Home / Lettere / Perché il latte della Centrale di Roma proviene dal Lazio e il burro no? Risponde l’azienda produttrice

Perché il latte della Centrale di Roma proviene dal Lazio e il burro no? Risponde l’azienda produttrice

centrale del latte di roma burro 2018Vivo a Roma e eri ho acquistato un litro di latte parzialmente scremato della Centrale del Latte di Roma. In etichetta c’è scritto in maniera evidente: “Provenienza latte: Italia” e poi la precisazione “Lazio”. Fin qui tutto bene e mi sembra corretto. Contemporaneamente ho acquistato un panetto di burro da 250 grammi sempre della medesima marca e una volta a casa sono rimasta stupita nel leggere che la provenienza del latte, peraltro scritto in maniera non così in bella vista come per il primo prodotto, era “Paesi UE”.

Allora mi sorge un dubbio il litro di latte è veramente di provenienza da mucche laziali? Poi che io sappia il burro si fa dal latte e visto che vendono il parzialmente scremato e quello scremato, che ne fanno del grasso, se non il burro? Jessica

Ecco la risposta della Centrale del Latte di Roma

Gentile consumatrice, possiamo rassicurarla che il latte parzialmente scremato che ha acquistato è proveniente da allevamenti laziali. Sul nostro burro ha trovato l’indicazione “Paesi UE” perché viene prodotto in uno stabilimento specializzato nella produzione di burro ubicato fuori dal Lazio che in alcuni periodi dell’anno, può utilizzare anche materia prima proveniente da altri Paesi della Comunità Europea. Pertanto, in base alle norme sull’etichettatura, provvediamo a indicare “Paesi UE”.

Infine, il grasso proveniente dalla scrematura del latte viene utilizzato in larga parte per la produzione della Panna Fresca.

Se sei arrivato fino a qui...

...sei una delle 40 mila persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché diamo a tutti l'accesso gratuito. Il Fatto Alimentare, a differenza di altri siti, è un quotidiano online indipendente. Questo significa non avere un editore, non essere legati a lobby o partiti politici e avere inserzionisti pubblicitari che non interferiscono la nostra linea editoriale. Per questo possiamo scrivere articoli favorevoli alla tassa sulle bibite zuccherate, contrastare l'esagerato consumo di acqua in bottiglia, riportare le allerta alimentari e segnalare le pubblicità ingannevoli.

Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni Il Fatto Alimentare basta anche un euro.

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

sugar tax zucchero soda bevande bibite

Tassa sullo zucchero: va affiancata a incentivi per produrre cibo sano. La proposta dell’Università di Bari

Come docenti universitari di Scienze e tecnologie alimentari e Chimica degli alimenti presso l’Università degli …

3 Commenti

  1. E’ corretto: con il grasso della scrematura si fa la panna mentre la maggior parte del burro italiano commerciale (non so se anche quello della centrale del latte di Roma) è fatto con gli avanzi della lavorazione delle grandi produzioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano

    • Sì, la maggior parte del burro italiano è fatto con le panne di affioramento della scrematura del latte di Grana e Parmigiano; questo burro non reca dicitura sull’origine delle panne. Insieme ad esse si aggiungono anche le panne derivanti dalla centrifugazione del siero prima di essere venduto altrove.
      Tuttavia esistono diverse linee di burro da panne fresche, derivanti esclusivamente dalla scrematura per centrifugazione del latte sia quello alimentare che quello da caseificazione.
      Il burro generico può anche derivare da una miscela delle tre tipologie di panne, quando ad esempio al caseificio che produce panne fresche non è conveniente economicamente separarle dalle altre panne.

  2. Il latte, scremato o no, non ha più il sapore di una volta.