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Meno bisfenolo A a contatto con gli alimenti: l’EFSA abbassa la dose giornaliera, ma rassicura sul basso rischio per i consumatori

Bisfenolo A
Il bisfenolo A è una sostanza utilizzata per produrre plastiche e resine.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato una bozza di revisione sulla possibile tossicità e sugli eventuali rischi per la salute umana derivanti dall’esposizione al bisfenolo A (BPA), un composto chimico utilizzato nei materiali a contatto con gli alimenti come gli imballi alimentari e altri prodotti di largo consumo. L’Efsa, che ha aperto una consultazione pubblica che si concluderà il 13 marzo, ha esaminato oltre 450 studi sui potenziali pericoli per la salute associati al BPA. L’ente ha individuato probabili effetti avversi su fegato, rene e ghiandola mammaria, collegati all’esposizione alla sostanza chimica. Per questo ha raccomandato che la dose giornaliera tollerabile venga abbassata dagli attuali 50 microgrammi al giorno per chilo di peso corporeo a 5 microgrammi.

 

 

Nonostante tutto l’Efsa conclude che il BPA rappresenta un basso rischio per la salute dei consumatori. L’esposizione alla sostanza chimica è infatti ben al di sotto della dose giornaliera tollerabile, comunque provvisoria visto che permangono incertezze su una serie di altri pericoli per la salute ritenuti meno probabili. In particolare, i ricercatori rimangono in attesa dei risultati della ricerca del National Toxicology Program statunitense, che affronterà molte di queste incertezze.

 

 

Bisfenolo A
La quantità di bisfenolo A viene considerata sotto controllo dallo stesso EFSA

Dalla Francia arriva una prima reazione critica. Il Réseau Environnement Santé, membro francese dell’Alliance pour la Santé et l’Environnement, afferma che il 95% dei 900 studi pubblicati sulla tossicità del BPA mostrano risultati positivi mentre l’Efsa, anche se riconosce l’emergere di nuovi elementi di prova che indicano effetti del BPA sulla riproduzione, il metabolismo e il sistema immunitario, con un gioco di prestigio conclude che questi effetti non sono ritenuti rilevanti.

 

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

foto: photos.com

 

 

 

 

  Redazione Il Fatto Alimentare

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