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L’ennesimo sottocosto di Eurospin è ritenuto un ‘colpo basso’ per i produttori ortofrutticoli

Eurospin ha lanciato una super offerta ai suoi affezionati clienti. Dal 19 al 21 novembre, la catena discount ha infatti messo in vendita le arance Navel in rete da due chili al prezzo di 1,98 euro. Questo vuol dire proporre arance con un listino sottocosto, pari a 0,99 euro al chilo. Il sito Italfruit News, segnalando quest’offerta, sottolinea che si tratta di “un altro colpo basso per i produttori di un comparto da tempo alle prese con le difficoltà causate da scarsa redditività, problematiche agronomiche in campo, concorrenza esasperata e ora anche dai costi delle materie prime”. La provenienza delle arance Navel in offerta non è precisata, ma si tratta solamente dell’ultima di una serie di vendite sottocosto proposte da Eurospin. È sempre il sito Italiafruit News ad aver segnalato già alla fine dello scorso febbraio il caso delle fragole in vaschetta da mezzo chilo vendute a 1,29 euro, alle quali è seguita l’uva da tavola a 0,99 €/kg in luglio.

L’evento più eclatante sul fronte dei prezzi è stato, però, la vendita di angurie il 14 agosto a 0,01 centesimi di €/Kg, con il vincolo di un solo pezzo per scontrino. Un prezzo assurdo che ha creato polemiche nel settore. In quel caso però, quantomeno, diversamente da quanto è accaduto con gli altri prodotti e sta accadendo con le arance, non si trattava di una primizia. Per essere corretti, comunque, va precisato che nel volantino di Eurospin realizzato per promuovere la vendita dell’anguria super scontata si precisa che “alla filiera agroalimentare è stato corrisposto il giusto prezzo. La differenza di valore rispetto al prezzo di acquisto è stata messa da Eurospin per i suoi clienti”.

sottocosto Eurospin arance
Le arance in rete da due chili sono proposte da Eurospin a 0,99 € al chilo, un prezzo ritenuto ‘un colpo basso’ dagli operatori ortofrutticoli di Italiafruit

Le vendite sottocosto che fanno discutere non sono però un’esclusiva della catena di hard discount. Anche l’offerta di clementine di Calabria Igp proposte a 0,80 €/kg dai negozi Tigros (insegna lombarda con circa 70 punti vendita) solo per la giornata di sabato 6 novembre e per i possessori della Tigros Card è stata oggetto di polemiche. La questione di fondo è capire che, in genere, questi prezzi sono il frutto di iniziative di marketing. Si tratta dei cosiddetti ‘prodotti civetta’, pubblicizzati con una certa enfasi per attirare nel negozio clienti che, una volta entrati, si ipotizza faranno la spesa, comprando quindi anche altri prodotti.

© Riproduzione riservata; Foto: volantino Eurospin

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Buongiorno, queste critiche sono RIDICOLE!!!!!
    Ma quale colpo basso…
    Se il commerciante pubblicizza prezzi stracciati significa che qualcuno ha accettato. HA ACCETTATO.
    La storia ormai è conosciuta, serve solo a dare visibilità a certi soggetti che, PER LORO COLPA, scaricano la loro incapacità d’impresa sugli altri.
    Poi, siamo quì a parlare dei prezzi insostenibili, quando la GDO propone al pubblico frutta e verdura “top” a prezzi esagerati. Restando in campo Tigros (ma solo perché è stata tirata in ballo) propone Uva “Assaggio” pizzutella a 2.79€/kg.
    NON DICIAMO NIENTE IN QUESTI CASI?
    Perché, ricordiamoci, non tutti possono permettersi di acquistare questi prodotti “TOP”, ma tutti hanno diritto a mangiare bene!!!!!

    • Concordo
      A parte il fatto che altre catene propongono la medesima tipologia di prodotto a prezzi comparabili
      (Esselunga 1,18 – Coop 1,18), ma vogliamo parlare dei prezzi esorbitanti a cui vengono proposti prodotti ortofrutticoli comuni, ad esempio delle normalissime mele vendute a prezzi da gioielleria.
      Fintantoché non verrà esposto il prezzo pagato al produttore comparato al prezzo di vendita tutte queste pseudo-analisi sono del tutto inconsistenti e lasciano il tempo che trovano.

  2. Concordo con quanto scritto in precedenza. Anno 2020, se tu vendi l’agnello sardo IGP a 6.90 (CONAD) vuol dire che tu consorzio IGP sei d’accordo con la GDO. A poca importanza se poi l’agnello viene pagato dalla GDO a prezzo pieno perchè il danno che arrechi a chi alleva ed è iscritto all’IGP è notevole.