Secondo il test di Altroconsumo le capsule compatibili Vergnano reggono il confronto con Nespresso e costano meno, ma restano dubbi sulla reale sostenibilità ambientale e sulla perfetta compatibilità con le macchine della Nestlé.
Altroconsumo ha confrontato le capsule per caffè espresso dell’azienda italiana Vergnano con quelle di Nestlé. Una giuria di assaggiatori è stata chiamata ed esprimere un giudizio su 13 capsule di differenti tipi di caffé, 4 della ditta italiana e 9 del famoso marchio Nespresso. La valutazione delle qualità sensoriali è stata effettuata su caffè preparati con due macchine Nespresso identiche (Citiz Krups) e degustati in forma anonima.
La classifica stilata vede ai primi due posti i due best seller dell’azienda svizzera denominati Arpeggio e Ristretto, valutati ottimi, a conferma del giudizio positivo espresso da 60 Millions de Consommateurs, la rivista dell’Istituto nazionale dei consumi (Inc) francese. Le tre capsule della Vergnano denominate Arabica, Cremoso e Intenso, si posizionano nella metà alta della classifica con un giudizio buono a fianco delle due capsule Nespresso denominate (Livanto e Roma). Mentre il decaffeinato Dec Vergnano risulta un po’ il fanalino di coda con un giudizio mediocre.
Il vantaggio delle capsule Vergnano
Il vantaggio delle capsule italiane è che oltre ad essere compatibili con le macchine Nespresso, si possono acquistare al supermercato, a differenza di quelle della Nestlé vendute esclusivamente nelle “boutique” monomarca (il servizio a domicilio esiste ma è gratuito solo per ordini superiori a 300 unità). Calcolando un consumo di due caffè al giorno, Altroconsumo stima un risparmio di 36 euro all’anno per chi sceglie il caffé piemontese, 32 centesimi a capsula contro i 37 della Nespresso.
Secondo Altroconsumo le capsule Vergnano non si possono considerare ecologiche, a dispetto di quanto afferma la pubblicità. Non sono infatti riciclabili nonostante il produttore sostenga che la speciale plastica utilizzata impieghi massimo 840 giorni per degradarsi. Non da meno sono quelle Nespresso di alluminio, metallo che necessita grande energia per l’estrazione e la produzione. Se il consumatore ha tendenze eco, la scelta migliore è quella di usare il caffè in polvere nella moka o nella macchina per l’espresso.
Alcuni dubbi riguardano l’utilizzo delle capsule che, forse a causa di una non perfetta compatibilità con le macchinette create appositamente per Nestlé, necessitano di una certa pressione nell’inserimento e il caffé esce più lentamente.
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Giornalista, redattrice de Il Fatto Alimentare, con un master in Storia e Cultura dell’Alimentazione
