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Capello nel formaggio segnalato da una lettrice. Rispondono la Coop e l’azienda Valgrana

CapelloUna consumatrice ha trovato un capello in un formaggio della marca Valgrana e confezionato in porzioni da Coop. Di seguito pubblichiamo la lettera e le risposte arrivate da Coop e da Valgrana.

Un paio di settimane fa ho fatto la spesa alla Coop di Ventimiglia-Roverino, comprando tra le altre cose anche un formaggio di marca Valgrana. Arrivata a casa, ho tagliato un pezzetto di punta e al secondo taglio mi sono accorta di un capello nel formaggio! Ho fatto una foto a formaggio e scontrino ed ho scritto una mail a Valgrana per protestare, aspettandomi come minimo delle scuse! E invece nulla! Neanche una risposta… Vi allego le foto. M.G.

Di seguito la risposta di Coop

Da quanto si evince dal racconto della consumatrice e dalle foto, il corpo estraneo era sicuramente dentro la pasta del formaggio, non visibile quindi nel momento del confezionamento in parti, avvenuto nel punto vendita, e neanche dalla cliente che si è accorta della presenza solo al secondo taglio. La consumatrice, attribuendo giustamente la difettosità al produttore, si è rivolta direttamente al Valgrana che da quello che capiamo non risponde. Se si fosse rivolta al punto vendita, avremmo certamente preso in carico la segnalazione, effettuato il reso o il rimborso e ci saremmo sicuramente attivati con il fornitore per avere un riscontro sulla difettosità come prevede la nostra procedura sui reclami. Per una risposta puntuale sull’accaduto, cause ed azioni migliorative è opportuno che vi rivolgiate al fornitore.”

Di seguito la risposta di Valgrana

Grazie per averci inviato la nota della consumatrice che – purtroppo – non era stata letta dal nostro servizio clienti, perché finita nella casella di spam. Abbiamo preso visione delle foto che vi sono state inviate e analizzato attentamente il problema lamentato dalla lettrice. Il tipo di tecnologie che impieghiamo e il sistema di controllo in atto nella nostra azienda ci portano ad escludere che possano accadere episodi come quello evidenziato. Diversamente da quanto avviene nella maggior parte parte degli altri caseifici, tutto il nostro processo produttivo avviene infatti in attrezzature chiuse, senza possibilità che capelli o altro possano entrare nella pasta del formaggio.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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8 Commenti

  1. Avatar

    Sebbene come ovvio tutti speriamo di non incorrere in questi problemi, francamente mi sembra che siano ben rari. E che possa succedere.
    In particolare mi capita di vedere in tv lavorazioni “genuine” in cui persone senza guanti, cappelli e magari con braccia pelosette, trafficano con le mani burro, formaggi, mozzarelle e via dicendo. Meglio non veda come vengono lavorati, perché altrimenti avrei problemi a mangiarli. Direi che in questi casi lo stupore è quando il capello non c’è…
    Peraltro, un capello fa sicuramente un pò di schifo, ma quando mi è capitato l’ho tolto con un pò della parte intorno.

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    La risposta della Coop mi sembra venga incontro alle rimostranze del cliente facendone sue le perplessità e cercandone una soluzione. La risposta dell’azienda produttrice invece è proprio di noncuranza totale verso il cliente, e totale disinteresse nel capire cosa possa esser successo. Nei fatti rimane un capello in mezzo a un loro prodotto e un cliente che viene in pratica ignorato.

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    Da entrambe le risposte, noto superficialità e disinteresse per il cliente. Io non acquisterei più quel marchio, né i tagli effettuati nel punto vendita. Semplice la soluzione: scuse sebbene la filiera sia controllata ed un omaggio.

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    Claudio il musicista

    Per carità, un capello sotto i denti fa abbastanza ribrezzo.
    Tuttavia, mi scandalizzo maggiormente quando leggo gli ingredienti del 90% dei prodotti in vendita nei supermercati, saturi di conservanti di ogni tipo. E poi, cosa dire dei coloranti? Inutili e dannosissimi. Ancora si vedono, nei programmi che cita Francis, preparazioni di dolcetti guarniti con gli orribili zuccherini multicolori. Oppure cucchiai di plastica in brodi bollenti, cucchiai di metallo che raschiano padelle di teflon o di finta pietra. Vini costosi e roteanti zeppi di solfiti. Potrei continuare per pagine intere.
    Allora: perdonerei il maldestro lavorante, considerando che sono cose che capitano agli esseri umani. E sono infine d’accordo con Lauretta per l’omaggio caseario che dovrebbe essere recapitato al malcapitato cliente, con le scuse!

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    Claudio il musicista

    Per carità, un capello sotto i denti fa abbastanza ribrezzo.
    Tuttavia, mi scandalizzo maggiormente quando leggo gli ingredienti del 90% dei prodotti in vendita nei supermercati, saturi di conservanti di ogni tipo. E poi, cosa dire dei coloranti? Inutili e dannosissimi. Ancora si vedono, nei programmi che cita Francis, preparazioni di dolcetti guarniti con gli orribili zuccherini multicolori. Oppure cucchiai di plastica in brodi bollenti, cucchiai di metallo che raschiano padelle di teflon o di finta pietra. Vini costosi e roteanti zeppi di solfiti. Potrei continuare per pagine intere.
    Allora: perdonerei il maldestro lavorante, considerando che sono cose che capitano agli esseri umani. E sono infine d’accordo con Lauretta per l’omaggio caseario che dovrebbe essere recapitato al malcapitato cliente, con le scuse!

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    Certe cose non devono accadere e certamente le manipolazioni dei fornitori nel suddividere formaggi o carni lascia molto a desiderare perchè noi stessi vediamo attraverso le vetrate che molto spesso mancano elementari norme igieniche come cappelli e guanti.Cosa dire poi delle carni macinate?
    E’ necessaria massima sorveglianza e cura.
    Io personalmente preferisco confezioni sigillate dal produttore. e carne in pezzi da macinare a casa. ci vuole poco più tempo,ma ne guadagnamo in salute e pulizia..

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    Coop ha risposto in linea con le aspettative di un consumatore che presenta un problema su un prodotto, ma Valgrana semplicemente ignora (o fa finta) che il consumatore stesso esista, quando, invece, avrebbe dovuto evitare di dire una probabile bugia (l’e-mail finita tra lo spam), avrebbe dovuto rispondere subito alla sollecitazione dettata dal rilievo su un suo prodotto e, riconoscendolo, fatto un qualche omaggio alla consumatrice, con aggiunta di debite scuse.

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    Vladimiro Chiari

    Sono d’accordo con i commenti precedenti. aggiungo solo il mio sconcerto nel constatare l’atteggiamento del caseificio Valgrana. Sappiamo tutti che non esiste la perfezione nelle procedure igieniche ma un continuo impegno per il miglioramento di tutte le fasi produttive con verifiche e controlli. I consumatori si ricordino che hanno un’arma efficace per premiare o punire le aziende sul mercato…