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La bufala dei “Conigli allevati a terra”. Gli animali crescono in gabbie benessere e non toccano mai terra

conigli Aia etichetta

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto la mail di un lettore che ci segnalava una scritta sulla confezione di carne di coniglio “Più Libero” Aia. Pubblichiamo la lettera e le fotografie che ci ha inviato e, di seguito, la risposta dell’azienda.

Ieri ho comprato al supermercato una confezione di coniglio Aia (vedi foto allegata), e sull’etichetta ho notato in evidenza la dicitura “Allevato a terra” dallo svezzamento. Per quanto sia di mia conoscenza i conigli non vengono allevati a terra, ma in gabbie più o meno grandi. A questo punto mi chiedo quale sia il significato della frase. Vincenzo

Abbiamo inoltrato la domanda ad Aia, che ci ha inviato una risposta (vedi sotto) molto dettagliata sulla quale abbiamo qualche perplessità. I conigli Aia, come tutti quelli allevati in Italia, in Germania e in Europa, non toccano mai terra perché nascono e crescono in gabbie. Quelle utilizzate da Aia per la linea “Più Libero” sono chiamate “benessere”, “recinti” o “park” . Si tratta di strutture più confortevoli che però non permettono l’accesso a terra per cui gli animali non toccano terra per l’intero ciclo di vita. Per il consumatore il senso della frase “allevato a terra” riportata sull’etichetta è chiaro, e non corrisponde certo alle modalità adottate negli allevamenti. Chi decide di acquistare questa carne e di pagare un prezzo maggiore, pensando di comprare carne di animali che razzolano sul terreno, viene ingannato. Per questo motivo riteniamo che, anche se riconosciuta da ministeri e altre istituzioni, questa dicitura sia ingannevole.

Di seguito la risposta dell’azienda.

carne di coniglioIl marchio AIA “Coniglio Più Libero” identifica una gamma di prodotti di carne di coniglio di prima e seconda lavorazione che proviene da alcuni allevamenti innovativi della nostra filiera. In questi allevamenti i conigli vivono in particolari recinti chiamati “park” che consentono, grazie alla loro struttura, di migliorare diversi aspetti di benessere per gli animali. Oggi è possibile valorizzare tale impegno con la dicitura “Allevato a terra”, ufficialmente riconosciuta da Istituzioni e organismi competenti all’estero e ora anche in Italia.

Come probabilmente saprà, la dicitura “Allevato a terra” è infatti già ampiamente utilizzata in diversi Paesi del Nord Europa per le carni che provengono da allevamenti gestiti con queste modalità (ad esempio in Germania con la dicitura “Bodenhaltung”); solo recentemente è stata introdotta anche in Italia, riconosciuta dal Ministero delle Politiche Alimentari, Agricole e Forestali e dal Ministero per lo Sviluppo Economico, dopo un confronto con ONG per la protezione e il benessere degli animali d’allevamento (Compassion in World Farming) e Associazioni dei Consumatori (ACU) che ne riconoscono il valore.

Il marchio AIA “Coniglio Più Libero” impiega questa dicitura perché utilizza carni provenienti da allevamenti gestiti con questo sistema, sviluppato per la sua validità scientifica anche con l’Università di Padova, in grado di rispettare i requisiti del Disciplinare di Filiera Coniglio secondo standard AIA – Coniglio Allevato a Terra. Il Disciplinare è soggetto inoltre a certificazione volontaria di prodotto rilasciata da CSQA Certificazioni  SRL, così come indicato in etichetta.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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17 Commenti

  1. Allevato a terra non significa allevato a terra… comincio ad essere stufo dei giri di parole e delle prese in giro legalizzate importate dall’UE. Basta scrivere la verità e il consumatore è più consapevole se spendere quel quid in più per avere un coniglio allevato un quid più libero.

  2. Stesso identico discorso dei polli: se si vuole un vero pollo ruspante allevato come si deve, e se si vuole un buon coniglio allevato come si deve, dovete dimenticarvi di TUTTI i prodotti dei negozi e mettervi in testa che l’unico modo è o allevarseli da soli, o andare da qualche piccolo produttore che lo fa più per diletto e uso personale che per mero profitto. Alternative sullo stesso piano qualitativo non ce ne sono. Tanto marketing invece si, quello non manca mai.
    Provate gli animali che ho citato, e vi renderete conto che non hanno nulla a che vedere con quelli dei negozi e men che meno dei supermercati. Ovviamente costano di più, ma la carne è meglio mangiarne meno ma di qualità, piuttosto che troppa ma di bassa qualità. Alla fine dell’anno la spesa è più o meno simile.

    • beh io non mi avventurerei in polli allevati dal contadino e con controlli pari a ZERO.

    • A casa mia da sempre si mangiano i nostri polli, “con controlli pari a zero”, e lo facciamo dai tempi del bisnonno e anche prima…certo non ti obbligo, se preferisci puoi continuare a comprare polli da supermercato, bianchi, e insapori.
      Io invece mangio i miei, che anzichè crescere bombati in soli 30-40 giorni, o 85 quando va bene, crescono invece all’aperto in 6-7 mesi, raspando la terra, mangiando erba e svolazzando. E la carne è scura e decisamente saporita. Penso che il mio arrosto sia enormemente superiore. Per non parlare dei brodi, soprattutto col gallo…

    • Sono d’accordo con te Orval87, ho mangiato per anni polli e galline ruspanti allevati da mia madre, sto benissimo e mi sono deliziato, cosa che adesso, ahimé, non posso più fare…
      Inoltre inizio a stancarmi con questa storia del piccolo contadino che non fa controlli, che irrora più delle multinazionali, ecc… conosco parecchi giovani contadini/piccoli produttori nel piacentino, con tanto di studi adeguati, onesti ed estremamente coscienziosi, i prezzi sono alti e la qualità dei loro prodotti eccelsa, quindi è ora di smetterla di gettare fango sui piccoli produttori!

    • Filippo, il discorso dei piccoli produttori piacentini mi interessa… Me ne potresti segnalare qualcuno? Grazie.

  3. Detto ciò, non capisco come possa essere legale questa cosa!
    Allevato a terra, stando alla lingua italiana e all’accademia della Crusca, ha un significato preciso e inequivocabile. Se così non è, allora a mio avviso questi signori stanno prendendo in giro i clienti.

  4. In effetti nella risposta dell’azienda si legge “i conigli vivono in particolari recinti chiamati “park” che consentono, grazie alla loro struttura, di migliorare diversi aspetti di benessere per gli animali.”
    Quindi è una dicitura ingannevole, punto e basta. Si possono fare tutti i giri di parole che si desidera, peraltro approvate “da Istituzioni e organismi competenti” ma la verità è che questo conigli NON sono allevati a terra.
    Mi chiedo se lo stesso discorso valga anche x le uova o x la maionese (Coop, ad esempio, ma non solo) sulla cui etichetta si legge “con uova da allevamento a TERRA”? Queste povere galline (o polli che siano) sono davvero allevate a terra oppure stanno in una gabbia dove invece di avere un cm quadrato x muoversi ne hanno due?

  5. Io, per sicurezza, evito pollo e coniglio e mangio solo carne in scatrola. E’ ottima, sicura ed è garantita dalle più prestigiose riviste on line che sii occupano di alimentazione e nutrizione. Inoltre ho la certezza che il bovino non sia allevato in gabbie più o meno capienti ma tocchi terra con tutti i benefici del ‘touch’ su ossa e muscoli.

  6. Michelarcangelo CAMPANOZZI

    Se c’è scritto ALLEVATI A TERRA, qualunque cosa dice EU, è sempre un inganno.- Perchè non dicono ALLEVATI IN GABBIE PARTICOLARI????

  7. Il fatto che siano allevati in capannoni grandi o piccoli che siano poco cambia. Lo sfruttamento è comunque praticato, seppur con metodi alternativi. All’opinione pubblica appaiono più leciti, ma il fine è in ogni caso deleterio.

    Non ci si pone però la domanda essenziale, ovvero: perché le aziende da alcuni anni stanno praticando massicce campagne promozionali su questo aspetto? Qual’è l’ipocrisia di fondo? Il benessere animale è sostanzialmente un pagliativo, una scusa per convincere l’acquirente a non abbandonare la carne. Si preme sulla sensibilità facendo passare il messaggio etico e responsabile che le aziende molto furbamente adottano, rispetto ad una maggiore e più ampia consapevolezza: gli Animali vengono concepiti ed allevati artificialmente solo per essere uccisi e quindi mangiati. Nessun allevamento biologico o sostenibile potrà mutare questa realtà.

  8. vorrei che qualche consumatore di conigli allevati in “park” si immedesimasse per , non dico tanto, una mezz’oretta nell’animale che trova a pezzetti in supermercato….Senza voler far della retorica, considerare l’esistenza del nutrimento di parte di noi solo in base alla certificazione sanitaria è veramente non da umani. Almeno i veri razzolatori, per quanto facciano ugualmente una triste fine, avranno almeno vissuto degnamente.
    Quelli nei “park” che non hanno neanche la possibilità di posare una zampa per terra sono, per conto mio, delle entità aliene che non dovrebbero neanche essere proposte per alimentare gli umani, alla stregua di polli e uova, vacche e maiali e altre bestie varie di allevamento intensivo.
    dovrebbe comunque essere ben chiaro come viene prodotto senza ingannevoli giri di parole. basterebbe boicottare seriamente e in modo costante tutte le aziende che non seguono criteri di onestà.
    Poi ognuno si regoli come vuole, del resto pare che si sia quel che si mangia….

  9. Un buon motivo per non acquistare più prodotti AIA.

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