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Il caso delle puntarelle, la scadenza va sempre in etichetta sui prodotti ortofrutticoli tagliati. Lo conferma la Cassazione

puntarelle alla romana, italian foodSulle confezioni di  frutta e verdura tagliata il termine minimo di conservazione deve esserci sempre. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione in una sentenza che chiarisce una volta per tutte la questione  della scadenza sui prodotti otrofrutticoli. Tutto è partito da un caso che coinvolge le puntarelle, cioè i germogli della catalogna, che per essere vendute in quanto tali devono essere necessariamente tagliate dal cespo.

Nello specifico, l’azienda Italmark Spa aveva ricevuto un’ingiunzione dall’ars di Brescia, perché aveva messo in commercio delle confezioni di puntarelle senza l’indicazione del termine minimo di conservazione. Il produttore, però, si era opposto sostenendo che le puntarelle dovrebbero essere considerate come un prodotto fresco e non preconfezionato.

Il procedimento è arrivato fino in Cassazione. Secondo la sentenza l’esclusione dall’obbligo di indicare il termine minimo di conservazione vale solo per i prodotti ortofrutticoli che non sono stati sbucciati, tagliati o abbiano subito trattamenti simili (decreto legislativo n. 109/1992). Di conseguenza, le puntarelle tagliate dal cespo di catalogna non possono essere definite prodotti ortofrutticoli freschi e, quindi, devono indicare il termine minimo di conservazione in etichetta.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

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    Pongo una domanda: a me sembra che normalmente la rucola in sacchetto o vaschetta sigillate porti solo la data di confezionamento, sbaglio?