Home / Nutrizione / Il cioccolato fa bene al cuore: possibile nesso tra consumo di cioccolato e malattie coronariche

Il cioccolato fa bene al cuore: possibile nesso tra consumo di cioccolato e malattie coronariche

cioccolato

Il cioccolato fa bene al cuore, anche se non bisogna eccedere e, soprattutto in alcune situazioni, è bene limitarne il consumo. Questo il responso di una metanalisi condotta dai ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, pubblicata sullo European Journal of Preventive Cardiology, rivista ufficiale della European Society of Cardiology.

Sul tema negli anni sono state rese note molte ricerche, non tutte concordi, ma ora gli autori hanno voluto considerare l’insieme dei dati disponibili, e hanno selezionato sei grandi studi effettuati negli ultimi 50 anni che hanno coinvolto oltre 336.000 persone, hanno avuto una durata media di 9 anni e hanno verificato il possibile nesso tra consumo di cioccolato e malattie coronariche.

Chocolate bar in silver foil

In totale ci sono stati oltre 14.000 casi di patologie coronariche e oltre 4.600 di attacchi cardiaci, ma andando a vedere se e quanto i soggetti mangiavano cioccolato, è emerso che chi ne consumava almeno una volta alla settimana aveva una diminuzione del rischio dell’8% rispetto a chi non ne mangiava affatto. L’effetto protettivo sarebbe esercitato dalle molte sostanze benefiche contenute nel cacao, tra le quali i flavonoidi, le metilxantine, i polifenoli e l’acido stearico, che riducono il colesterolo dannoso e tengono bassa l’infiammazione.

Da notare che nello studio non è stata fatta alcuna distinzione tra i diversi tipi di cioccolato scelti dai partecipanti, né è stata individuata una dose ideale: tutto questo, scrivono gli autori, sarà oggetto di ulteriori studi. Ma nel frattempo il cioccolato esce vincente, come possibile alimento dotato di qualità preventive.

Ciò non significa affatto che si può esagerare: al contrario, essendo ricco di calorie, ricordano infine, non se ne deve consumare molto, soprattutto se si è già in sovrappeso o se si ha il diabete, e bisogna sempre stare attenti a tutti gli altri ingredienti quali i grassi, gli zuccheri, il latte e gli additivi aggiunti. Ma almeno un po’ a settimana fa bene, non solo alla psiche.

© Riproduzione riservata

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

Guarda qui

Woman with pills and healthy food

Diete: 5 motivi per evitare gli integratori alimentari secondo la rivista francese 60 Millions de consommateurs

La rivista francese 60 Millions de consommateurs dichiara guerra agli integratori per dimagrire, e stila …

10 Commenti

  1. Avatar

    Le solite statistiche non scientifiche. CIOCCOLATO QUALE?!?!!?!?!?!?!?

    • Valeria Nardi

      “Da notare che nello studio non è stata fatta alcuna distinzione tra i diversi tipi di cioccolato scelti dai partecipanti, né è stata individuata una dose ideale: tutto questo, scrivono gli autori, sarà oggetto di ulteriori studi. Ma nel frattempo il cioccolato esce vincente, come possibile alimento dotato di qualità preventive.”

  2. Avatar

    Ho sfogliato l’articolo, gli autori stessi della metanalisi giustamente ammettono le limitazioni, neanche uno degli studi inclusi è randomizzato e in double-blind, ma sopprattutto non si è tenuto conto della variabilità della popolazione, indice di massa corporea, stili di vita; soltanto il consumo di cioccolato o cacao nel lasso di tempo.
    Mi sembra la solita correlazione che non indica però causalità, succede lo stesso studiando le statistiche sui consumi di caffè, di vino. Senza normalizzare almeno per età e status sociale/economico, le persone che consumano regolarmente cioccolato in tavoletta o cacao in polvere sono più probabilmente, nella media, più benestanti ed educate, meno obese, meno diabetiche di tipo 2. Ovvio quindi che ci sia una piccola (-8%) anche se significativa diminuzione del rischio di malattia coronarica, ma quanto per via del cioccolato?

  3. Avatar
    Giovanni Gozzi

    Se la chimica organica non è un’opinione l’acido stearico è un grasso saturo. Ma non erano quelli insaturi a far bene per la diminuzione del colesterolo.

    C’è molto altro ma forse non vale nemmeno la pena di dire che cosa è sbagliato.
    Moderate.

  4. Avatar

    Rimango basito che un articolo del genere dei “ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas” sia degno di pubblicazione sullo European Journal of Preventive Cardiology…

    Il cioccolato (non si capisce bene quale tipo) consumato in un non ben definito dosaggio e modalità (?!?) “potrebbe” avere un effetto positivo sulle coronarie…

    Articoli così generici e non circostanziati, ne posso scrivere anche io uno alla settimana: vino e diabete, uova e gotta, noci e ipertensione, mele cotte e stitichezza…

  5. Avatar

    Concordo con tutti i precedenti commenti. Negli studi scientifici, e non soltanto in questi, la semplificazioni equivale a falsificazione. In questo articolo l’unica banalità accettabile è contenuta nella frase conclusiva.

  6. Avatar
    Matteo Giannattasio

    La normativa relativa alla fabbricazione ed etichettura del cioccolato consente ai produttori di mettere in commercio una vasta gamma di prodotti di differente qualità. Un cioccolato di alta qualità, come quello fondente ad alto contenuto di cacao (almeno il 70%), non ha altri ingredienti che la pasta di cacao, il burro di cacao e lo zucchero. Quest´ultimo è presente in modeste quantità o addirittura in tracce se il contenuto di cacao si avvicina al 100%. Il cioccolato di scadente qualità ha un basso contenuto di cacao (intorno al 30%) e, oltre al burro di cacao, contiene numerosi altri ingredienti, come zucchero, grassi diversi dal burro di cacao, tra cui l´olio di palma, latte intero e scremato in polvere, lattosio, estratto di malto d´orzo, emulsionanti come le lecitine di soia, aromi di sintesi ed altri ancora. In questi prodotti la quantità di zucchero può anche essere superiore al 50%. Prodotti del genere si ritrovano nella categoria dei prodotti etichettati come “cioccolato al latte”. La normativa infine permette addirittura di chiamare cioccolato un prodotto in cui il cacao è assente. Oltre al burro di cacao esso contiene altri ingredienti, come zucchero (oltre il 50%), latte e derivati, emulsionanti e aromi. È un prodotto che piace ai bambini perchè molto dolce e sa di latte condensato, ma dal punto di vista nutrizionale e salutistico è una frana.
    In conclusione il cioccolato che, secondo quanto ci sta rivelando la ricerca, è per il cuore delizia e sostegno per il cuore non può che essere quello fondente ad alto contenuto di cacao. Il cioccolato al latte e quello bianco, per la scarsità o assenza di cacao e per l’elevato contenuto di zucchero, non possono essere che mestizia e minaccia per il cuore.

    • Avatar

      Concordo con Matteo Giannattasio.
      Ammesso che il cioccolato faccia bene alla salute, non può che essere fondente con un elevato contenuto di cacao. In ogni caso, ogni volta che ne consumo il mio umore migliora visibilmente e sono sicuro che già questo allungherà di qualche ora la mia vita.

  7. Avatar

    In sintesi quel che caratterizza il cioccolato è il burro di cacao, anche da solo senza cacao in polvere (cioccolato bianco). Le aggiunte di grassi vegetali diversi sono limitate, come degli altri ingredienti nelle varie tipologie (Limitate in quantità e/o qualità).
    La cosa non è così semplice ma implica anche le questioni della percentuale di cacao dichiarate e la sua provenienza ove la vera discriminante è la sostanza secca da burro di cacao e cacao in polvere, non la provenienza del cacao.
    Altrimenti la legislazione alimentare fa la fine di quello che diceva un noto politico italiano: “Si interpreta per gli amici, si applica per i nemici”, con le dovute approssimazioni.