Spett.le redazione de “Ilfattoalimentare.it”,

vi scrivo a proposito dell’articolo “I controlli alimentari in Italia sono efficaci. Lo confermano i rapporti della Commissione Europea”.

Occupandomi di carni non mi ero perso i report dell’FVO e ho letto con piacere l’articolo pubblicato. Dal mio punto di vista, i fatti siano leggermente diversi. Per questo motivo riporto i punti salienti dei report relativi a additivi e materiali a contatto e alle carni di pollame. Mi rendo conto che ci sono molte informazioni che  ilcomune cittadino non è in grado di recepire, ma credo sia meglio una brutta notizia vera di una buona notizia falsa o parziale. Ringraziandovi per il lavoro che fate porgo cordiali saluti.
 Nel secondo rapporto del report a pagina 7-8 si dice:  La formazione degli ispettori sui requisiti di HACCP, materiali a contatto e additivi è inadeguata ……Risorse per effettuare i controlli: alcuni ispettori relativamente a materiali a contatto e HACCP non erano completamente competenti. Nessuna formazione effettuata per gli additivi alimentari.
A pagina 10 si continua così: Non ci sono linee guida per gli ispettori per valutare l’HACCP a livello di produttori e utilizzatori di additivi alimentari di analisi accreditati per additivi e materiali a contatto sono inadeguati.
 A pagina 15: L’ispettore ha valutato la dichiarazione di conformità sulla base del reg. 852, ma non ha controllato se i secchi di plastica erano adatti al contatto con gli alimenti e accompagnati dalla dichiarazione di conformità

A pagina 16-17: Nella regione Marche, nello stabilimento che utilizza additivi e materiali a contatto la valutazione dei punti critici di controllo (CCP) e i controlli sugli additivi non sono stati adeguati. L’ispettore SIAN non è riuscito ad identificare alcun parametro importante per quanto riguarda l’ispezione dei locali. Una lista di temperature è stata considerata accettabile senza alcun riferimento ai limiti di temperatura stabiliti dalla OSA …. La valutazione dell’etichettatura non era corretta in quanto l’ispettore non ha riconosciuto l’assenza delle indicazioni relative alle condizioni di conservazione e alla data di scadenza…. Nel supermercato c’è stata una incompleta valutazione dei requisiti di etichettatura dei prodotti alimentari
A pagina 21: Nei laboratori di analisi non ci sono metodi accreditati per i materiali a contatto e solo solo un metodo per gli additivi. Il laboratorio per i materiali a contatto ha usato limiti non corretti per la migrazione della formaldeide. È stato rilevato un colorante illegale, ma non è stata presa nessuna azione.
Nel terzo  rapporto report  nell’Executive Summary si dice: L’ispezione post-mortem sono state in alcuni casi inadeguate L’attuale sistema di controllo interno non offre sufficienti garanzie che i controlli siano appropriatamente ed efficacemente attuati in tutto il paese….
A pagina 6: In alcune regioni gli audit sono stati eseguiti secondo il programma previsto, in altre sono stati fatti solo parzialmente, mentre nelle rimanenti non sono stati effettuati per niente.

A pagina 13: Le procedure di audit non garantiscono una qualità appropriate dell’efficacia dei controlli ufficiali ….L’ispezione post-mortem non è sempre effettuata secondo le procedure ufficiali. Inoltre sono state notate carenze tecniche.

Mauro Conter

La risposta di Dario Dongo
Premesso che nella versione originale dell’articolo di Dongo c’erano si accennava ad aree di miglioramento riferite ad autocontrollo e Haccp, l’autore precisa che:
Le valutazioni del FVO nei tre rapporti citati sono nel complesso favorevoli, ed esprimono la sostanziale adesione del sistema italiano dei controlli pubblici ufficiali ai rigorosi dettami UE. Sono riscontrate alcune carenze, è pur vero, ma in relazione ad esse non è stata paventata alcuna ipotetica pericolosità degli alimenti e dei materiali oggetto di controllo.

 Bisogna inoltre tenere presente che il livello di attenzione e di scrupolo degli ispettori europei è sempre elevatissimo in quanto la funzione dei loro “audit” è quella di promuovere il miglioramento continuo, oltreché accertare il rispetto delle norme: basta leggere altri “report” FVO, in Italia e all’estero, per rendersi conto di ciò. Basti anche pensare che ad esito del primo rapporto citato, quello sui controlli alle importazioni di prodotti a rischio di origine non animale, è stato deciso di organizzare in Italia la formazione delle autorità ispettive dei 27 Paesi membri, utilizzando appunto il “modello italiano” come base.
 
Ringrazio il lettore per il suo prezioso contributo ma non condivido il suo giudizio di parzialità, e lo invito piuttosto a considerare i rapporti nella loro globalità ma senza soffermarsi su singoli elementi. La funzione dell’articolo era di dare notizia dei tre rapporti e riportare gli appositi link. Con un breve commento che dal mio punto di vista rimane positivo.
  Aggiungerei una nota finale all’articolo, in omaggio all’attenzione riservataci: “aree di miglioramento sono state identificate nei sistemi di autocontrollo, buone prassi igieniche e Haccp. Un altro aspetto da migliorare riguarda le verifiche di materiali a contatto e additivi alimentari. Anche a livello di distribuzione (supermercato) sono state annotate carenze nel mantenimento della catena del freddo e nell’etichettatura delle carni avicole ivi confezionate”.