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Crea: ordine di arresto per il presidente Parlato e altri 4 funzionari per gravi irregolarità nella gestione dell’ente

Aggiornamento dell’11 marzo 2019

La novità sull’indagine sul Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea)  è che il presidente Salvatore Parlato (nella foto in alto ), risulta direttamente coinvolto  nella vicenda. L’ordinanza cautelare di Parlato è stata messa in atto dopo il suo rientro da una vacanza e adesso il presidernte  è agli arresti domiciliari.  Secondo gli inquirenti, nel 2015 Salvatore Parlato, in qualità di commissario straordinario del Crea, avrebbe emesso una serie di decreti che avrebbero sbloccato l’acquisizione della nuova sede dell’Ente. Dalle indagini, iniziate nel 2016 dalla Guardia di finanza, sono emerse forti irregolarità nella gestione del Crea. Il bilancio delle infrazioni sarebbe di otto milioni di euro. La scelta della nuova sede, l’affidamento dei servizi di trasloco, la mancata locazione del canone degli immobili sono  alcune delle  irregolarità usate per ottenere, dichiarando un numero di dipendenti superiore a quello effettivo, l’indisponibilità degli edifici richiesti da parte del demanio e procede nel campo dell’immobiliare privato. L’aspetto più saliente riguarda però l’addebito di 700 mila euro a carico delle finanze pubbliche a causa della mancata riduzione del 15% del canone di locazione, che avrebbe consentito di risparmiare quella cifra, e gli abusi nella stabilizzazione di alcuni lavoratori precari, concedendo invece a due uomini, che non hanno svolto alcun lavoro, il pagamento di incarichi professionali.

Il Crea un ente con circa 2500 dipendenti si trova ora senza un presidente, senza un direttore amministrativo e un direttore generale e questo porterà al più presto alla nomina di un nuovo commissario.

Notizia precedente

La direttrice generale del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) Ida Marandola è stata arrestata dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine della procura di Roma che ha portato alla luce “gravi irregolarità” nella gestione dell’ente. Le misure cautelari riguardano anche altri quattro soggetti, accusati a vario titolo di peculato, abuso d’ufficio e falso. Il Gip ha anche disposto il sequestro di beni per 8 milioni.

La notizia assume un certo rilievo visto che stiamo parlando del principale ente di ricerca italiano che si occupa di nutrizione alle dipendenze del Ministero delle politiche agricole e che da 16 anni deve pubblicare l’aggiornamento delle Linee per una sana alimentazione degli italiani.

Il Crea in seguito alle indagini si trova senza presidente e senza un responsabile amministrativo

Secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Ansa il problema riguarderebbe la scelta della nuova sede. La direttrice del Crea avrebbe indicato un numero di dipendenti superiore a quello reale, e così facendo avrebbe avuto la possibilità di selezionare l’immobile sul mercato e non di ricorrere a quelli demaniali a disposizione, ma non in grado di soddisfare le richieste.

Le irregolarità avrebbero interessato anche il procedimento amministrativo che è scaturito dalla scelta della nuova sede: nell’affidare i servizi di trasloco e facchinaggio, i contratti sono stati “artificiosamente frazionati” in modo da non superare la soglia oltre la quale è necessario ricorrere a gare pubbliche, in modo da poter scegliere le ditte che avrebbero poi effettuato i servizi.

Oltre a Marandola, nei cui confronti sono stati disposti i domiciliari, la misura cautelare è scattata anche per un altro funzionario che si trova attualmente all’estero mentre per il dirigente dell’ufficio bilancio, il dirigente e un dipendente dell’ufficio gare e appalti è scattato l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria.

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  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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6 Commenti

  1. Quindi in mancanza di una nuova sede slitterà ancora la redazione delle linee guida per insegnare agli italiani cosa mangiare a colazione, pranzo e cena.

  2. Filippo rossi

    Prima una nota di principio. Se davvero sono emerse “gravi irregolarità”, che senso ha arrestarla ? Non può più inquinare le prove, visto che la GdF è già sicura di aver trovato gravi irregolarità. Per non farla scappare bastava ritirarle il passaporto e per evitare che reiteri il reato la si poteva interdire dall’attività amministrativa.
    Nel merito: ma siamo sicuri che siano reati ? Se un edificio demaniale non va bene, perché devo usarlo ? Se lo usa il CREA lo Stato non può più venderlo. Qualcuno ha fatto un’analisi costi benefici ? E se il frazionare le gare di appalto mi consente di essere più veloce, dov’è il problema ?

    • Andrea Zanchi

      Beh..bisogna vedere con che criteri si decide che non va bene; se dico ” troppo piccolo per i miei 600 dipendenti”, ma in realtà di dipendenti ne ho 150…
      ..e quanto alla vendita di beni demaniali…ultimamente le aste non vanno benissimo.quindi tanto vale utilizzare l’ esistente e risparmiare sugli affitti,pena danno erariale

    • Cinque arresti più uno ancora da eseguire perché all’estero ed altri provvedimenti su tre dirigenti e responsabili, non sono cosa da minimizzare in via di principio, ma forse le misure servono proprio per evitare manipolazioni ed alterazioni delle prove di reati gravi.
      “Le misure cautelari riguardano anche altri quattro soggetti, accusati a vario titolo di peculato, abuso d’ufficio e falso. Il Gip ha anche disposto il sequestro di beni per 8 milioni.”
      Con ogni probabilità e visto quanti ne sono coinvolti, ci sarà anche l’associazione per delinquere che aggraverà ulteriormente il quadro penale.
      Il sequestro di fondi si collega a reati con scopo di lucro ai danni dello stato e non semplicemente abuso d’ufficio per scelte strategiche e gestionali che può essere di giudizio molto soggettivo ed interpretativo del magistrato, ma l’associazione a delinquere con peculato se provata, è altra cosa.

  3. seee, linee guida… Queste persone hanno ben altro di cui occuparsi.
    Questi enti pubblici sono un pozzo senza fondo per i ns contributi.
    Le ultime pubblicazioni (riportate sul loro sito) risalgono al 2015 (una nel 2016).

    https://ilfattoalimentare.it/linran-diventa-cra-nut-alimentazione-italiani-intervista-presidente-giuseppe-alonzo.html

    …e buonanotte

  4. ho rapporti professionali con varie persone del CREA ed assicuro che in questi anni di lavoro ne hanno prodotto molto, pur mentre veniva portata avanti una razionalizzazione monstre
    oggi solo un aspirante suicida si può prestare a fare il dirigente pubblico: ogni firma che fa è un presunto reato e prima o poi qualcuno opinerà su tutto, anche su scelte manageriali come queste
    l’unica possibilità è stare fermi, tenere tutto fermo, comunque: e se le cose non vanno avanti amen
    adesso per altri mesi tutto starà tutto fermo.

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