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A ogni cibo la sua impronta digitale: il progetto del BfR per combattere frodi e adulterazioni alimentari

laboratorio microscopio analisi carne uova mela peperoneL’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio, il BfR, ha presentato al pubblico i risultati di uno sforzo durato tre anni e volto a mettere a punto una piattaforma per l’autenticazione degli alimenti e la loro aderenza a quanto dichiarato in etichetta. Vista la globalizzazione delle filiere e il crescente impiego di tecnologie, è sempre più difficile capire che cosa ci sia effettivamente nel cibo. A meno che non si disponga della sua impronta digitale (fingerprint), cioè delle caratteristiche chimiche, individuate con metodi condivisi e convalidati, del prodotto originario. E questo che si prefigge fAutent, il primo risultato concreto del progetto triennale FoodAuthent, svolto in collaborazione con l’Università di Costanza e le aziende benelog, Eurofins Analytik, GS1 Germany e Lablicate, la cui prima fase termina a fine anno.

Il lavoro ha individuato diversi protocolli per l’analisi degli alimenti allo spettrometro, capaci di individuare la provenienza geografica del prodotto.È stata inoltre elaborata una piattaforma open source, fAuthent appunto, in cui si possono inserire i dati, in modo che un alimento sia sempre riconoscibile e distinguibile da eventuali adulterazioni o contraffazioni.

Il programma è stato poi messo alla prova, con vino cui era stato aggiunto glicole, con alcolici addizionati di metanolo o carni pregiate in cui erano state aggiunte carni di basso valore, e poi con formaggi, oli vegetali e altro. Tutti i test sono stati superati con successo perché gli alimenti originari avevano una specifica impronta digitale, non confondibile con quella dello stesso prodotto adulterato.

Restano molte cose da fare, e ci sono diverse possibilità di sviluppo, pe rendere l’inserimento dei dati e la consultazione più agevoli, per uniformare i sistemi di analisi ai modelli individuati e metterne a punto di nuovi, per aumentare il numero di alimenti nel database e per diffondere e implementare l’impiego di questo strumento.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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