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Etichetta nutrizionale Carrefour: la pizza consigliata una volta al giorno, dessert addirittura due. I medici si oppongono

Slice of pizza margarita
La pizza al formaggio viene consigliata una volta al giorno: inaccettabile manovra di marketing

Gran parte del mondo medico-scientifico francese contesta con parole dure l’iniziativa annunciata a fine settembre da Carrefour: di utilizzare una nuova etichetta nutrizionale sui prodotti alimentari col proprio marchio, indicando con delle frecce colorate la frequenza di consumo del prodotto, all’interno di una dieta equilibrata. Dal prossimo mese di dicembre sulle confezioni ci saranno  consigli sulle modalità di  consumo.  Per  alcuni alimenti l’indicazione è tre volte al giorno, altri due e altri ancora una sola volta. Per alcune categorie l’indicazione consiglia un consumo “occasionale”. Il gruppo di appartenenza di ciascun prodotto sarà stabilito in base alla composizione nutrizionale, prendendo come riferimento i criteri definiti da Ofcom, un’organizzazione europea che si occupa di profili nutrizionali.

 

 

Stracciatella yoghurt with chocolate shavings
Il dessert alla stracciatella rientra nel gruppo di alimenti suggeriti due volte al giorno

In una petizione ai parlamentari, pubblicato dal Journal International de Médecine si chiede a Carrefour di abbandonare questa iniziativa, perché si tratta di un “sistema indifendibile sul piano scientifico”, dal momento che “le soglie, la forma e i messaggi sono stati decisi senza alcuna validazione concertata sul piano scientifico da parte di esperti indipendenti e dei consumatori”. Nel contestare che “l’informazione nutrizionale possa essere ridotta a un’operazione di marketing”, i firmatari della petizione fanno l’esempio di come Carrefour stia traducendo nella pratica la sua iniziativa: la pizza al formaggio è consigliata una volta al giorno, il dessert alla stracciatella due volte, i piselli in barattolo tre volte.

 

La petizione chiede al parlamento di votare il principio di un’etichetta nutrizionale semplice e unica, come previsto dal progetto di legge sulla salute pubblica, adottando il metodo delle soglie indicate da cinque colori. La petizione è stata promossa da esperti e associazioni di varie specialità mediche, di consumatori e di pazienti.

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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