Home / Tecnologia e Test / Caraffe filtranti: tutte promosse nel test di Altroconsumo. Una soluzione intermedia tra bottiglia e rubinetto

Caraffe filtranti: tutte promosse nel test di Altroconsumo. Una soluzione intermedia tra bottiglia e rubinetto

Imetec wp 130
Imetec WP 130 ha ottenuto i migliori risultati nei test di Altroconsumo

Bere o non bere l’acqua del rubinetto? Il dilemma coinvolge molti italiani che hanno maturato diffidenze più o meno fondate nei confronti dell’acquedotto, a causa del sapore poco gradevole dovuto all’eccesso di cloro. Per questo motivo le caraffe filtranti (di cui abbiamo già parlato su Il Fatto Alimentare) sono diventate un percorso interessante.

 

Oggi, a un paio di anni di distanza dalle prime discussioni, esiste una seconda generazione di caraffe che offre prestazioni migliori. Altroconsumo ha testato i nuovi modelli per valutarne le caratteristiche.

 

AEG-AWFLJ3-AquaSense-1000-colore-Rosso-0
Tutte le caraffe sono in grado di diminuire la quantità di sostanze responsabili del cattivo odore e sapore

In laboratorio è stata misurata la capacità filtrante in relazione ai vari problemi (acqua di rubinetto troppo dura, eccesso di cloro, sapori anomali…) oltre ai parametri che garantiscono la sicurezza (rilascio di ammonio e di ioni argento o lo sviluppo di batteri). Per eseguire i test, l’acqua è stata arricchita di sostanze inquinanti in quantità al di sotto dei valori limite previsti per legge. Questo perché le caraffe hanno la funzione di “migliorare” le caratteristiche dell’acqua potabile che arriva nelle nostre case.

 

I risultati sono buoni. I filtri sono tutti in grado di diminuire la quantità di sostanze responsabili del cattivo odore e sapore, di ridurre la quantità di nitrati (anche se è raro trovarli in misura elevata nell’acqua di rubinetto) e diminuire la durezza (ovvero la quantità di sali minerali presenti).

 

Caraffa Coop
Caraffa Coop Vivi Verde: competitiva nel prezzo, ideale per chi vuole addolcire l’acqua

La migliore caraffa è risultata Imetec WP 130: è in grado di abbattere bene gli inquinanti, di non permette la proliferazione dei batteri, e di rilasciare poco ammonio e argento, oltre ad eccellere, insieme a Hoover Gaia, nella riduzione del sapore di cloro (- 86% e -91% rispettivamente). Imetec però ha un prezzo elevato, mentre Hoover comporta un costo per le cartucce più alto. La caraffa consigliata dalla rivista per il rapporto qualità/prezzo è Coop Vivi Verde (vedi tabella).

 

Aeg Aquasense è l’ultima in classifica: il prezzo è eccessivo (35 €) e il costo annuo per il mantenimento è il più elevato (125 €), le istruzioni non sono esaustive. Ariete invece è apprezzata per la sua efficienza nell’abbassare i livelli di piombo, anche se rilascia ammonio nella fase iniziale, per cui si consiglia di utilizzarla all’inizio 3-4 volte senza bere l’acqua. Altre due marche Laica Stream e Brita hanno ottenuto risultati accettabili.

 

Per quanto riguarda i costi tutti sappiamo che bere acqua dal rubinetto è la scelta più economica visto che comporta una spesa di circa 1 € l’anno. Con la filtrazione la spesa lievita a circa 97 €, considerando l’acquisto della caraffa e il ricambio dei filtri. Chi preferisce la bottiglia di minerale deve preventivare almeno 160 €, la fatica del trasporto dal supermercato a casa e l’impatto ambientale.

 

Eleonora M. Viganò

 

MARCA e modello Prezzo in € min-max (settembre 2013) Costo/anno con filtri Praticità d’uso Addolcimento GIUDIZIO GLOBALE(voto su 100)
IMETEC WP 130

40

78

Buono

+

73

HOOVER Gaia

13-20

100

Buono

+

72

BWT Magnesium

20-22

115

Accettabile

++

67

ARIETE Hidrogenia 140

10-18

70

Buono

+++

67

COOP VIVI VERDE

13-15

57

Accettabile

+++

65

AEG AquaSense

35

125

Accettabile

++

60

Fonte tabella: rivisitata da Altroconsumo

 

©Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Eleonora Viganò

redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

caraffa filtrante

Caraffe filtranti: performance migliorate e problemi di sicurezza risolti. I risultati del test di Altroconsumo su 14 prodotti

Le caraffe filtranti migliorano le proprie performance di anno in anno. Lo certifica l’ultimo test …

16 Commenti

  1. Per il eliminare il sapore di cloro basta lasciare l’acqua ad areare un po’, dato che la molecola è molto volatile.

  2. Ma l’aspetto di proliferazione batterica?

  3. Ci sono dei sistemi che si piazzano sotto il lavandino e si collegano direttamente al rubinetto. Sono affidabili?

    • Roberto La Pira

      Sì funzionano , sono molto costosi ma anche in quel caso occorre fare ogni tanto la manutenzione dei filtri .Non dimentichiamoci però che l’acqua del rubinetto si può bere . Io lo faccio da anni

  4. E le due Brita gettate per la precedente campagna denigratoria ed allarmistica sui pericoli del sistema di filtrazione?
    Una perfetta conversione a U della ricerca e divulgazione mediatica, forse non troppo disinteressata.
    Oppure è un’evoluzione tecnologica dei prodotti?

    • Roberto La Pira

      Nei nostri articoli abbiamo sempre detto che le caraffe non servono a molto, ma sono oggetti che si possono usare tranquillamente.Vada a leggersi i nostri articoli con l’intervista all’Istituto Superiore di Sanità. Altri hanno detto cose diverse.

  5. Anch’io ho dubbi sulla proliferazione batterica, ma ancor più sui batteri produttori di tossina che “percolerebbe” nell’acqua? MA QUALI SONO? MAI SENTITI BATTERI TOSSIGENI NELLE ACQUE!

  6. non voglio essere polemico Roberto, per mestiere e formazione, vorrei solo sollevare una questione (che può avere risposta con un budget limitato) relativamente alla carica microbica su unità di superficie che potrebbe incrementare con il tempo, soprattutto quando la materia prima necessita di essere filtrata. Quando l’acqua non è dura, non vi sono nutrienti quali nitrati o fonti azotate, quando la carica microbica è bassa, un passaggio sui filtri male non fa. Ma quando l’acqua è dura o vi è una maggiore esposizione a un fattore di rischio, soprattutto se i filtri sono molto efficienti, mi chiedo quale sia il loro ciclo vitale una volta adsorbiti dai filtri.
    Uno studio della carica microbica al primo passaggio, al ventesimo, al cinquantesimo potrebbe bastare.
    Inoltre, vorrei il parere di qualche nutrizionista relativamente all’abbassamento del tenore in calcio delle acque: i tubi idraulici dell’acqua calda risentono della deposizione di calcare soprattutto perché la solubilità diminuisce all’aumentare della temperatura, ma io mi chiedo quale sia il fine biologico e nutrizionale di diminuire la durezza di un’acqua destinata al consumo alimentare.
    complimenti per gli articoli, sempre molto interessanti e completi, mi scuso per aver sollevato alcune questioni, a mio parere, non trascurabili per rendere questo buon articolo un ottimo articolo

  7. Due considerazioni.
    La caraffe saranno anche “sicure”, ma se vengono seguite le istruzioni sulla durata dei filtri.
    In un impiego domestico ci sarà abbastanza attenzione e/o non si cercherà di risparmiare sui ricambi ?
    Ma la vera questione è un’altra. L'”acqua filtrata” viene frequentemente proposta dai ristoranti come alternativa alla “minerale”. Il cliente sa cosa compra e sa cosa paga (profumatamente) ?

  8. ma al di là dell’eventuale cattivo sapore a che servirebbero queste caraffe? Leggo a ridurre i livelli di piombo e nitrati ma sono sostanze sotto costante analisi da parte di chi gestisce gli acquedotti! quindi perchè si dovrebbe spendere 100 volte tanto per bere un’acqua che è già sicura?

  9. Ho vissuto a Pietroburgo, dove l’acqua di rubinetto e’ pericolosa ed in genere in paesi asiatici ed africani dove e’ altamente sconsigliato bere acqua di rubinetto ed usato questi sistemi di filtrazione. In quei luoghi sono giustificati.

    In italia le acque di rubinetto che io ho provato (veneto, puglia, lazio) sono in genere buonissime e controllate costantemente per legge. Filtrarle ulteriormente da “miglioramenti” davvero marginali ed invece una spesa ed un impegno annuo non indifferenti.