Home / Etichette & Prodotti / La data di scadenza e il termine minimo di conservazione vanno sempre rispettati?

La data di scadenza e il termine minimo di conservazione vanno sempre rispettati?

Watchful woman reading about product in shopConsumare un prodotto alimentare in prossimità della data di scadenza o alcuni giorni prima del termine minimo di conservazione è una interrogativo che capita sovente quando si frequenta la cucina di casa.  La questione è abbastanza delicata, perché non esiste una sola risposta. Ogni prodotto in base alle caratteristiche chimico-fisiche ha una sua scadenza (tranne uova, latte e pochi altri dove viene fissata per legge). Per questo motivo l’intervallo viene deciso dal produttore che stabilisce un periodo considerando la qualità della materia prima, il processo di lavorazione, di confezionamento, lo  stoccaggio e la modalità di conservazione. A volte la data sui prodotti che si conservano a lungo è abbastanza una formalità. Se prendiamo ad esempio una pasta secca, consigliare in etichetta di consumarla entro 18 o 20 mesi è abbastanza relativo. Trattandosi di un prodotto con pochissima acqua, la conservazione in un ambiente asciutto permette di superare tranquillamente di  1 mese l’intervallo indicato.  Diverso è il comportamento per i prodotti che riportano la data di scadenza (Da consumare entro…..). In tal caso un prodotto scaduto da 24 ore, soprattutto se non è stata rispettata la catena del freddo, potrebbe risultare alterato o avere iniziato un processo degenerativo sgradevole al palato. Anche qui però ci sono delle eccezioni. Vediamo insieme alcuni esempi di prodotti freschi che è meglio consumare prima della data di scadenza e casi in cui la si può tranquillamente oltrepassare, senza incorrere in rischi sanitari.

Per saperne di più sulla data di scadenza clicca qui

© Riproduzione riservata Foto: stock.adobe.com

Da 12 anni Ilfattoalimentare racconta cosa succede nel mondo dei supermercati, quali sono le insidie nelle etichette, pubblica le sentenze sulle pubblicità ingannevoli oltre che segnalare il lavoro delle lobby che operano contro gli interessi dei consumatori.

Il nostro è un sito indipendente senza un editore, senza conflitti di interesse e senza contributi pubblici. Questo è possibile grazie ai banner delle aziende e alle migliaia di lettori che ogni giorno ci leggono e ci permettono di sfiorare 20 milioni di visualizzazioni l'anno, senza farcire gli articoli con pubblicità invasive. Ilfattoalimentare dà l'accesso gratuito a tutti gli articoli.
Sostienici, basta un minuto clicca qui. Se vuoi puoi anche farlo con un versamento mensile.

Roberto La Pira

  Roberto La Pira

Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

Guarda qui

nutri-score

Il Nutri-Score in etichetta può contrastare l’effetto dei claim ingannevoli sullo zucchero

Quando si tratta di zuccheri, i consumatori sono sensibili al cosiddetto ‘health-halo effect’, cioè credono …