Una persona prende una bottiglia di olio di oliva dallo scaffale di un supermercato; concept: extravergine

Un paio di mesi fa, a fine marzo, abbiamo scritto un breve articolo sulla comparsa nei supermercati di condimenti a base di olio extravergine miscelato con altri oli vegetali e con l’aggiunta di qualche aroma, in genere erbe. Si tratta di prodotti che hanno un prezzo molto conveniente, tra i 3 e i 5 €/l, rispetto all’olio EVO, che ormai non si trova sotto ai 10-12 €/l. Considerando che anche il semplice olio di oliva raffinato ormai si vende tra gli 8 e gli 11 €/l, questi condimenti potrebbero tentare consumatori e consumatrici che cercano di risparmiare sulla spesa. Ma il prezzo basso potrebbe nascondere brutte sorprese secondo Alberto Grimelli, direttore di Teatro Naturale.

Secondo Grimelli questi condimenti potrebbero essere un escamotage utilizzato dalle aziende per mascherare partite di olio extravergine di scarsa qualità. “Sono arrivate in Italia negli ultimi mesi – scrive l’esperto – partite di olio extravergine di oliva molto borderline (anche olio deodorato spacciato come extravergine), a prezzi intorno ai 7,5 euro/kg.” In una bottiglia di Condimento alle erbe mediterranee con il 65% di extravergine, visto in un supermercato Coop a 4,99 €/l, “è andato 4,6-4,8 euro di tale presunto olio extravergine di oliva. – prosegue Grimelli – Poi oli di semi per 20 centesimi. Guadagno zero su simili operazioni, ovviamente se l’operatore (e non se dubitiamo) è stato onesto. Se anche solo la percentuale non è quella dichiarata ma inferiore del 20-30% allora diventa un’attività molto lucrosa.

Condi De Carolis ConDisano Dante Condi con Gusto Costanza; concept: condimenti a base di olio extravergine
I condimenti che avevamo segnalato in precedenza hanno percentuali di EVO tra il 15 e il 30%

I condimenti a base di extravergine convengono davvero?

Non si tratta di una truffa, però: l’operazione è perfettamente legittima, ma secondo Grimelli sarebbe “una presa in giro per i consumatori.” Nessuna analisi attualmente disponibile, infatti, può certificare la percentuale di oli di diversa origine in questi condimenti. Ci si basa infatti sulla tracciabilità cartacea. “Metodo per definizione fallibile e aggirabile,” sostiene l’esperto.

Consumatori e consumatrici pensano di fare un affare comprando un condimento composto per due terzi da EVO e a un prezzo pari a meno della metà della media degli extravergini. Tuttavia, al contrario dell’olio extravergine, questi condimenti non devono rispettare alcuna regola qualitativa, ma soltanto quelle di sicurezza alimentare. Nessuno può dire se l’olio extravergine presente nella miscela rispetti tutti gli standard previsti dalla legge, anche perché questi condimenti contengono spesso aromi, che possono coprire eventuali difetti organolettici.

I condimenti sono quindi il perfetto escamotage per vendere oli di bassa o bassissima qualità a prezzi spropositati rispetto al loro reale valore, facendoli passare addirittura per convenienti.” conclude amaramente Grimelli.

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock, Il Fatto Alimentare

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Paoblog
Paoblog
31 Maggio 2024 12:09

Ho girato l’articolo ad un’amica che poi mi ha scritto: “Pensa che lo stavo comprando lunedì… poi ho detto: mi sembra che costi troppo poco rispetto a quello che promette… allora ho fatto bene!”

Si conferma che la condivisione di contenuti scritti da fonti attendibili rende consapevoli i consumatori.

(ed io nel mio piccolo sto facendo cambiare abitudini di acquisto a molte amiche: https://wp.me/pjP1E-nIv)

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