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Cresce la spesa online. Ora non ci sono solo i supermercati ma tante piccole aziende

media comunicazione giornali lettura informazione spesa onlineNel corso del 2020 la spesa online di prodotti alimentari venduti dai supermercati è raddoppiata, superando la quota del food delivery (nonostante questa sia cresciuta del 46%) e raggiungendo il valore di 921 milioni di euro. Sono i dati dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano riferiti a un fatturato generato principalmente dalle vendite online delle catene di supermercati, ma anche da piattaforme di vendita sia generaliste (come Amazon) che specializzate in alimentari (come Tibiona), e anche dalla vendita diretta di aziende agroalimentari.

Quest’ultima quota, più piccola e più difficile da quantificare, testimonia un fenomeno nuovo. Sono infatti sempre più numerose le aziende che attivano la vendita online e affrontano un percorso di aggiornamento necessario per allargare gli affari e raggiungere le fasce di consumatori più “smart”. Per le aziende agricole medio piccole, la vendita diretta ha un ruolo importante: secondo un’indagine Ismea questo canale nel 2020 è stato utilizzato da 22 imprese agricole su 100, quota che nel 2019 si fermava al 17%. E il fenomeno interessa soprattutto alcuni prodotti, più pregiati, come ortaggi, olio extravergine e in generale i prodotti bio.

Tutte e tre, le principali associazioni di agricoltori italiane – Cia, Coldiretti e Confagricoltura – hanno attivato dei sistemi di consegna a domicilio che hanno affiancato, e in parte sostituito, i mercatini, durante il lockdown del 2020. I servizi offerti da Coldiretti si trovano sul portale Campagna amica, realtà che, da oltre 10 anni, organizza numerose iniziative legate alla vendita diretta in tutta Italia.

Il portale di Cia-Agricoltori italiani, I prodotti dal campo alla tavola (vedi sito) è stato attivato nel marzo 2020 e raccoglie referenze di produttori agricoli suddivisi in base alla regione. Si ordina tramite mail e si riceve l’ordine a domicilio. Alcuni, più intraprendenti, si sono organizzati per la vendita diretta online. Fra questi il calabrese Mario Grillo titolare dell’azienda agricola e zootecnica biologica Fattoria Biò: produce salumi e formaggi tipici, farine, patate e conserve che commercializza prevalentemente nei punti vendita locali, ma anche in rete. “Utilizziamo l’e-commerce da qualche anno – racconta Grillo – e nel 2020 abbiamo visto una crescita importante. Durante il lockdown abbiamo lavorato molto sul territorio consegnando a domicilio prodotti ordinati telefonicamente, mentre le vendite online funzionano bene per i clienti più lontani. Il problema per questo tipo di attività è la logistica: un trasporto di qualità è costoso, soprattutto quando deve essere refrigerato, come accade per i prodotti freschi. Per rendere più soddisfacente l’esperienza di acquisto, stiamo mettendo a punto un sistema di live-streaming e-commerce: ci sarà una webcam puntata sul banco della carne, in modo che il cliente, collegandosi, potrà scegliere direttamente, con l’aiuto dell’addetto alla vendita, il prodotto che preferisce.”

Nel corso del 2020 la spesa online di prodotti alimentari venduti dai  supermercati è raddoppiata

Questa modalità di acquisto “estrema” è già stata sperimentata soprattutto in Asia per l’abbigliamento (guarda questo video) ma non solo; in Cina si utilizza anche nei campi, per scegliere il melone o l’insalata (come si vede in questo video di RTS, rete televisiva della Svizzera francofona).

Organizzare e gestire un portale di commercio online è più facile se si crea un gruppo di produttori associati, che possano dividere i costi e l’impegno legati a questa impresa. Confagricoltura Emilia-Romagna ha lanciato nel gennaio 2020 la piattaforma Foodelizia, con l’intento di portare “dalla campagna alla tavola” prodotti autentici e genuini, saltando gli intermediari della distribuzione, e quindi con prezzi convenienti sia per i produttori che per i consumatori. Un gruppo di giovani agricoltori soci di Anga Grosseto (Associazione Nazionale i Giovani Agricoltori aderente a Confagricoltura) ha invece lanciato il portale Maremma a domicilio. “Siamo partiti a marzo, in pieno lockdown – racconta Guido Pallini, fra i fondatori del sito – per rispondere alle richieste dei clienti. All’inizio era una cosa molto artigianale poi, visto il successo, ci siamo organizzati con un vero e proprio portale. In primavera siamo andati molto bene, poi l’interesse è diminuito durante l’estate, per riprendere in autunno. Nel complesso, nel 2020 abbiamo fatto circa 600 ordini, destinati soprattutto a clienti toscani, ma anche verso Emilia, Liguria, Piemonte e Lombardia, con qualche richiesta da Austria e Germania.”

Online si possono trovare prodotti tipici di un territorio

“I nostri prodotti (carne, formaggi, farine, vini, olio, conserve) sono strettamente legati a un territorio che offre molte eccellenze – continua Pallini – di qualità garantita. Per sopravvivere pensiamo che sia necessario puntare sulla qualità, controllando in modo rigoroso chi aderisce alla piattaforma, e spiegare ai clienti che pagando il giusto prezzo si sostengono aziende vive e attive nel territorio.”

Chi si muove in modo individuale ha esperienze diverse e i fattori che influiscono sono numerosi. L’azienda Lesca Simone di Langosco (Pavia), dal 1976 produce riso certificato biologico, e oltre a questo cereali e legumi, coltivati a rotazione. “Abbiamo aperto lo shop online nel 2016, ma non ha mai avuto un grande successo, registrando di solito 2-3 ordini al giorno.  – Dice Serena Salina, moglie del titolare – Le cose sono cambiate con il lockdown, quando gli ordini quotidiani sono arrivati anche a 40 e questo, in una realtà piccola come la nostra, ha rivoluzionato l’organizzazione del lavoro. Successivamente gli ordini sono tornati ai livelli precedenti. Noi vendiamo prevalentemente a gruppi d’acquisto, sparsi in tutta Italia, clienti con cui è possibile istaurare un rapporto di fiducia reciproca. Probabilmente, la scorsa primavera, quando non era possibile trovarsi per distribuire gli acquisti, gli stessi clienti hanno usato il canale online.”

Elisa Casumaro e Stefano Cerutti sono responsabili di due aziende biologiche: la prima, nel modenese, comprende un allevamento di mucche e bufale, all’aperto, e i campi che producono i foraggi; la seconda, in provincia di Ferrara, produce uova, riso e altri cereali. Oltre alla vendita diretta in azienda e nei mercatini, vendono i loro prodotti tramite il portale  “Latte e uova bio”. “Abbiamo iniziato a raccogliere ordini online nel 2012 – racconta Cerutti – è però solo da un anno e mezzo che abbiamo un vero e proprio portale, grazie al contributo della Camera di commercio di Modena. All’inizio gestivamo 50-60 ordini a settimana, essenzialmente da parte di gruppi d’acquisto, che per noi hanno un ruolo molto importante. Facciamo consegne a domicilio con i nostri mezzi nelle vicinanze, spediamo con corriere articoli non deperibili, come il riso e le farine e consegniamo i prodotti freschi – formaggi e uova – prevalentemente nei mercatini. È possibile fare ordini online e ritirare nel mercatino più vicino. Durante il lockdown abbiamo avuto un’impennata di richieste, da tutta Italia, e non era facile spiegare ai clienti, abituati a piattaforme come Amazon, che non eravamo in grado di spedire due mozzarelle a Sassari per il giorno dopo! Dopo il lockdown le cose si sono normalizzate e siamo a poco meno di 100 ordini a settimana, fra gruppi d’acquisto e ordini individuali. – Continua Cerutti – La vendita diretta per realtà come la nostra è fondamentale. Per questo abbiamo deciso di spostare in azienda tutte le lavorazioni: da quella del riso, alla produzione di farine e prodotti da forno e naturalmente i formaggi. Cereali e formaggi sono destinati al 100% alla vendita diretta, il latte è in parte conferito al Consorzio del Parmigiano-Reggiano e parte delle uova alla grande distribuzione.”

Cortilia
Nel 2020 Cortilia ha fatturato 33 milioni di euro, con una crescita del +175% rispetto al 2019.

Durante il periodo di chiusura sono letteralmente “esplose” piattaforme che aggregano diversi produttori, come Local to you, realtà legata al mondo delle cooperative sociali, che consegna, in Emilia-Romagna, prodotti di piccole aziende agricole locali. L’adesione a piattaforme private specializzate nella vendita di alimentari è una possibilità interessante, anche se meno redditizia perché coinvolge un intermediario. La più nota, per i prodotti freschi, è Cortilia che, fondata nel 2012, distribuisce in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. È possibile fare ordini puntuali scegliendo fra 2500 prodotti come frutta e verdura, carne, salumi, formaggi, vino, e anche piatti pronti, oppure abbonarsi a cassette miste di dimensioni e composizione diverse, che sono recapitate ogni settimana. L’assortimento di Cortilia, azienda che ha sempre puntato sulla sostenibilità, è garantito da 250 produttori le cui storie e caratteristiche sono raccontate sul sito, e le consegne avvengono entro 24 ore. Nel 2020 Cortilia ha fatturato 33 milioni di euro, con una crescita del +175% rispetto al 2019.

Durante il lockdown del 2020 le richieste sono arrivate fino a cinque volte la capacità logistica. Al termine dell’emergenza sanitaria, l’azienda ha realizzato un’indagine, su oltre 2500 intervistati, che fa luce sui nuovi comportamenti d’acquisto. Se si conferma il ruolo giocato dal lockdown nel successo del commercio in rete – il 63,8% degli intervistati ha dichiarato di aver provato la spesa online sulla piattaforma per la necessità di evitare il più possibile di uscire di casa – il 98% dei nuovi clienti ha dichiarato l’intenzione di utilizzare ancora il servizio in futuro.

E questa è probabilmente l’intenzione di molti italiani: una volta sdoganata, anche la spesa online può entrare a far parte delle abitudini quotidiane. Soprattutto se consente di mantenere un rapporto diretto con la campagna e con i produttori.

© Riproduzione riservata. Foto: stock.adobe.com e Cortilia

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Roberto La Pira

  Valeria Balboni

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