2 centesimi in più allertano la irrazionale paura ancestrale della carenza di cibo in caverna.

    Mentre il VERO CAVERNICOLO con una sgassata al SUVVONE in mezzo al traffico ha già speso 200 centesimi (ci si pagava la pasta, quella OTTIMA, tutto l’anno…)
    E altri 2000 per il suo bel smartphone o il pantaloncino firmato….ma ci stracciamo le vesti solo davanti ai prezzi del cibo, per un risparmio molto spesso RISIBILE !

  2. Condivido le considerazioni di Fabrizio. Un vecchio detto recitava “Pancia piena Canta”. Oggi no ! In fondo le cose sono cambiate e sotto l’aspetto alimentare, purtroppo, non in meglio.