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Cracker non salati? Tredici aziende dovranno cambiare le etichette. Le informazioni nutrizionali erano scorrette o vaghe

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Tredici aziende dovranno cambiare le frasi riferite alla quantità di sale contenuta nei loro prodotti

Tredici aziende dovranno cambiare le frasi sulle etichette e sui siti internet riferite alla quantità di sale contenuta nei prodotti. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha preso questa decisione dopo aver rilevato che molte confezioni di cracker, quella di un salume e di un digestivo effervescente, riportavano scritte scorrette o ambigue, sull’effettivo quantitativo di sale presente.

 

La comunicazione dell’Autorità dice che non potranno più comparire sulle confezioni indicazioni quali: “con 30 % di sodio in meno”, “poco sale”, “non salati” e “non salati in superficie” perchè possono indurre il consumatore a credere che il prodotto sia privo di sale, o con un contenuto inferiore rispetto alla versione “salata”, proposta dalla stessa marca o dalle altre.

In particolare, sui pacchetti di cracker, si potrà trovare la nuova dicitura: “Cracker salati. Senza granelli di sale in superficie”.

 

L’attenzione dell’Antitrust si è focalizzata sui cracker per la frequente abitudine delle aziende a scrivere sull’etichetta in caratteri tipografici vistosi la frase “senza sale”, seguita da una nota in caratteri  piccoli dove si precisava che l’assenza riguardava solo “la superficie”. Questa scelta può trarre in inganno i consumatori e quindi è stato chiesto alle aziende di modificare le diciture e tutte hanno accettato. Sulla base di questo accordo accettato dalle parti, alcune marche hanno chiesto e ottenuto di mantenere la riservatezza sui marchi coinvolti.

 

crackers sale
La confezione dei Gran Paevesi riporta la dicitura corretta

L’utilizzo di claim salutistici riferiti al contenuto di sale è normato dal regolamento comunitario 1924 del 2006 che prevede limiti precisi corrispondenti a diciture altrettanto esatte (vedi tabella sotto).

 

Come abbiamo detto non conosciamo le marche dei prodotti alimentari che si sono accordate con l’AGCM, ma cercando sui siti delle aziende abbiamo trovato due esempi rappresentativi. Il primo, positivo, è firmato da Pavesi che sulla confezione di cracker propone la scritta “a ridotto contenuto di sale* ” con un asterisco dove si precisa che il prodotto ha il 30% in meno di sale rispetto ai cracker più venduti (vedi foto a destra).

 

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I cracker della Mulino Bianco dovranno sostituire la scritta “Non salati in superficie” con “Cracker salati. Senza granelli di sale in superficie”.

L’altro esempio è firmato Mulino Bianco e riguarda gli Sfoglia di grano che sul sito riporta le scritte “Non salati” e “Non salati in superficie“. Queste diciture dovranno essere al più presto modificate (vedi foto a sinistra) e sostituite con “Cracker salati. Senza granelli di sale in superficie”.

 

Il Fatto Alimentare aveva già trattato questo tema in un articolo di Gianna Ferretti, curatrice del blog Trashfood.com, in cui si confrontavano diverse marche di cracker esaminati sia nella versione “salata” sia in quella “non salata”.

Dall’analisi si osservava che le variazioni del contenuto di sodio erano minime in alcuni casi la versione “non salata” aveva più sodio rispetto alla versione classica della stessa marca.

 

Sara Rossi

tabella sodio sale claim 1924 2006

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Foto: Thinkstockphotos.it

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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8 Commenti

  1. Bah.
    I cracker sono “buoni” perché hanno il sale sopra (come la focaccia genovese).
    Certo, una maggior precisione sulle etichette non guasta, ma dei cracker del tutto senza sale di cosa sanno ?
    Ovvero tra grassi e conservanti qualcuno pensa che i cracker siano alimenti “salubri” (a prescindere dal sale ?)

  2. Mi sembra una follia.
    Da sempre questi prodotti hanno riportato la dicitura “non salati in superficie”. Il fine di tale indicazione non mi pare sia mai stato quello di comunicare la totale o parziale assenza di sale, ma solamente quella dei granelli in superficie. Oltretutto negli ultimi tempi iniziano a comparire anche le tabelle nutrizionali con il dato del sale che possono fugare eventuli dubbi.

  3. Stamattina, al supermercato, ho controllato: solo i cracker “Doriano” della Doria hanno la dicitura corretta “Cracker salati. Senza granelli di sale in superficie”

  4. Il “Non salati in superficie” mi pareva sufficientemente chiaro, la nuova dicitura è “idiot-proof” per dirla all’inglese, ma prima non era ingannevole.

  5. Finalmente! Si tratta solo di evitare di mentire o ingannare con scritte che non hanno tutte la stessa dimensione e far sapere al cliente che il sale, nel cracker, c’è. Io infatti non acquisto mai quello con il sale aggiunto in superficie perchè la bontà è nel sapore del prodotto, non nel sale aggiunto.

  6. Comprendo poco la disputa sul sale in superficie: o c’è oppure non c’è e per il cliente può essere indicativo per sceglire. ma che inganni il consumatore perché non si dice che trattasi di granuli invece di una spalmata, mi sembra stupido.
    Mentre la vera ed unica differenza la fa l’aggiunta o meno di sale nell’impasto e di conseguenza anche in superficie.
    Di questa distinzione si tratta, per chi vuole evitare il sale in quello che mangia.
    Quindi la dicitura in etichetta dovrebbe essere “senza aggiunta di sale”.
    Mentre indicare la salatura interna ed esterna all’impasto, che significato ha per il consumatore, trattandosi di un farinaceo cotto che viene normalmente ed indistintamente salato? Salve alcune eccezioni “senza”, che queste si vanno indicate ed evidenziate in etichetta.
    A quali altre categorie andrebbe esteso l’obbligo dell’indicazione in etichetta del quantitativo di sale contenuto? A tutte, se vale il principio esposto e normato per i cracker.
    Siamo vicini all’assurdo di dover segnalare l’ovvio ed il tradizionale, per non accettare la semplicità di indicare solamante l’assenza dove prevista, per chi è interessato al “senza” o al “poco” nella sua dieta.

  7. Il sale è presente nell’impasto.
    Ma ne viene aggiunto altro in grani in superficie, non ho mai visto cracker con ‘una spalmata’ di sale.
    Qui si evidenzia la descrizione del prodotto: la parola ‘in superficie’ più piccola, a volte anche in colore meno visibile e non evidenziata tanto quanto ‘Senza sale’, al fine da confondere l’acquirente. C’è una bella differenza tra ‘Senza sale’ e ‘Senza sale in superficie’.

  8. Vedo che siamo d’accordo ma lo diciamo in modo diverso.
    In estrema sintesi:
    -il prodotto è con il sale oppure senza sale e deve essere obbligatoriamente indicato in modo evidente:
    -le altre salature sono un fatto aggiunto per il gusto (come il rosmarino, il sesamo, ecc…), ma non interessano la dietetica del sodio.