Confezione di carne coltivata di manzo

La notizia è a suo modo storica, perché costituisce un passaggio fondamentale, destinato ad avere conseguenze al di là dei confini nazionali: Aleph Farms, l’azienda israeliana in prima fila nella produzione di carne coltivata, ha sottoposto un dossier di approvazione in Svizzera, all’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav), in attesa di lanciare i suoi prodotti anche a Singapore e Israele. 

La richiesta, che potrebbe portare alla vendita dei primi prodotti a base di carne coltivata sul suolo europeo, è il punto di arrivo naturale di uno sforzo che ha iniziato a concretizzarsi nel 2019, quando la più grande catena della Gdo svizzera, Migros, ha stabilito accordi per la distribuzione con alcune aziende tra le quali l’americana SuperMeat e, appunto, Aleph Farms. Inoltre, nel 2021 è stato ultimato il primo hub per la produzione nei pressi di Zurigo, a Kemptthal, realizzato grazie agli investimenti della stessa Migros, di Bulher e di Givaudan, chiamato The Valley e diventato operativo nel 2022. Ci sono quindi tutte le condizioni affinché la carne coltivata arrivi nei ristoranti e poi nei supermercati elvetici tra un annetto.

Aleph Cuts, prodotto a base di carne coltivata di Aleph Farms su un piatto con funghi e verdura
Aleph Farms ha chiesto l’autorizzazione alla vendita dei suoi prodotti a base di carne coltivata in Svizzera

Per capire quale sarà l’accoglienza dei consumatori, Aleph Farms e Migros hanno effettuato un sondaggio secondo il quale il 74% di chi ha risposto sarebbe disponibile ad assaggiare i nuovi prodotti, sia per curiosità sia per contribuire, con i comportamenti personali, a ridurre l’impatto associato al consumo di carne e avere una dieta più sostenibile. 

Secondo Seth Roberts, del Good Food Institute Europe, “è fantastico che la Svizzera apra la via della carne coltivata in Europa. Una volta approvata dalle autorità regolatorie, i consumatori potranno godersi i loro piatti di manzo preferiti, fatte in un modo che potrebbe tagliare le emissioni climalteranti e creare spazio per un allevamento più sostenibile. La carne coltivata rappresenta un’enorme opportunità per la Svizzera di rafforzare la propria sicurezza alimentare e creare posti di lavoro ‘a prova di futuro’, mentre si posiziona come un centro di innovazione alimentare”.

Campione di carne in un piatto di coltura cellulare in plastica monouso aperto in un moderno laboratorio o impianto di produzione. Concetto di carne pulita coltivata in vitro da cellule somatiche animali.
L’azienda sta collaborando con la catena di supermercati Migros per portare la carne coltivata in Svizzera

Il fatto che il primo dossier sia arrivato a Berna e non a Bruxelles non deve stupire: oltre all’assurda legge italiana, l’Europa sta reagendo con lentezza e farraginosità alle richieste che arrivano da aziende e start up. Pur essendoci stati come i Paesi Bassi e la Spagna che stanno investendo moltissimo nel settore delle carni coltivate, l’Efsa non ha ancora reso noti i protocolli necessari per l’approvazione, paralizzando di fatto tutto il settore. Al contrario, la Svizzera, che pure richiede come l’UE dati dettagliati e statisticamente robusti prima di concedere l’approvazione a un novel food, ha fornito modelli chiarissimi per la domanda di autorizzazione, cui Aleph Farms ha potuto attenersi. La valutazione impiegherà diversi mesi, si pensa circa 12, ma quantomeno il procedimento è stato avviato, al contrario di quanto sta accadendo in Unione Europea. Secondo Roberts, questo è ciò che dovrebbe fare anche l’Efsa e che i produttori chiedono da tempo: fornire indicazioni chiare e univoche su ciò che è necessario presentare per ottenere il via libera.

La notizia, infine, giunge mentre il governo italiano sta ancora esultando per l’approvazione al Senato del surreale divieto di produrre ‘carne sintetica’ entro i confini nazionali (ne abbiamo parlato in questo articolo). Probabilmente, fra un anno circa, chi lo desidererà potrà recarsi oltre confine, a poche ore di macchina o treno, per assaggiare la carne coltivata, rigorosamente made in Switzerland.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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Piero Nuciari
27 Luglio 2023 20:00

Leggendo l’articolo stupisce l’entusiasmo esternato per un prodotto che di naturale non ha nulla mentre ha potenziali pericoli per la salute dei consumatori a distanza di anni.
Nessuno, infatti, potrà mai garantire che a distanza di anni non causi malattie.

luigiR
luigiR
Reply to  Piero Nuciari
28 Luglio 2023 15:01

si coltivano cellule, esattamente come quelle prese con una biopsia ad un essere animale o come quando prelevi, per esempio, delle cellule staminali dalla pelle di un umano per farle moltiplicare in laboratorio e poi, a distanza di poche settimane, riapplicarle dove abbisognano, senza pericoli di rigetto o altri problemi. non vedo perché non possano essere considerate naturali. certo, è pur sempre una novità per le nostre generazioni e controlli dovranno essere fatti, ma, se le fonti sono buone all’origine, non ci sono interventi ingegneristici tipo ogm e additivazioni con sostanze chimiche imprecisate, sono ottimista sugli esiti finali.

Marco Reverberi
Marco Reverberi
Reply to  luigiR
29 Luglio 2023 10:23

esattamente, Luigi. Molti cibi oggi a disposizione del consumatore non sono esattamente “all natural”…ma sono sicuri per la legge e una volta certificata la sicurezza alimentare della cosiddetta “carne coltivata” è estremamente importante che sia il consumatore a decidere se acquistarla o no, non un burocrate qualsiasi che lo decida per lui.

Marco Andrea Giuseppe Bonetti
Marco Andrea Giuseppe Bonetti
Reply to  luigiR
29 Luglio 2023 14:25

Luigi, mi trovi totalmente d’accordo sulle tue considerazioni, per di più aggiungo che affranchiamo dalle sofferenze inflitte agli animali da allevamento e la facciamo finita con il buonismo delle normative sul benessere animale risparmiando a milioni di bestie la macellazione.

Sari
Sari
Reply to  Piero Nuciari
29 Luglio 2023 09:43

Sono totalmente d’accordo con lei. Sapete quante cose sono state spacciate per totalmente innocue dalla comunità scientifica all’unisono e si sono rivelate poi, negli anni, assolutamente pericolose? Staremo a vedere. Io, per precauzione, non la comprerò.

Paolo
Paolo
Reply to  Piero Nuciari
31 Luglio 2023 22:13

Perché secondo lei la carne che mangia proveniente per il 99% da allevamenti intensivi è sicura? Ha mai sentito parlare di resistenza agli antibiotici? Ha mai letto delle tossine di cui sono intrisi quei poveri animali dovute alla “vita” alla quale sono costretti e alle altrettante tossine sprigionate quando si rendono conto della fine alla quale stanno andando incontro? Bene tutta roba che lei si mangia. Auguri a lei e ben venga la carne coltivata

Alfredo Deodati
Alfredo Deodati
29 Luglio 2023 10:56

Se avessi la certezza ( quella vera, non quella con i bolli fatti da chissacchì e chissaperché ) non avrei problemi ad usare carne coltivata ( diopende anche dal prezzo eh!!!). Per il momento…. sto alla finestra, ma dubito che arriverò ad assaggiarla ( questione anagrafica).

tino
29 Luglio 2023 11:11

I gas climalteranti composti in gran parte da co2 e metano sono i prodotti dell’attività umana e l’unico modo che abbiamo per invertire la disastrosa rotta é abbandonare i carburanti fossili e dismettere gli allevamenti intensivi; le ricadute positive sarebbero eccezionali e un decisivo segnale verso la salvezza della nostra Terra, come dicono moltissimi scienziati di tutte le nazionalità. Infatti non si comprende perché le persone dovrebbero fidarsi di pincopalli e non di centinaia di stimati scienziati e studi accreditati. L’ultima considerazione é che pensare di sfruttare animali e territorio senza programmare e sotenere azioni sostenibili ed ecologiche é sbagliato e basta. Un solo tipo di essere vivente si comporta come gli esseri umani, i virus

Carla
Carla
30 Luglio 2023 15:00

Sono in attesa della carne coltivata anche per cani e gatti ma ancora non se ne parla

Marinella
Marinella
30 Luglio 2023 15:01

Spero che presto anche da noi vengano promossi alimenti più sostenibili in linea con le esigenze e le richieste di molte persone e i nostri governanti la smettano con divieti che tutelano solo gli interessi di privati molto potenti che pagano pubblicità e programmi per convincerci della salubrità dei loro prodotti, come carni, salumi e formaggi… come se bastasse dire che che un prodotto è italiano per garantirne la sostenibilità.

enciclopivo
enciclopivo
30 Luglio 2023 15:52

Forse non varrebbe nemmeno la pena replicare a chi ragiona con l’ideologia e con l’istintività, senza aver prima studiato e dedicato ore a capire di che cosa si stia parlando. Non voglio parlare della carne in sè: ci sono già scienziati e istituti di ricerca che l’hanno fatto, ed i risultati sono noti a tutti, e soprattutto positivi. Mi domando perchè si vuole abolire la libertà di scegliere se mangiare questa carne o no. Nel momento che fosse presente sul mercato, nessuno obbliga a comperarla, perchè invece mi si
impedisce di farlo? Lasciatemi decidere con la mia testa: se avrò sbagliato pagherò, ma lasciatemelo fare. Si vuole sempre impedire agli atri quello che noi non si farebbe, perché? Pensiamo di avere la verità in tasca? Io voglio il diritto di scegliere. senza impedimenti (non puoi mangiare la carne coltivata) e senza obblighi (devi mangiare la carne coltivata), ognuno libero di decidere con la sua testa.

Roberto
Roberto
Reply to  enciclopivo
11 Agosto 2023 11:52

Sarebbe bello che fosse tutto libero e ognuno potesse decidere con la propria testa, pagandone di persona per le eventuali conseguenze.

Ma questo spirito liberale dovrebbe valere per tutto, anche per gli OGM, la cannabis, i limiti di velocità in autostrada ecc. ecc.

Però abbiamo scelto una forma giuridica dove lo Stato è tenuto a prendere alcune decisioni al posto nostro.

patrizia
patrizia
Reply to  Roberto
12 Agosto 2023 12:58

Si lo Stato…ma spesso asservito alle lobbies molto potenti. Quelle dei produttori di allevamenti intensivi sono potenti anche se inquinano, producono sofferenze agli animali, creano antibiotico resistenze per non parlare delle problematiche di chi ci lavora e noi ..dovremo mangiare quella carne??.. o quei pesci?? il nostro.e’ diventato un pianeta carnivoro che distruggera’ se stesso come i.virus appunto.. se non ci fermiamo.

gianni
gianni
3 Agosto 2023 14:33

https://www.ilrestodelcarlino.it/cesena/cronaca/il-progresso-scientifico-tra-bene-e-male-1.7465997
15 mar 2022
Il progresso scientifico tra bene e male
Scuola media ‘Biasini’ di San Giorgio, gli studenti riflettono su opportunità e rischi: “Ma in definitiva dipende tutto da noi”
Il progresso scientifico e tecnologico è un bene o un male per l’umanità?——————-
———-Quindi, per concludere, possiamo astenerci dal rispondere alla domanda posta all’inizio e non schierarci da nessuna delle due parti, rimanendo così neutrali. Oppure potremmo affermare che tutto dipende da noi: se la usiamo come si deve la tecnologia è un bene; se invece l’utilizzo è sbagliato, essa diventa una male e produce effetti dannosi.————-

Ricerca scientifica è una cosa e invece industria manifatturiera è un’altra diversa, la scienza parla per sè e i fabbricanti applicatori hanno molte altre maggiori responsabilità.
Ce ne vogliamo occupare?
Dovremmo riflette molto di più sulle conclusioni della domanda agli alunni di scuola media, ci sono molti esempi a sostegno della precauzione.
Se qualcuno dicesse che degli extraterrestri palesemente altruisti vogliono procurarci cibo buono e sano, e senza controindicazioni spiacevoli immagino che vorremmo avere tutte le rassicurazioni possibili e immaginabili e controllare ogni singolo granello contenuto ed è quello che alcuni di noi fanno regolarmente nel proprio ambito.
Invece altri, molti altri sono disposti a dare credito a fabbricanti di brevetti i cui particolari fondamentali sono difficili da conoscere, e che per essere capiti avrebbero bisogno di molto più tempo e attenzioni in tutti i loro aspetti sia principali che accessori.
Solo dopo infatti i benefici sarebbero tali e non semplicemente presunti.
Tutto dipende da noi.

Giovanni
Giovanni
28 Agosto 2023 22:22

Con la carne e gli altri alimenti “coltivati” potremo destinare molto terreno, ora coltivato intensamente, a bosco riportando all’origine larga parte della terra un tempo disboscata per produrre alimenti. Anche il clima se ne avvantaggerà in quanto dove c’è il bosco piove più facilmente, il suolo si riscalda meno, la natura è la diversità biologica accresce notevolmente. In più molti allevatori costretti ad un lavoro continuo e a contatto con gli escrementi, potranno dedicarsi ad attività più interessanti e meno ripetitive, per non parlare della diminuzione delle sofferenze degli animali destinati al macello.
Speriamo di non doverci trasferire all’estero per poter usufruire di una vita migliore, viste le normative che si stanno sviluppando nel nostro Bel Paese……..