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Biscotti Digestive: la frase "senza colesterolo" sulla confezione e nella pubblicità va tolta: inganna i consumatori. Sanzione di 80 mila euro

I biscotti Digestive McVitie’s sono stati condannati a pagare una sanzione pecuniaria di 80.000 euro, per avere riportato sulla confezione, all’interno del sito e in alcuni spot televisivi la scritta “senza colesterolo”. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato l’azienda dolciaria inglese United Biscuits che produce anche i famosi biscotti McVitie’s, per aver presentato agli acquirenti i biscotti Digestive nelle due versioni “The Original” e “Ai Fiocchi d’Avena” come prodotti «senza colesterolo».

La sentenza obbliga l’impresa a cancellare lo slogan incriminato (utilizzato dal 2009) dal sito e dalle confezioni, ritenendo il riferimento al colesterolo ingannevole, rispetto alle caratteristiche del prodotto. La frase è formulata in modo da dare la sensazione al consumatore che l’assunzione dei biscotti non comporti alcun aumento del livello di colesterolo. Si prospetta così una sorta di correlazione, con valenza anche salutistica, tra il consumo dei biscotti e la colesterolemia.

In altre parole si sostiene che i Digestive sono presentati in modo da attirare tutti i consumatori che vogliono controllarne il livello di colesterolo, e leggendo la frase «senza colesterolo» pensano di consumare un prodotto privo di rischi.

La realtà è un po’ diversa, perché non è mai stata provata una relazione diretta tra alimenti privi di colesterolo e i livelli di colesterolemia. La presenza di questa sostanza è influenzata da molteplici fattori tra cui l’assunzione di grassi in generale e di grassi saturi in particolare, ma anche dall’apporto calorico complessivo e da fattori genetici. Proprio per questo motivo l’Autorità per la sicurezza almentare europea (Efsa) non ha fissato valori di riferimento per quanto riguarda l’assunzione di colesterolo.

Per correttezza va detto che l’azienda dopo avere ricevuto il primo avviso sulla procedura, ha deciso di togliere dagli spot, dal sito internet e dalle etichette dei biscotti i claims riferiti al colesterolo. Sul sito della McVitie’s la frase incriminata è stata sostituita. Se prima era  “I McVitie’s Digestive non contengono coloranti, aromi artificiali e grassi idrogenati e, grazie all’olio di semi di girasole, i McVitie’s Digestive sono adesso ancora più sani e senza colesterolo. Grazie alla loro friabilità e al loro gusto originale, continuerai a mangiarli uno dopo l’altro senza sentirti in colpa” dopo è stata modificata così: “I McVitie’s Digestive non contengono coloranti, aromi artificiali e grassi idrogenati. Grazie alla loro friabilità e al loro gusto originale, continuerai a mangiarli uno dopo l’altro senza sentirti in colpa.” Contrariamente agli impegni presi non è invece ancora cambiata l’immagine della confezione sul sito, che riporta sempre in alto a destra la scritta “senza colesterolo” (vedi foto sotto).

Siamo di fronte ad una dicitura non falsa, ma che l’Autorità ha considerato fuorviante, ammonendo con una sentenza molto severa, che forse sarebbe potuta essere contenuta, tenendo conto della volontà dell’azienda di eliminare, pur con gli inevitabili tempi tecnici, le scritte incriminate.

D’altra parte, si legge sul provvedimento, non è possibile considerare questi biscotti un prodotto light, perchè secondo il nuovo regolamento claims contengono una elevata quantità di grassi (21,9 g di grassi totali ogni etto di biscotti di cui 10,4  saturi i quali sono considerati dai ricercatori come quelli maggiormente collegati all’ipercolesterolemia) nella versione Original, mentre nella versione Ai fiocchi di avena sono rispettivamente 21,7 grammi di grassi totali di cui 4,7 saturi.

Paola Emilia Cicerone

Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

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    Hmm sinceramente non son cosi’ daccordo con questa sentenza.
    Diamine il pubblico e’ COSI’ stupido da necessitare di una balia costante?

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    paola emilia cicerone

    Non si tratta di fare la balia…le leggi ammettono i claim salutistici solo se giustificati da studi scientifici validi.O si cambia la legge o Mc Vitie’s ha commesso una scorrettezza..d’altronde non scriverebbero" senza colesterolo" se non pensassero di influenzare i consumatori

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    Un cibo che contiene quasi un quinto del peso in grasso dovrebbe portare scritto :" E’ più grasso della ricotta, è grasso quasi come una mozzarella "……..

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    Penso che ricorreranno al TAR, e farebbero bene.
    Saluti a tutti. VR

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    Per quello che ne so io, gli alimenti privi di colesterolo sono quelli che non contengono alcuna sostanza di origine animale (quindi nella fattispecie trattandosi di biscotti latte ed uova). Il colesterolo viene prodotto nella giusta quantità dal corpo umano. Tutti gli alimenti a base di sostanze (grassi o proteine) animali "incrementano" il nostro colesterolo e qui poi bisogna capire quanto il singolo soggetto ne assume in più e quanto ne riesce a smaltire delle quote in eccesso. Onestamente io leeggendo "senza colesterolo" ho dato questa interpretazione e la disamina degli ingredienti me l’ha confermato. Il discorso dei grassi ovviamente è corretto. Ma trattasi di grassi di origine vegetale che comununque sono meno dannosi e più in sintonia con il corpo dell’uomo. La digestione delle proteine animali e l’assimilazione / consumo dei grassi animali è un processo molto più laborioso che comporta SUPER LAVORO al fegato. Per cui poichè il nostro organismo ha bisogno di grassi per poter funzionare (a partire dalle cellule del cervello!!!), non mi sembra così grave tutto l’accaduto. Piuttosto preoccupiamoci delle cose non dette e non scritte sulla lista degli ingredienti di taluni alimenti…

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    Buona parte del colesterolo viene prodotto nel nostro corpo a partire dal fruttosio; quindi il discorso grassi e proteine animali > colesterolo non sta in piedi.

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    @Claudia, fai attenzione perché non è assolutamente vero che grasso animale=cattivo e grasso vegetale=buono. Inoltre, come spiegato nell’articolo del fatto alimentare, il contenuto di colesterolo non è determinante quanto quello di grassi o quanto l’effetto delle calorie. Leggi ad esempio questo articolo di Albanesi http://www.albanesi.it/Notizie/colesterolo.htm e questo di Dietabit
    http://www.dietabit.it/salute/colesterolo2/
    Con le considerazioni che hai fatto nel tuo commento confermi di essere il target ideale per pubblicità ingannevoli come questa che è stata giustamente condannata.