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La responsabilità sociale, la disponibilità di prodotti biologici, solidali o locali, ma anche la consapevolezza di fare la spesa in negozi a basso impatto ambientale. Tutto questo, e altro ancora, non è più appannaggio di punti vendita dall’assortimento costoso o rivolto a un’élite. Molti discount, infatti, pur caratterizzati soprattutto dalla competitività dei prezzi, dichiarano il loro impegno in diversi ambiti della sostenibilità, sia essa sociale o ambientale, e lo fanno mantenendo la convenienza di sempre.

Il miglior prodotto al miglior prezzo possibile, è lo slogan che accompagna la strategia generale dei discount. Sembra che si tratti di una promessa mantenuta, visto che nel 45% dei casi dei 299 prodotti presi in esame nei test della rivista Altroconsumo il miglior acquisto (unione di un buon prezzo con una qualità almeno buona) è proprio dei discount. È lecito quindi a questo punto chiedersi come facciano queste insegne a mantenere la loro promessa di risparmio garantendo al contempo una crescente attenzione alle questioni etiche e ambientali.

Il modello discount

I consumatori più attenti a queste tematiche hanno ormai acquisito la consapevolezza che, dove c’è una forte convenienza economica, ci sia anche qualcuno nella catena dell’approvvigionamento, dall’agricoltore al lavoratore del punto vendita, che paga al posto loro, con sacrifici, guadagni risicati e magari anche con rischi sul fronte della sicurezza. Le pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare esistono ancora e sono anzi aumentate in occasione della pandemia, tanto che la scorsa estate la Commissione europea ha avviato delle procedure d’infrazione nei confronti di alcuni paesi, tra cui anche l’Italia (vedi articolo). Forse però è proprio per la maggiore consapevolezza dei cittadini rispetto a questi temi che molti discount sono sempre più impegnati nel dimostrare la possibilità di correlare la garanzia di risparmio con una gestione della filiera che sa essere anche etica e responsabile.

Aldi

Aldi che, sempre secondo l’ultima Indagine prezzi di Altroconsumo, risulta essere la catena discount più conveniente d’Italia, ci ha spiegato come riesce a rendere possibile tutto questo. La principale risorsa sembra da ricercarsi nella razionalizzazione. “Abbiamo un assortimento compatto e completo – dichiarano dall’azienda – che si concentra su una gamma selezionata di prodotti”. Un elemento distintivo della catena è soprattutto la forte presenza di prodotti a marchio privato dell’insegna. “Attualmente – spiegano – l’85% dell’offerta è composto dalle 30 marche Aldi, create appositamente per i clienti italiani, in stretta collaborazione con i fornitori nazionali”.

ALDI discount 2018
Il gruppo Aldi collabora con i suoi fornitori per ‘democratizzare’ i prodotti sostenibili

Circa l’80% degli alimentari proposti da quest’insegna tedesca, sbarcata nel nostro paese nel 2018, proviene infatti da fornitori italiani e regionali. “Per rendere accessibili al cliente dei prodotti di valore al giusto prezzo – sottolineano – puntiamo su una logistica efficiente, soprattutto per i freschi come frutta, verdura, carne, salumi e latticini, rispetto ai quali ci impegniamo a mantenere la filiera più corta possibile”. In particolare per le carni di suino e il pollame, l’azienda sottolinea l’italianità dei prodotti: nati, allevati, macellati e confezionati all’interno dei confini nazionali. “Rendere la sostenibilità accessibile per tutti ” è addirittura lo slogan del gruppo per il 2030. “Collaboriamo con i fornitori – proseguono – per ‘democratizzare’ i prodotti sostenibili in tutti i paesi in cui siamo presenti. Il nostro focus è su quattro aspetti principali: rispetto dei diritti umani, miglioramento dell’efficienza delle risorse, raggiungimento dell’obiettivo zero emissioni e posizionamento come datore di lavoro preferito”.

I discount MD

Un discorso simile vale per l’insegna MD, dove gli strumenti che consentono di offrire prezzi più contenuti rispetto a quelli dei supermercati tradizionali sono soprattutto la selezione sull’assortimento, l’offerta di prodotti a marchio privato distribuiti in esclusiva, l’ottimizzazione della movimentazione delle merci e la razionalizzazione delle logiche espositive. “Ciò che ci distingue – spiegano dall’azienda, che anche in questo caso vanta un’offerta alimentare per il 90% di origine italiana – è la capacità di interpretare nella maniera più corretta i bisogni di chi viene a fare la spesa nei nostri punti vendita, con l’obiettivo di soddisfarne le richieste senza duplicare le proposte”.

discount, nuovo punto vendita Lidl a Roma
L’ultimo discount Lidl inaugurato a Roma rientra in classe energetica A3

Lidl

Tra i campioni dei discount che si dichiarano sempre più attenti alla sostenibilità figura poi Lidl, che ha recentemente annunciato anche la propria partecipazione al salone della Corporate social responsibility svoltosi a Milano questo ottobre. Contemporaneamente, l’insegna tedesca procede a ritmo incalzante con le nuove aperture, arrivate ormai a oltre 680, e anche su questo fronte sottolinea quando possibile gli elevati standard di sostenibilità ambientale applicati. Come è avvenuto per esempio in occasione dell’ultima apertura di Roma: un negozio che rientra in classe energetica A3, grazie all’impianto fotovoltaico, alle luci Led e all’uso di energia proveniente da fonti rinnovabili e che vanta inoltre un sistema di recupero per le acque piovane e una colonnina per la ricarica di due auto elettriche a disposizione della clientela.

A questi elementi si aggiunge poi il tema della sostenibilità dell’approvvigionamento. Dal maggio del 2018 Lidl ha lanciato una linea di prodotti sviluppati in collaborazione con Filiera agricola italiana. “Si tratta – spiegano – di una gamma di articoli che riportano il logo Fdai (Firmato dagli agricoltori italiani), caratterizzato dall’utilizzo di materie di prima scelta, 100% italiane e tracciabili. Un marchio che garantisce, sostiene e promuove un modello di gestione etico dell’intera filiera produttiva, basato su valori agricoli e tutela dell’economia dei territori”. Anche per Lidl, come per i suoi concorrenti con cui abbiamo parlato, si può supporre che il risparmio grazie al quale riesce a offrire i prodotti a prezzi convenienti si debba all’applicazione di logiche di efficienza che non sacrificano alcun aspetto etico o ambientale, ma non abbiamo potuto avere la conferma di questo da parte dell’azienda.

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Fausta Bigoni
Fausta Bigoni
19 Ottobre 2021 13:29

A proposito di discount sostenibili.
E’ dell’anno in corso , l’omicidio di Adil Belakhdim, lavoratore e sindacalista, davanti al magazzino del LIDL di Biandrate. Questo fatto gravissimo è incompatibile con il concetto di sostenibilità, visto che alla protesta partecipavano molti lavoratori. Credo sia necessario parlare di sfruttamento. Personalmente, come altre persone di mia conoscenza, abbiamo deciso da allora, di disertare i supermercati LIDL, pur nella consapevolezza che questo colosso non si accorgerà minimamente della nostra scelta, e che purtroppo le condizioni di quei lavoratori potrebbero essere comuni a quelle di altri supermercati.

Giovanni
Giovanni
Reply to  Fausta Bigoni
6 Novembre 2021 15:47

‘Sostenibilità’: parola tanto abusata da renderla cencio di ogni occasione. Le imprese, e non può che essere così, badano alla sostenibilità del proprio profitto e a questo scopo finalizzano la propria strategia operativa ricorrendo a tutti i mezzi ‘leciti’ comprese le formali adesioni di convenienza ai luoghi comuni, alle mode, alle tendenze, alle attualità, per attirare clienti sensibili e ingenui, ma senza dimostrare quanto dichiarano. Quando, come minimo, leggerò sulla confezione del prodotto l’indirizzo della sede di produzione ( altro che il generico, insignificante, sprezzante: ‘prodotto in Italia’) associato all’invito al consumatore di libero sopralluogo senza limiti di spazio, di orario e di durata, insomma senza limite di indagine, beh!, forse allora potrei rimodellare, con molta cautela, la mia sfiducia e il mio scetticismo.

Roberto
Roberto
Reply to  Fausta Bigoni
8 Novembre 2021 09:13

Per la mia esperienza, vedo che nel LIDL dove vado io ci sono diversi prodotti che vengono da aziende del circondario, quindi non dico a km 0 ma sicuramente a filiera molto corta.
Forse questo aiuta nel tenere basso il prezzo…

Sulla grande distribuzione in generale, so che anche le maggiori catene di supermercati a livello nazionale,”strangolano” sui prezzi i fornitori, quindi non è certo una pecca solo dei discount.

Massimo
Massimo
6 Novembre 2021 09:57

Complimenti! Uno spot per i peggiori distributori, abituati a prendere per il collo fornitori e dipendenti.

Doriana
Doriana
6 Novembre 2021 16:26

Nell’articolo non mi pare che sia stato menzionato il benessere animale tra gli obiettivi di punta di questi discount.
Personalmente, preferisco un supermercato o negozio dove posso trovare alimenti che mi diano un minimo di sicurezza per la tutela del benessere animale, piuttosto che le colonnine per la ricarica delle auto elettriche.
Poi le due cose possono andare di pari passo, ma se devo scegliere non ho dubbi.

Giovanni
Giovanni
Reply to  Doriana
8 Novembre 2021 07:44

Il benessere animale, purché realmente e continuamente verificato e sorvegliato, è aspetto ineludibile di valutazione e di scelta dei luoghi per acquisti; altro che slogan, editti e proclami e specchietti per allodole! E poi basta con la favoletta per sprovveduti sulla demagocica ‘italianità’ del prodotto come se questa fosse garanzia di ogni pregio!

Gianluigi
Gianluigi
6 Novembre 2021 17:02

Sulla “democratizzazione” bisognerebbe chiedere non tanto alle “insegne” citate nell’articolo, troppo semplice, quanto a chi gli fornisce direttamente il prodotto o è parte della catena produttiva, a loro dovete chiedere se la logica del “buon” prezzo con una qualità “almeno” buona è realmente sostenibile, conti alla mano.Chiedete garantendo l’anonimato a chi risulta fornitore e, magari, avrete un dato reale e credibile sulla suddetta democratizzazione e reale sostenibilità del sistema discount.

Daniela Cattabriga
Daniela Cattabriga
7 Novembre 2021 10:48

A proposito di Aldi occorrerebbe sentire anche cosa ne pensano i loro fornitori. Neppure un anno fa in Germania i fornitori di latticini e allevatori di suini hanno bloccato i magazzini Aldi e Lidl per protestare contro la politica sleale dei prezzi.