Secondo il medico legale, il decesso è legato a un eccesso di caffeina. Tra effetti su cuore e sistema nervoso e limiti indicati dall’EFSA, cresce il dibattito sui rischi per i giovani e sull’assenza di restrizioni alla vendita nel nostro Paese.
Una studentessa di 17 anni in Texas è morta di recente a seguito di un evento cardiaco. Secondo il medico legale, la causa del decesso è stata una cardiomiopatia attribuita a un consumo eccessivo di caffeina, assunta anche tramite bevande energetiche. In seguito all’accaduto, la famiglia ha avviato una causa contro un marchio di energy drink, accusandolo di non aver comunicato in modo adeguato i rischi per la salute. Secondo quanto riportato negli atti, la ragazza non presentava patologie pregresse note e non faceva uso di alcol o droghe. Tuttavia, aveva consumato una o più bevande energetiche nei giorni precedenti al malore.
I rischi degli energy drink
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) descrive gli energy drink come bevande contenenti caffeina (tipicamente tra 80 e 320 mg/L), spesso associate ad altri ingredienti cosiddetti funzionali (taurina, glucuronolattone, vitamine…) e consumate per ottenere effetti stimolanti su attenzione e prestazione. Più in generale, gli energy drink sono bevande analcoliche ricche di caffeina e altre sostanze stimolanti, pensate per aumentare temporaneamente energia e vigilanza, ma non prive di possibili effetti sulla salute, soprattutto nei soggetti più giovani.
Gli effetti stimolanti si manifestano principalmente a livello del cuore e del sistema nervoso centrale. A livello cardiaco, la caffeina aumenta l’attività del cuore, incrementando il fabbisogno di ossigeno. Per questo motivo, chi presenta già condizioni cardiache dovrebbe essere particolarmente consapevole dei potenziali rischi legati al consumo di queste bevande.
A livello del sistema nervoso centrale, possono comparire effetti a breve termine come insonnia, nervosismo, tremori e, nei casi più gravi, anche convulsioni. Nel lungo periodo, oltre al rischio di dipendenza, il consumo abituale può alterare i meccanismi di regolazione del sonno e della vigilanza, favorendo disturbi del ritmo sonno-veglia, insonnia persistente e affaticamento cronico. L’esposizione ripetuta agli stimolanti può inoltre essere associata a maggiore irritabilità, ansia e difficoltà di concentrazione.

Non va trascurato nemmeno l’elevato contenuto di zuccheri presente in molte di queste bevande, che può contribuire ad aumentare il rischio di diabete e altre patologie metaboliche, oltre a rafforzare meccanismi di consumo ripetuto. Una ricerca condotta nel Regno Unito ha inoltre evidenziato come la facile reperibilità di questi prodotti tra i giovani contribuisca alla loro percezione di innocuità e anche la denominazione ‘energy drink’ rafforza questa idea, evocando un concetto di energia immediata, positiva e funzionale alla prestazione.
Caffeina, energia e rischi per la salute
È importante considerare che una sola lattina da 33 cl può contenere quantità di caffeina tali da produrre effetti stimolanti paragonabili a circa 1,5-2 tazzine di caffè. Una tazzina di caffè contiene in media 60-80 mg di caffeina e, secondo le indicazioni dell’EFSA, per gli adolescenti il limite tollerabile è di circa 3 mg/kg di peso corporeo: una soglia che può essere facilmente raggiunta o avvicinata con una sola bevanda energetica, e superata con consumi maggiori o ripetuti.
Gli energy drink, come Red Bull e altri prodotti simili, contengono quindi quantità importanti di caffeina e sono molto diffusi tra i giovani. Il loro consumo è favorito, non solo per l’effetto stimolante, ma anche per la forte connessione con eventi sportivi, musicali e di intrattenimento, che ne aumentano l’attrattività nel pubblico adolescenziale.
Il marketing ha un ruolo centrale in questa diffusione: sponsorizzazioni di eventi ad alto impatto visivo contribuiscono a costruire un’immagine di energia, performance e successo particolarmente attrattiva per i ragazzi. A ciò si aggiungono strategie comunicative che utilizzano linguaggi digitali e immaginari vicini ai cartoni animati o all’intrattenimento online, rendendo il messaggio pubblicitario più immediato e coinvolgente.

In questo modo, le bevande energetiche si inseriscono in un immaginario positivo legato a energia, socialità e prestazione, contribuendo a ridurre la percezione del rischio associato alla caffeina. L’uso di colori vivaci, storytelling semplificato e personaggi stilizzati rafforza ulteriormente questa percezione, con possibili ricadute sulle abitudini di consumo dei più giovani.
Energy drink e alcolici
Un ulteriore aspetto rilevante riguarda il consumo combinato di energy drink e alcol, una pratica particolarmente rischiosa soprattutto in contesti di festa e intrattenimento notturno. L’alcol, infatti, produce inizialmente una sensazione di euforia e disinibizione, seguita però da effetti depressivi sul sistema nervoso centrale, come stordimento, riduzione dei riflessi e perdita di coordinazione.
Quando viene associato alle bevande energetiche, l’effetto stimolante della caffeina può mascherare parzialmente la percezione della stanchezza e dell’ubriachezza. Questo può indurre la persona a sentirsi più vigile e in controllo di quanto non sia realmente, aumentando il rischio di assumere quantità maggiori di alcol e di sottovalutare il proprio stato di alterazione.
Di conseguenza, si possono verificare comportamenti a rischio, come la guida in stato di ebbrezza. In contesti come feste prolungate o eventi musicali, questa combinazione può contribuire a spingere il corpo oltre i propri limiti, favorendo disidratazione, affaticamento e stress fisico intenso.

Raccomandazioni per un consumo consapevole
Medici e organizzazioni scientifiche, come l’American Academy of Pediatrics, ribadiscono che le bevande energetiche sono sconsigliate sotto i 18 anni, a causa dei potenziali rischi per cuore, sistema nervoso e salute mentale. Questa posizione evidenzia l’importanza di considerare gli energy drink non come semplici bevande, ma come prodotti contenenti sostanze stimolanti in grado di influenzare significativamente l’organismo, soprattutto in una fase delicata come l’adolescenza. In questo contesto, la consapevolezza diventa fondamentale: conoscere gli effetti della caffeina e degli altri ingredienti permette di fare scelte più informate e responsabili.
Alcuni Paesi europei, come Lituania e Lettonia, vietano la vendita di energy drink ai minori di 18 anni. In altri, come il Regno Unito, diverse catene della grande distribuzione hanno introdotto limiti volontari. In Italia, invece, non esiste alcun divieto: queste bevande sono liberamente acquistabili anche dai più giovani, nonostante le raccomandazioni sanitarie ne sconsiglino il consumo.
Accanto alla regolamentazione e alle raccomandazioni scientifiche, risulta essenziale anche il ruolo dell’educazione e della comunicazione, per aiutare i più giovani a riconoscere i rischi e sviluppare un approccio critico verso pubblicità e mode di consumo. Solo attraverso un insieme integrato di informazione, prevenzione e consapevolezza è possibile promuovere un uso più attento e responsabile di questi prodotti.
© Riproduzione riservata Foto: Fotolia, Depositphotos, AdobeStock
Nutrizionista e ricercatrice Università di Milano Bicocca


