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Fico, non solo cibo: per il rilancio dello spazio bolognese arrivano esperienze interattive e divertimento. Visita in anteprima

Fico è pronto a riaprire le porte a visitatori, che dal 22 luglio potranno finalmente vedere con i loro occhi com’è cambiato il parco durante questo anno di chiusura dovuto alla pandemia. Cambiamenti che abbiamo potuto osservare in anteprima, in occasione dell’inaugurazione della nuova veste del “parco da gustare” voluto da Oscar Farinetti, il patron di Eataly, e realizzato insieme a Coop Alleanza 3.0 negli spazi dell’ex-centro agroalimentare di Bologna (CAAB). Fin da subito l’obiettivo era quello di diventare la “Disneyland del cibo”, un’idea che però, nei primi tre anni di attività, ha faticato ad arrivare al pubblico perché è mancato un tassello fondamentale: il divertimento.

L’idea è quella di fare l’experience park del cibo, – racconta Stefano Cigarini, il nuovo amministratore delegato di Fico – cioè un parco tematico che ruota intorno al cibo, in cui non solo si mangia, com’era nella prima versione, ma in cui col cibo si viene a giocare, divertirsi, fare esperienze.” Esperienze che ora iniziano ancora prima di entrare nel parco: all’ingresso, infatti, si trova l’area animali, dove visitatori grandi e piccini possono dare da mangiare a pecore e cavalli in totale autonomia, oltre a svolgere attività insieme ai fattori.

fico area salumi formaggi
Il parco è stato suddiviso in sette aree tematiche, ognuna con la sua scenografia e colonna sonora

Il parco è stato suddiviso in sette aree tematiche, dedicate ai prodotti agroalimentari (e non solo) tipici del Paese: salumi e formaggi; pasta; vino; olio e aceto; dolci; giochi e sport; e infine il divertimento. Qui si trova il Luna Farm, un piccolo luna park a tema campagna. Ogni area tematica ha una specifica scenografia curata nei minimi dettagli e una propria colonna sonora che la rende facilmente riconoscibile e semplifica l’orientamento nel parco. Ad esempio nell’area salumi e formaggi si cammina sotto giganteschi salami e caciotte, e poi si entra nell’area dedicata alla pasta attraverso un portale di fettuccine; nella zona del vino si passeggia sotto un pergolato illuminato da grappoli d’uva luminosi e nella parte dei dolci si può fare cavalcare una fetta di panettone o un cannolo siciliano su una giostra.

Distribuiti in queste sette aree tematiche si trovano 30 attrazioni, 13 ristoranti e 13 punti street food, dove “ogni operatore – spiega Cigarini – non offre solo da mangiare, ma anche un’esperienza”, dalla sfida allo chef alla ricerca dei tartufi. Ci sono anche cinque padiglioni multimediali, alcuni dei quali già presenti in precedenza, dedicati a fuoco, terra, acqua, animali e al percorso dalla terra alle bottiglie che fanno olio, vino e birra. Padiglioni tematici in cui si può scoprire a quanti conigli e anatroccoli corrisponde la propria altezza o toccare con mano semi, cereali e legumi.

All’interno del parco sono presenti 13 fabbriche, tra cui un birrificio e la centrale del latte di Granarolo

All’interno del parco sono presenti anche delle vere e proprie fabbriche (13 per la precisione), in cui viene prodotta  la birra artigianale, il Grana Padano, la Mortadella di Bologna e così via. Tra queste c’è anche la centrale del latte di Granarolo, un’azienda nata 60 anni fa proprio a pochi chilometri da dove ore sorge Fico. “Non potevamo mancare” racconta Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo. “Nel nostro spazio abbiamo allestito una fabbrica dove è possibile vedere come nasce e come si “costruisce” una mozzarella. – prosegue Calzolari, che ci spiega anche come l’obiettivo più ampio dell’azienda sia quello di – raccontare cosa c’è dietro a un litro di latte: tutta la filiera dalla terra, alla stalla, alla fabbrica, fino alla logistica e al fine vita dei prodotti”.

Tra i chioschi e i padiglioni di Fico, ce n’è anche uno dedicato alla sostenibilità e alla lotta allo spreco. Si chiama “Brutti ma Buoni” e, grazie a un accordo con il CAAB, vi si potranno trovare alimenti che non trovano spazio nei canali commerciali perché non rispondono ai canoni estetici richiesti dalla grande distribuzione, che chiunque potrà portare a casa liberamente, gratis. Per la spesa di prodotti tipici, poi, resta lo shop di Eataly, già presente in precedenza.

Il restyling di Fico ha comportato un investimento di oltre 5 milioni di euro da parte di Eataly e Coop alleanza 3.0

Il rilancio di Fico, con il restyling delle scenografie, la riduzione delle superfici destinate a ristorazione e vendita e l’ampliamento di quelle dedicate al divertimento, ha comportato un ulteriore investimento di cinque milioni di euro. “Fico è un parco innovativo, nel senso che non esiste niente del genere.” afferma Cigarini, secondo cui questi primi anni di attività sono serviti per capire cosa ha funzionato e correggere gli errori.

Fico riapre al pubblico il 22 luglio 2021 e sarà visitabile dal giovedì alla domenica (non più tutti i giorni come in precedenza) dalle 11 alle 22 (tranne il sabato quando chiude alle 24), pagando un biglietto da 10 euro che include anche un tour guidato del parco. Per ulteriori informazioni, clicca qui.

© Riproduzione riservata Foto: Fico

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Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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Un commento

  1. Avatar

    la “Disneyland del cibo”

    “col cibo si viene a giocare, divertirsi, fare esperienze.”

    “l’area animali, dove visitatori grandi e piccini possono dare da mangiare a pecore e cavalli”

    “si può scoprire a quanti conigli e anatroccoli corrisponde la propria altezza”

    “nell’area salumi e formaggi si cammina sotto giganteschi salami e caciotte”

    “raccontare cosa c’è dietro a un litro di latte”

    “è un parco innovativo, nel senso che non esiste niente del genere.”

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