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In Europa la povertà aumenta, ma nonostante ciò i governi aggiungono tasse sul cibo

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Povertà e ostacoli all’accesso al cibo sono problemi attuali anche in Europa . Ma “quando il piatto piange” i croupier dei casinò di Stato allungano i rastrelli sulle tasche più piccole, come sta accadendo in questi giorni in Italia.

Secondo l’ultimo studio dell’Insee www.insee.fr («Institut national de la statistique et des études économiques»),la povertà in Europa ha ripreso ad salire: nella sola Francia poco meno di 8,2 milioni di persone, cioè il 13,5% della popolazione, viveva nel 2009 al di sotto della soglia di povertà.1 E se la fortuna è cieca, la sfortuna non lo è affatto: le fasce meno abbienti hanno subito un ulteriore impoverimento dell’1,1%, tra il 2008 e il 2009, a fronte del pur modesto progresso generale d’Oltralpe (+0,4%).

A livello europeo il tasso medio di povertà nel 2008 è stato stimato nel 16,5% della popolazione, con picchi nell’Europa dell’Est (Romania, 23,4%) ma anche in Regno Unito, Italia, Spagna e Grecia (20% circa). Assai migliori le condizioni di vita al Nord, oltreché in Austria e Paesi Bassi, ove i poveri non superavano il 12% degli abitanti.

Nel giugno dell’anno scorso gli Stati europei si erano impegnati a fare uscire entro dieci anni 20 milioni di persone dal rischio di “privazione materiale” (un nuovo indicatore di esclusione sociale riferito all’incapacità di accedere a risorse essenziali come cibo e alloggio).

Francia, la gabella sulle bibite gassate

Si è appreso la settimana scorsa che il governo francese, nella manovra di bilancio di fine estate, avrebbe intenzione di introdurre una tassa speciale sulle bibite gassate. Non sulle bollicine dell’acqua Perrier né su quelle dello champagne, ma soltanto sulle bevande analcoliche con aggiunta di zucchero e anidride carbonica. Autorevoli nutrizionisti hanno spiegato che questa gabella non avrà alcun impatto sulla salute pubblica, come del resto ogni tassa sugli alimenti. Considerato anche che il tenore di zuccheri di una bevanda gassata non è dissimile da quello di un succo di frutta.

povertàScozia, il prezzo supplementare per le bevande alcoliche

Il parlamento scozzese ha invece deciso di introdurre un prezzo minimo di vendita per le bevande alcoliche, col grave disappunto dei consumatori, dei negozianti, delle distillerie e delle birrerie. La questione è subito rimbalzata agli scranni dei giudici europei e di Westminster, ancor sopiti nella pausa estiva.

Le tasse sugli alcolici hanno già mostrato la loro completa inutilità rispetto a obiettivi di salute pubblica, come già riscontrato nello stesso Regno Unito.2 Eppure la manovra, attesa per il prossimo mese, trova il sostegno delle “charities” locali che non è dato escludere potranno magari ricevere qualche obolo in più grazie al nuovo prelievo.

La “Scotch Whisky Association” d’altra parte avverte che questa gabella danneggerà una delle principali voci dell’export scozzese, il cui attuale valore è di 3,5 miliardi di sterline l’anno. Il “Centre for Economic and Business Research” aggiunge che il 10% della popolazione meno abbiente si vedrà costretta a pagare quasi il 50% in più per approvvigionarsi delle bevande che sono soliti consumare.

Italia, il balzello dell’Iva?

Anche l’Italia, come è noto, deve mettere a posto i conti pubblici e ieri ha deciso di aumentare dal 20 al 21% l’IVA.  Si tratta di una misura che colpisce indiscriminatamente ogni acquisto di beni essenziali come appunto il cibo, a prescindere dalle disponibilità (di reddito e patrimonio) dei singoli cittadini e delle loro famiglie. L’aumento dell’aliquota sui cibi comporterebbe un aggravio della spesa alimentare di quasi 200€ l’anno a famiglia. Come sempre a discapito delle tasche più magre ma anche dell’intera filiera agroalimentare che nel nostro Paese offre occupazione e reddito a diversi milioni di famiglie. Depressione dei consumi e dei consumatori, in un frangente tutt’altro che roseo.

(1) La soglia di povertà in UE è identificata con redditi inferiori al 60% rispetto a quello medio dello Stato membro. Secondo il citato studio Insee, 84 milioni di persone in UE vive al di sotto di questa soglia

(2) Si veda l’articolo «PM to reject minimum price on alcohol», di Jean Eaglesham e Roger Blitz su “Financial Times”, 16.3.09,

Per maggiori informazioni:

– articolo «La pauvreté augmente en France et en Europe» di LocaliserDamien Dubuc (Paris), 30.08.2011, su http://fr.myeurop.info/2010/09/29/84-millions-deuropeens-sous-le-seuil-de-pauvrete-281

– articolo «La scelta francese: tasse sulle bibite», di Stefano Montefiori sul Corriere della Sera, 29.8.11

– articolo «Scotland in push for minimum alcohol price»di Louise Lucas e Andrew Bolger su “Financial Times”, 30.8.11,

– editoriale «Aumento Iva: il peso sul carrello della spesa», su La Sicilia, 25.8.11

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  Dario Dongo

Dario Dongo
Avvocato, giornalista. Twitter: @ItalyFoodTrade

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