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La spesa degli italiani durante la quarantena: conserve di carne, aperitivi e creme spalmabili. I dati Coop

A partire dalla fine di febbraio Coop Italia ha monitorato le abitudini di spesa degli italiani, rilevando i comportamenti che hanno caratterizzato le due fasi principali del lockdown. In un primo momento gran parte degli italiani ha reagito all’emergenza covid-19 come se fosse sotto assedio, facendo grandi scorte di beni di prima necessità, tanto che il sistema Coop Italia, tra il 24 febbraio e il 15 marzo, ha registrato un +14,6% delle vendite totali.

In particolare c’è stato il boom di alimenti a lunga conservazione tra cui anche quelli poco comuni come le conserve di carne +62% (come quella in scatola) e le minestre liofilizzate +37%. Ma nelle prime tre settimane i carrelli si sono riempiti anche di conserve di verdure (+65%), pasta (+53%), riso (+48%) e olio (+35%).

Col passare del tempo, la spesa si è fatta moderata, in parte perché i consumatori hanno capito che la quarantena si sarebbe prolungata, e in parte perché tranquillizzati dal fatto che non si sono registrati problemi di approvvigionamento nei punti vendita. L’indagine, nel totale delle 8 settimane (24 febbraio – 19 aprile), registra comunque una crescita delle vendite al +5,6%.

La quarantena obbligata e il maggior tempo a disposizione hanno spinto molti a ritrovare il piacere della cucina, trasformandoli in provetti pizzaioli, pasticceri e panettieri. Nelle otto settimane la vendita di lievito di birra è cresciuta in media del 149% e quella della mozzarella per pizza del 109%. Uova, burro, farina nel passaggio dalla prima alla seconda fase del lockdown sono ancora in testa al gradimento degli italiani; ad oggi le uova e il burro registrano nel totale dei due mesi crescite del +44% e +46%, mentre la farina +152%.

Quarantena
Crescono a due cifre le vendite di aperitivi (+17%) e birra (15,5%)

La seconda fase della quarantena registra un cambiamento negli acquisti verso prodotti più edonistici: crescono a due cifre le vendite di aperitivi (+17%) e birra (15,5%), e tornano a crescere anche le creme spalmabili con +37,4%. Calano invece sin dall’inizio della quarantena le bevande e tutti gli integratori per sportivi (-48% e -45% nelle otto settimane).
Per quanto riguarda i prodotti legati all’igiene e alla sicurezza si registrano aumenti senza precedenza per Amuchina e simili che nei due mesi di vendite hanno totalizzato crescite in media del +377%, le salviettine disinfettate +616% e i disinfettanti per superfici intorno al +200%.

Ma un notevole aumento di vendite c’è stato anche per altri prodotti utilizzati come rimedi non ortodossi per l’igiene della persona e della casa, come l’alcol etilico alimentare, nonostante il prezzo elevato.
Il grande boom è delle mascherine che attestano la media dei due mesi intorno al +1160%.

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Roberto La Pira

  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

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Un commento

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    e’ curioso constatare come una parte della popolazione, avendo piu’ tempo a disposizione, si sia industriata a produrre in casa pane, pizza e dolci, magari anche pasta fresca, ed un’altra abbia fatto incetta di cibo gia’ pronto per il consumo, pur avendo pari tempo da impiegare in casa. la mia modesta opinione e’ che i consumatori siano oramai divisi tra chi voglia spendersi attivamente per curare (in qualche modo) la propria alimentazione e chi, invece, preferisca dedicarsi ad altro, senza molto badare alla qualita’ del proprio cibo. una sorta di cessione di territorio della dieta mediterranea a quella di stile nordamericano, che, con il passare degli anni, conquista sempre piu’ nuove generazioni di “svogliati”…