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Anche la cannabis ha una data di scadenza. Un problema da affrontare per i paesi che l’hanno legalizzata.

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Bisogna redigere linee guida per stabilire la data di scadenza della cannabis utilizzata come ingrediente dei prodotti alimentari. La questione è stata posta negli Stati Uniti, dove 9 stati si apprestano a votare norme che  legalizzazione la marijuana a scopo medico ma anche ricreativo come ingrediente di dolci e specialità culinarie. La cannabis  in realtà è già autorizzata a scopo medico in oltre ai 23 stati mentre solo 5 hanno esteso l’impiego ricreativo).

L’argomento è oggetto di interesse anche da parte degli esperti di sicurezza alimentare poiché la cannabis non viene solo fumata, ma sempre di più usata in molte preparazioni, dal cioccolato ai biscotti. In attesa di linee guida ufficiali, il sito Leafly, poi ripreso da Food Safety News, ha elaborato una serie di consigli pratici per capire se la canapa ha superato o meno la “data di scadenza” e si può consumare in modo sicuro.

Nelle giuste condizioni la cannabis si può conservare per tempi molto lunghi

Se conservata nelle giuste condizioni, la marijuana essiccata può mantenersi per tempi molto lunghi senza perdere le proprietà e senza costituire un rischio per la salute. D’altro canto si tratta di un’erba aromatica come altre. In assenza di linee guida per capire se la cannabis ha superato la shelf life, il modo più semplice è affidarsi ai sensi. Lolfatto permette di capire se il prodotto è ammuffito. Se l’ispezione olfattiva non dà risultati si passa alla vista. Alcune muffe sono visibili ad occhio nudo, ma non bisogna confondere le muffe con i tricomi, protuberanze fungiformi che ricoprono la superficie di foglie e boccioli. La presenza di una sottile polvere in seguito allo sgretolamento naturale della canapa è invece indice di un prodotto molto vecchio.

Dopo vista e olfatto, si procede all’ispezione tattile. Toccando le foglie si possono notare segni di disintegrazione del prodotto vecchio sotto la pressione delle dita, oppure la presenza di umidità che può favorire la crescita di muffe. Mentre si controllano le condizioni del prodotto con le mani è bene “ascoltare” la cannabis. Il prodotto essiccato da poco schiocca sonoramente, al contrario di quello vecchio.

In Italia è stata presentata una proposta di legge trasversale per la legalizzazione della cannabis. Al momento è consentito il solo uso medico, pur con molti limiti, ed è depenalizzato l’uso personale, punito solo con sanzioni amministrative. Qualora in futuro la cannabis dovesse essere pienamente legalizzata, si porrà il problema di determinarne la data di scadenza come avviene per tutti gli ingredienti, soprattutto per quella usata in preparazioni alimentari.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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