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Cetriolini sottaceto: qualche mistero e una piccola imprecisione in etichetta

Spettabile redazione,

ho compato da Todi’s un barattolo di cetriolini sottaceto. Fatti in Italia, buoni e poco costosi. Però mi è venuto qualche dubbio leggendo la lista degli ingredienti: in fondo c’è scritto “anidride solforosa (residui)” e “Prodotto in uno stabilimento che lavora sedano”. Cosa significa? C’è da fidarsi?

Laura, Pomezia

 

 

La sua valutazione sulla bontà del prodotto è un primo motivo di fiducia. I tecnici direbbero che “la conserva vegetale ha superato il test organolettico”, visto che, assaggiando i sottaceti, le sono piaciuti. Certo, la lista ingredienti è poco chiara. Proviamo a decifrarla insieme:

 

– “anidride solforosa (residui)”: si direbbe che il produttore abbia voluto dare notizia della presenza di tracce di SO2 nell’aceto di vino in cui i cetriolini sono immersi. Meglio sarebbe stato scrivere “Contiene tracce” o “Può contenere tracce di anidride solforosa”. Ricordando, tra l’altro, che questa informazione è obbligatoria solo quando il tenore dei solfiti nel prodotto finale sia pari o maggiore di 10mg/kg o 10mg/l.

 

– “Prodotto in uno stabilimento che lavora sedano”. Significa semplicemente che il prodotto potrebbe contenere tracce di sedano. In maniera impropria, poiché l’informazione sulla eventuale presenza di allergeni va riferita al prodotto e non certo allo stabilimento. Se di qualcosa o di qualcuno non c’è da fidarsi insomma, è di chi ha compilato l’etichetta.

 

Dario Dongo

foto: Photos.com

 

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