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Pubblicità ingannevole: censurato l’integratore alimentare Cistiflux

Pack Cistiflux A Plus Integratore alimentare pubblicità ingannevoleL’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, con la pronuncia del Giurì 87/2018, ha censurato la pubblicità dell’integratore alimentare Cistiflux A Plus 36+D di Sofar Spa diffusa a mezzo stampa perché in violazione dell’articolo 2 del Codice di autodisciplina pubblicitaria .

La censura dello Iap, tuttavia, si limita al messaggio “Infezioni alle vie urinarie?”, ritenuto ingannevole se riferito a un integratore alimentare che  può solo contribuire a mantenere lo stato fisiologico dell’organismo.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Inutile accanimento terapeutico verso prodotti erboristici coadiuvanti e preventivi che non fanno danni alla salute delle persone ne all’economia delle aziende farmaceutiche.
    Meglio regolare la pubblicità dei farmaci in libera vendita ed autoprescrizione, che negli spot pubblicitari declamano effetti secondari anche gravi che richiederebbero prescrizione ed uso solo sotto controllo medico.
    Perché lo Iap non si occupa anche di queste pubblicità d’uso libero di farmaci potenzialmente pericolosi?

    • No, Ezio, non si tratta di “accanimento”, si tratta di eliminare quanto di falso viene detto, e purtroppo lo si fa troppo poco. Un integratore alimentare non è un farmaco, non ha dovuto sottostare a tutte le prove richieste ad un farmaco per essere messo sul mercato, deve solo provare che non contiene sostanze dannose. Quindi, se un integratore non ha effettuato i test clinici richiesti ai farmaci, come si può dire che serve, come l’esempio qui riportato, per le “infezioni alle vie urinarie”? E’ un’affermazione del tutto priva di un riscontro medico, trae in inganno il consumatore sprovveduto che lo sostituisce al farmaco vero e proprio, e rimpingua le casse del produttore: il prezzo è pari a quello di un normale farmaco, se non più alto, ma in produzione, non dovendo fare test che richiedono investimenti notevoli, costano veramente poco e permettono lautissimi guadagni, basta vedere la quantità di prodotti presenti sul mercato.

    • Senza entrare nella solita diatriba tra integratori e farmaci, riporto che “La censura dello Iap, tuttavia, si limita al messaggio “Infezioni alle vie urinarie?”, ritenuto ingannevole se riferito a un integratore alimentare che può solo contribuire a mantenere lo stato fisiologico dell’organismo”
      Quindi non è un farmaco, ma solo un integratore che contribuisce a mantenere lo stato fisiologico prevenendo gli stati infiammatori urinari, per la specificità degli ingredienti formulati con riconosciuta sinergia per alcuni organi e funzioni, secondo gli standard europei approvati per integratori e prodotti erboristici.
      I farmaci curano, gli integratori integrano una carenza alimentare ed organica e molti principi attivi presenti nei prodotti erboristici riconosciuti e regolarmente notificati, coadiuvano e rinforzano le funzioni organiche.
      La questione è come indicare correttamente le proprietà di ogni rimedio e sicuramente lo Iap ha titolo e diritto alla giusta interpretazione, ma ribadisco l’invito che ho già espresso e che lei non ha colto, per una maggiore attenzione anche alla libera ed incontrollata pubblicità di farmaci potenzialmente pericolosi, che vengono promossi incondizionatamente a tutti quei consumatori sprovveduti di cui lei parla, che invece del consulto medico vanno direttamente in farmacia solo con una prescrizione pubblicitaria.
      Perché se un farmaco ha effetti collaterali anche gravi dichiarati e declamati, deve essere somministrato solo sotto controllo medico e non pubblicizzato in Tv.

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