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Dal 2022 i prodotti Coop avranno solo imballaggi riciclabili o compostabili. L’impegno ecologico di Italia ed Europa

Le cannucce, grandi responsabili dell’inquinamento marino, saranno messe al bando dall’Unione europea

Entro il 2022, con otto anni di anticipo sulla scadenza obbligatoria del 2030 indicata dall’Unione europea, tutti i prodotti a marchio Coop saranno realizzati con materiali di imballaggio riciclabili o compostabili o riutilizzabili, mentre quelli della linea Vivi Verde, dedicata alla tutela dell’ambiente, lo saranno già a fine del 2019. Lo ha annunciato la catena della grande distribuzione, illustrando gli impegni volontari sottoscritti con la Commissione Ue per la riduzione della plastica, che coinvolgono, oltre ai negozi, la logistica, fornitori e trasportatori.

L’opera di conversione dei materiali è attualmente rivolta a bottiglie d’acqua, flaconi, vaschette per ortofrutta, cassette per trasportare carne e pesce, ma già in passato, in anticipo sulle normative europee, Coop aveva incrementato gli sforzi ecologici, utilizzando materiali sostenibili per prodotti monouso come piatti e bicchieri in PLA e bastoncini di cotone per orecchie.

Queste operazioni si inseriscono nel solco delle campagne nazionali e UE per combattere l’abuso di plastica e per sensibilizzare i consumatori sul suo dannoso impatto ambientale. L’impegno europeo è chiaro: entro il 2030 tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili o riutilizzabili. L’obiettivo finale include anche misure per ridurre le microplastiche, che contaminano l’acqua e il pesce, norme per l’etichettatura dei nuovi materiali biodegradabili, e strategie per ridurre l’impiego dell’usa e getta.

Da qui al 2030, sono previsti alcuni step intermedi: dal 2019 in Italia saranno messi al bando i bastoncini di cotone non biodegradabili; inoltre, dal 2021 l’Unione europea vieterà la produzione dei prodotti in plastica monouso, come stoviglie, cannucce, miscelatori per bevande e stecche per i palloncini. La legge fa parte dell’ambizioso piano per ridurre l’inquinamento marino prodotto dai paesi dell’Unione.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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