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Biscotti Mulino Bianco al vapore: secondo una lettrice la pubblicità è ingannevole. Quello che conta è la ricetta non il tipo di cottura

mulino bianco biscotti gemme2Anche volendo sorvolare sul fatto che le ultime pubblicità del Mulino Bianco lasciano a desiderare e sono diseducative, non è possibile ignorare le indicazioni scorrette del messaggio. La pubblicità dei biscotti Gemme di Grano della linea Essere recita: “più leggeri perchè cotti al vapore“, lasciando intendere che la cottura tradizionale al forno implichi un qualche aumento delle calorie o della “pesantezza” (non meglio specificata) dei biscotti.

L’affermazione è basata sul concetto che il tipo di cottura (vapore, frittura, bollitura) può influenzare le caratteristiche organolettiche, la digeribilità e la disponibilità dei nutrienti dei prodotti freschi (es. carne, verdure).

 

mulino bianco biscotti vaporeTuttavia, nel caso di un prodotto elaborato, come un biscotto, solo la ricetta può renderlo più o meno leggero, non certo il tipo di cottura (i biscotti normalmente non vengono fritti, quindi può essere solo forno o vapore). Purtroppo la maggior parte della popolazione è generalmente costretta a fare la spesa al volo e di solito non si ferma a leggere la lista degli ingredienti o le etichette nutrizionali dei prodotti. Un’indicazione del genere, sentita in TV, può portare all’errata scelta di quel prodotto solo perchè pensiamo sia più leggero di un’altro: “è cotto al vapore”, come se il vapore potesse magicamente distruggere delle calorie.

 

Se la cottura di questi prodotti al vapore implica che l’Azienda possa decidere di utilizzare una ricetta diversa (per esempio con meno grassi) pur mantenendo le stesse caratteristiche organolettiche (ad esempio la croccantezza e la friabilità del biscotto), questo non è assolutamente chiaro nella pubblicità.

 

Inviterei Barilla (Mulino Bianco) a riconsiderare le informazioni che intende dare ai consumatori ed il modo in cui sceglie di farlo poiché, posta nei termini di cui sopra, l’affermazione, in se stessa, si può considerare  ingannevole.

Elena Grillo

 

© Riproduzione riservata

Foto: Mulinobianco.it

  Redazione Il Fatto Alimentare

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12 Commenti

  1. La Barilla si saprà anche difendere da sola ma questo articolo è stucchevole. La ricetta, soprattutto a livello industriale, è sempre correlata alla modalità di cottura e o preparazione. Sostenere il contrario implicitamente affermando che il medesimo biscotto (con medesimi valori nutrizionali) si possa ottenere anche senza cottura al vapore è una supposizione, non un indizio di malafede da parte dell’azienda.

    • So bene quanto lo sa lei che la ricetta dipende danche dal tipo di cottura scelta.
      Se legge bene l’articolo, noterà che questa sua aaffermazione è in esso contenuta. Il problema sta nel fatto che bisogna sempre considerare quanta parte della popolazione possa giungere alla medesima conclusione senza avere conoscenze tecniche.

  2. Mi chiedo se i vari personaggi che fanno pubblicità credono alle cretinate pubblicizzate.Le grande e piccole aziende di alimenti,elaborano i prodotti senza tener conto che la maggior parte di questi alimenti vengono consumati da bambini ed anziani.Ne caso del Banderas con la sua aria di buon fattore,prende per i fondelli.Il Banderas conosce la differenza tra grassi vegetali,oli vegetali.Conosce le qualità tra i diversi componenti?L’ignoranza aiuta i furbi.Fortuna che organi come Carabinieri ed altre organizzazioni coma la Vostra tuteli il Consumatore.Saluti

  3. Ho mangiato questi biscotti, sono buoni ma non certo leggeri

  4. L’autrice di questo articolo non conosce il problema Acrilammide
    E’ di dominio pubblico che la maggior parte di alimenti tostati e alimenti che formano la crosta rigida come biscotti, crackers , pane ecc sono fortemnete inquinati da ACRILAMIDE che si forma in ogni cottura superiore a 130 gradi ECCETTO CHE IN TUTTO CIO CHE è COTTO AL VAPORE O BOLLITO.
    Quindi un biscotto che presenta questa cottura ha un valore aggiunto in piu rispetto a tutto il resto.

    • Roberto La Pira

      Si tratta di una lettera ricevuta in redazione. mi sembra che la nota focalizzasse bene il problema.

    • Bene fortunatamente era solo una lettera di una persona disinformata sul problema Acrilammide e non un articolo di un esperto , sarebbe stato troppo grave.
      Consiglio comunque a tutti di approfondire l’argomento Acrilammide e cottura dei cibi, e poi magari studiarsi le tabelle dell’EFSA che riportano i reali contenuti questo elemento cancerogeno che si forma proprio con la cottura al forno (superiore a 120°) oltre che alla frittura

  5. fortemente inquinati di acrilammide mi sembra un esagerazione, nei biscotti sarà nell’ordine dei parti per bilione, in quanto poveri di asparagina. Tuttavia la barilla lavora bene con il marketing, associando il vapore ad una cosa leggera, oltre che al verde che da quella sensazione di light alla confezione.
    la cottura non cambia la % dei grassi quelli sono e quelli restano (tranne per le fritture) al limite si degradano.

    • In questo caso non si tratta, infatti, di un problema di sicurezza o qualità degli alimenti. L’articolo è chiaramente focalizzato sulle informazioni date dalla pubblicità e dal come i diversi messaggi vengono passati.
      L’acrilammide non c’entra con la leggerezza (nutrizionale) del prodotto.

    • Ti sbagli di grosso….anche se poveri di aspargina l’acrilammide si forma eccome ….certo nei biscotti si forma esattamente 1/3 della quantità che si forma nelle patatine che rappresentano l’alimento con il Massimo contenuto di A. Informati meglio , leggi e studia le tabelle dell’EFSA (spero tu sappia almeno cosa sia) http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/2938.htm
      Certo che si parla di percentuali piccolissime …ma in ogni caso cancerogene, visto che per esempio per pane e biscotti si mangiano ogni giorno della tua vita.
      Quindi ritengo che questo biscotto proprio per questo tipo di cottura abbia una marcia in piu rispetto a tutti gli altri per i bassi contenuti di Acrilammide che dovrebbe presentare, ovviamente gli ingredienti devono essere ottimi…..l’ideale sarebbe biologici perchè sarebbe inutile un basso contenuto di Acr. a fronte di alti livellli di altri inquinanti.

    • Si sta parlando di “leggero”.
      E’ un claim previsto a determinate condizioni:
      – che si dica rispetto a quali soastanze il prodotto è leggero
      – che si esprima quantitativamente tale leggerezza prendendo come riferimento la media di prodotti analoghi di diffuso consumo.
      ……è dura!

  6. Ma sapete leggere? Elena commenta il cattivo gusto di dire “più leggeri PERCHE’ cotti al vapore” ed ancora, “30% di calorie in meno” sempre riportandolo alla cottura.
    Non ci interessa se c’è o non c’è sto benedetto acrilammide o chissà cos’altro, si sostiene che la pubblicità è ingannevole in quanto fa credere che la cottura a vapore consente di avere un prodotto meno calorico.
    Dì più sano, piuttosto….

    Concordo al 100% con Elena.