Home / Lettere / “Ecco come si formano i biologi nutrizionisti”. La risposta di quattro biologhe dopo lo scontro tra Onb e dietisti sulle competenze

“Ecco come si formano i biologi nutrizionisti”. La risposta di quattro biologhe dopo lo scontro tra Onb e dietisti sulle competenze

Master studio ciboQualche mese fa, abbiamo pubblicato un articolo a firma di Antonio Pratesi, medico nutrizionista, sullo scontro tra Ordine dei Biologi e Andid, e sul problema delle competenze delle tre figure che in Italia possono occuparsi di nutrizione (medici dietologi, biologi nutrizionisti e dietisti). In risposta a questo articolo, riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da quattro biologhe nutrizioniste del policlinico San Donato.

Siamo quattro biologhe nutrizioniste che lavorano presso il policlinico San Donato e collaboriamo con il progetto EAT coordinato da Alexis Elia Malavazos. Scriviamo riferendoci all’articolo sul conflitto tra biologi nutrizionisti e dietisti. A questo proposito riteniamo sia giusto precisare meglio quale sia il percorso di studi e di formazione che può intraprendere il biologo, per acquisire specifiche competenze in ambito nutrizionale.

Oggi il biologo ha la possibilità, già a partire dal proprio percorso universitario, di frequentare i due anni di laurea specialistica (dopo la laurea triennale) con indirizzo nutrizionale (per esempio biologia applicata alle scienze della nutrizione). Ha anche la possibilità di approfondire ulteriormente la propria formazione tramite corsi universitari post laurea (corsi di perfezionamento, master di II livello e scuola di specializzazione), che consentono di arricchire l’iter formativo dal punto di vista teorico e pratico, acquisendo alta professionalità in questo settore.

Certamente il biologo nutrizionista, così come tutte le professioni sanitarie che operano in ambito nutrizionale, necessita di un’ampia e continua formazione pratico/teorica, oltre che di un puntuale aggiornamento scientifico, per svolgere con competenza e al meglio la propria professione.

Concludendo, riteniamo che dietista, biologo nutrizionista e medico specialista in scienza dell’alimentazione siano tre figure complementari, la cui stretta collaborazione può garantire la miglior gestione possibile del paziente, partendo dalla prevenzione ed educazione alimentare per arrivare al trattamento nutrizionale e dieto-terapeutico.

 Gloria Capitanio, Alessandra Piontini, Federica Loperfido, Ilaria Prandoni

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24 Commenti

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    possiamo anche dire che le figure sono complementari, ma nella realta il medico nutrizionista assorbe tutte le competenze degli altri in quanto educa, previene e cura nel campo dell ‘alimentazione e patologie associate.
    quindi se uno deve scegliere preferisco andare dal medico che e completo in tutto rispetto alle altre figure
    professionali che sono con tutto il rispetto incomplete.

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      Nel 2018, non si può continuare a considerare la figura del medico come “fact totum”, come si è fatto per gran parte del ‘900.
      Posso permettermi di dire che ci sono anche medici che, in virtù della loro figura professionale, fanno un master o un corso in nutrizione prettamente per arricchire l’attività di libero professionista. Ma da che mondo è mondo, la complementarietà professionale sia a livello ospedaliero, che in regime di libera professione, spetta al dietista, di cui può leggere il profilo professionale sul sito dell’ANDID.
      Non facciamo ancora l’errore di considerare il medico come “detentore supremo del sapere”! E con questo non sto dicendo che non ci siano ottimi medici nutrizionisti o dietologi, ma sinceramente questo appunto che ha fatto rappresenta lo sminuire un’intera categoria professionale, che di incompleto non ha proprio nulla!

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      Gentile Fabrizia, finché continuerete a contendervi il campo delle diete dimagranti regnerà solo la confusione nei clienti/pazienti; di cui i primi possono e sono ben assistiti da dietisti e biologi nutrizionisti, mentre per i secondi, pazienti portatori di una patologia che va prima diagnosticata e poi curata con farmaci e dieta, servono solamente i medici specializzati in scienza dell’alimentazione ed eventualmente con supporto psicologico per le dipendenze alimentari.

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      Gentile Ezio, non è che continuando a ripetere una cosa questa diventi più vera se non lo è. I biologi hanno piena competenza e autonomia nel trattamento nutrizionale del paziente in condizioni patologiche accertate. Questo è ciò che sancisce il vigente quadro normativo, il resto sono chiacchiere.

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      Gentile Luca Avoledo, se però la diciamo tutta e non solo una quota favorevole ad una sola categoria, sicuramente lei ha ragione come dice, nell’autonomia nel trattamento nutrizionale di un paziente di cui la patologia è stata però accertata preventivamente da una diagnosi medica.
      Poi nel prosieguo del trattamento e per il controllo del decorso della patologia serve sempre il supporto della diagnosi medica, anche per le prescrizioni farmacologiche fino a guarigione se possibile .
      Quindi vede che parlare di autonomia è parziale, invece di collaborazione in patologia sarebbe molto più corretto, così come lo è per i dietisti non medici.
      Il resto è soprattutto scienza e coscienza, ma anche esperienza professionale che non deve mai mancare.

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      Gentile Ezio, su questo non ho granché da eccepire. La mia osservazione riguardava l’erronea limitazione di competenze dei biologi nel suo commento precedente, e in particolare il brano “mentre per i secondi, pazienti portatori di una patologia… servono solamente i medici specializzati in scienza dell’alimentazione”. Così non è. Buona giornata.

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      Ezio, per i biogologi ha già risposto Luca, per quanto riguarda i dietisti invece ti informo che siamo preparati ad elaborare diete per qualunque condizione patologica e fisiologica, basta che il medico ci indichi quale sia la condizione, e che nel corso di studi di medicina invece l’argomento nutrizione non viene manco sfiorato, chi ti dice che il medico specialista a cui ti sei affidato sappia mettere bocca sull’argomento? mica si va dal medico specializzato in scienza degli alimenti per ogni problema quindi o ti segue un medico e un dietista o biologo o due medici sempre più di una persona è, se proprio ci tieni a farti seguire da solo uno trovati un plurispecialista

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      non sono d’accordo (lavoro in sanità, quindi so di cosa parlo); il tuo punto di vista è per la verità quello di molti, ma conoscendo bene la classe medica, so che spesso si ostinano in nome della loro (presunta) “superiorità scientifica” su posizioni spesso arcaiche, mentre un diverso tipo di laurea (che sinceramente non sapevo esistesse e me ne rallegro) ti lascia sicuramente la mente più aperta alle novità, perché senza obblighi di difendere la “casta”; inutile dire che il dietista, avendo meno anni di studi alle spalle, non può competere allo stesso livello, pur essendo una figura utile dal punto di vista professionale; in sintesi: il medico per le situazioni patologiche, il biologo come portatore di nuove conoscenze

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      Senza avere preparazione in bromatologia , in manipolazione degli alimenti e nelle conoscenze alimentari .Medici e biologi sono competenti su tutto quello che accade al cibo dopo che l’abbiamo inghiottito ! I Dietisti sono competenti del cibo, dall’origine , della sua manipolazione casalinga e industriale, della sua storia, del rapporto. affettivo dell’individuo col cibo, etc., etc. I dietisti sono in grado di educare all’alimentazione corretta, alle modificazioni della dieta su prescrizione medica, al controllo dell’alimentazione . I dietisti sono specialisti dell’alimentazione ! I nutrizionisti sono specialisti della nutrizione !!! Mestieri complementari ! Certo che medici e biologi non sanno nemmeno cosa è contenuto in una patata e in cosa si differenzia una patata lessa da una arrosto o da una fritta o da una a crooquette , etc. etc………

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    cara fabrizia forse ha frainteso le mie parole o non le ha capite,
    entrando nel merito nessuno ha detto che il medico e un factotum da dove lo deduce?
    oggi in medicina esistono le specializzazioni lo sa? anche se un laureato in medicina puo in teoria dopo
    l abilitazione fare tutto si specializza chissa perche?
    secondo anche se il medico fa un master e abilitato a fare diete e diete per persone con patologie correlate mentre non mi risultata che altri operatori sanitari possano farlo da qui dico che sono incompleti.
    poi ci sono medici e medici come nelle altre categorie…
    poi da che mondo e mondo……… spetta al dietista cosa?
    anche il medico puo farlo ma cosa sta dicendo?

    definizione andid:
    Secondo le normative vigenti (profilo professionale D.M. 744 del 1994) il dietista è l’operatore sanitario competente per tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell’alimentazione e della nutrizione, ivi compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all’attuazione delle politiche alimentari nel rispetto della normativa vigente

    quindi il dietista elabora diete concorre alla educazione ecc, mentre il medico secondo lei queste cose non
    puo farle?…….

    infine nessuno considera il medico come il detentore supremo del sapere e nessuno sminuisce le altre categorie sarebbe come dire che il medico e meglio dell infermiere…….. sono categorie diverse,

    ma se mi permette , se avesse delle patologie e le auguro di no, andrebbe prima dal biologo nutrizionista e poi da l medico? peccato che il primo non le possa fare nulla senza la diagnosi del primo e poi pagherebbe
    due consulenze quella del biologo e quella del medico e ogni volta che deve fare delle ulteriori consulenze dovrebbe aggionarnare la sua storia clinica dal medico e la sua situazione nutrizionale dal biologo o dietista ofaccia leii,,, quindi senza sminure nessuna professionalita ho semplicemente detto che io opterei per il medico con specializzazione (nutrizionista) perche pago una volta lui mi visita mi diagnostica le patologie e in base a quelle mi da la terapia sia farmacologica necessaria sia quella nutrizionale relativa, quindi
    premesso che ognuno a facolta di pensare e fare quello che vuole, questa e la mia opinione

    cordialita

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      “non mi risultata che altri operatori sanitari possano farlo” e i dietisti stanno lì ad acchiappar le mosche? da poco anche i biologi sono professionisti sanitari. Un paziente con problemi cardiaci va dal cardiologo, se ha problemi renali va dal nefrologo, se ha problemi intestinali va dal gastroenterologo o dal medico generico ecc, non per forza dal dietologo, il medico che lo visita può consigliare oltre alla terapia farmacologica anche quella nutrizionale, a questo punto il paziente può andare da chi vuole lui, dal biologo consegnandogli la diagnosi medica, dal dietista consegnandogli la prescrizione in cui sta scritto semplicemente “il signor…, affetto da/in buona salute, ha bisogno di una dieta (stop), o dal dietologo, a questo punto queste 3 figure autonomamente posso elaborare la dieta e seguire il paziente, hai mai sentito parlare di lavoro di equipe? se il problema è psicologico ci aggiungi anche lo psicologo

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      Alfredo vedo che hai spiegato per esteso quanto avevo sinteticamente proposto con il mio commento di risposta a Luca Avoledo, quindi siamo d’accordo sull’esigenza che ha un paziente portatore di patologia di farsi seguire da un medico dietista, ma anche in alternativa contemporaneamente dal medico e da un nutrizionista biologo o dietista in stretta collaborazione.
      Per l’indipendenza professionale sanitaria in patologia serve una laurea in medicina e le specializzazioni successive, mentre per le diete dimagranti e preventive sugli stili di vita alimentare, in un paese di obesi e di male educati al cibo spazzatura industriale c’è moltissimo lavoro da fare, altro che “star lì ad acchiappar mosche” ed aspettare pazienti ormai ammalati!

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      non so che lavoro fai e in base a cosa parli ma io sono dietista e come qualunque dietista sono preparato a seguire in autonomia, per quanto concerne la terapia nutrizionale, pazienti affetti da qualsiasi patologia.
      Se il medico prescrive la dieta per una specifica situazione patologica o fisiologica io sono libero di elaborare la dieta e di seguire il paziente, non deve andare per forza dal medico specializzato in scienze dell’alimentazione, contemporaneamente lo seguirà il medico per la terapia farmacologica. Questa non è una mia convinzione ma un dato di fatto, non siamo limitati a fare diete dimagranti o educazione alimentare.

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      No, gentile Ezio, non siamo affatto d’accordo e sarebbe preferibile evitare di approssimare le parole altrui per cercare di dipingere il quadro che si vorrebbe ma che non trova corrispondenza nella realtà.
      Alfredo è stato molto chiaro in un suo precedente commento: persino un medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione di norma ricorre, se è un professionista degno di questo nome, ad altri specialisti, che si tratti dell’endocrinologo quando si trovi di fronte un paziente con il sospetto di disfunzioni tiroidee, piuttosto che del nefrologo in presenza di presunta patologia renale. E’ dunque sempre del tutto normale per un soggetto che necessiti un trattamento nutrizionale rivolgersi a più operatori, medici, biologi o dietisti che siano, ognuno nell’ambito delle rispettive competenze.
      Mi corre infine l’obbligo di ricordare ai fini di una corretta informazione che il biologo è figura sanitaria indipendente ai sensi e per gli effetti della legge n. 3/18. Ciò naturalmente non significa che possa compiere atti riservati ad altre categorie, come, nella fattispecie, diagnosi o prescrizione di farmaci, bensì che esercita senza subalternità professionale alcuna rispetto al medico o ad altri professionisti sanitari.
      Buona giornata.

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      Se va bene per voi essere indipendenti ed autonomi dai medici nella terapia alimentare dei portatori di patologie, non lo dovete certo dimostrare a me, che non sono in conflitto professionale con le vostre categorie e dovreste averlo compreso dal senso dei miei commenti, ma dovete convincere solamente i vostri assistiti che siete perfettamente in grado di seguirli autonomamente, sia per le prescrizioni dietetiche di vostra stretta competenza e sia per gli esiti dei trattamenti complessivi e strettamente interconnessi della dieta con la terapia farmacologica, non da voi prescritta ed riscontri e risultati della terapia dietetica.
      Per essere più chiari e concreti come sopra elencava Alfredo, in patologie cardiache, gastriche o intestinali, renali, pancreatiche, dermatologiche, epatiche, ma anche tumorali in terapia oncologica, ecc.. siete sicuri di poter essere indipendenti dal controllo medico dello specialista, o dello staff medico che segue i pazienti portatori di seria patologia, prima, durante e dopo il trattamento dietoterapico?
      E’ un dubbio lecito del paziente visto per intero e non diviso in compartimenti stagni come le vostre specializzazioni vorrebbero, mentre le vostre dichiarazioni da professionisti responsabili dovrebbero chiarire una volta per tutte e definitavamente, medici e non medici, sanitari e non sanitari almeno tra di voi in conflitto di competenze, che ne ribadisco ancora il mio pensiero primario, contribuisce solamente ad aumentare l’incertezza e la confusione negli assistiti.

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      Medici e biologi sono competenti degli effetti metabolici del cibo, cioè della nutrizione, ma hanno una conoscenza superficiale e approssimativa degli alimenti : i dietisti non sono competenti della nutrizione ma dell’alimentazione , dei cibi e degli alimenti, ecco perché loro sono specificamente adatti a “elaborare diete”e ad assistere le persone che devono modificare la propria alimentazione !

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    per il discorso dell’autonomia lo dice la legge che, il dietista con la prescrizione medica e il biologo con la diagnosi del medico, possono svolgere il loro lavoro autonomamente, e sempre secondo la legge sono gli unici abilitati (oltre ai medici) quindi non c’è niente da dimostrare e nessuno da convincere, scegli tu a chi affidarti dei tre

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    Andiamo sul pratico: il medico di famiglia mi fa una impegnativa in cui c’è scritto “visita dietologica + compilazione dieta personalizzata”, perchè devo dimagrire, perchè ho il diabete, perchè ho insufficienza renale, etc, etc possono essere mille motivi. Vado con il SSN e prendo appuntamento in una struttura pubblica. Trovo il medico dietologo che lavora con il dietista. Il Medico mi fa la visita, vede le mie analisi, e mi spiega come l’alimentazione possa influire sulla mia situazione. Dopo vado dal dietista che elabora la mia dieta. Questo è come funziona nella struttura in cui lavoro, un ospedale pubblico con personale che lavora per il SSN, non borse di studio, non contratti a PI. Non trovo il biologo assunto con concorso che lavora nell’ambulatorio dietologico.
    Decido di andare privatamente perchè i tempi di attesa del SSN sono lunghi? Beh, posso trovare di tutto: medici generici, cardiologi, endocrinologi, gastroenterologi, genesti, biochimici, chimici, biologi, che non sanno nulla di alimentazione se non nozioni generiche e risalenti a quando hanno fatto un esame all’università (esempio: i diabetici non possono mangiare le patate o le carote). Posso trovare anche medici o biologi molto preparati perchè si aggiornano fanno corsi vanno ai convegni. Il dietista privatamente può lavorare in autonomia ma il paziente gli deve essere stato inviato da un medico, attenzione!! Ricordiamoci anche che il dietista e il biologo, anche se bravi, non sono medici, non possono dare farmaci ma non solo, non possono dare indicazioni mediche sulla base di esami strumentali o analisi di laboratorio del paziente.
    Evito di proposito il termine “nutrizionista” perchè a mio avviso non significa nulla, non esiste come figura nel SSN e non esiste come figura ai fini ECM.

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      Infatti , medici ” nutrizionisti” e perfino biologi, esistono solo da noi in Italia !!! Un diabetologo è un nutrizionista ! Un nefrologo è un nutrizionista! Un qualsiasi medico che si occupa di patologie metaboliche è un nutrizionista !,,,E costoro prescrivono le modificazioni della alimentazione ( diete) adatte ai loro pazienti : la modificazione dell’alimentazione è competenza degli specialisti dell’ ALIMENTAZIONE , cioè dei DIETISTI !!!

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    “biologi, che non sanno nulla di alimentazione se non nozioni generiche e risalenti a quando hanno fatto un esame all’università (esempio: i diabetici non possono mangiare le patate o le carote)”.
    Silvia, non ti permettere, questo non lo accetto.

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    “non mi risultata che altri operatori sanitari possano farlo” e i dietisti stanno lì ad acchiappar le mosche….
    cara giorgia cara silvia ecc.. qui non si fa a gara per sminuire una categoria piuttosto che un altra o che qualcuno non conosca il lavoro di equipe..
    io ho semplicemente detto che un laureato in medicina abilitato puo fare diagnosi in qualsiasi specialita,
    fare diete ecc, lo dice la legge almeno fino ad ora e nessuna categoria sanitaria puo fare altrettanto..
    poi il lavoro in team e un altra cosa…ognugno sceglie quello che vuole , ma la mia affermazione e incontestabile, che un medico non specializzato in cardiologia non possa visitare tali pazienti e follia,,
    poi se il paziente sceglie lo specialista rispetto al generico laureato abilitato e sua facolta,..
    quindi che i dietisti o biologi non si risentino perche non e mia intenzione sminuirli..
    che poi giorgia dica:
    la modificazione dell’alimentazione è competenza degli specialisti dell’ ALIMENTAZIONE , cioè dei DIETISTI !!! ma chi l’ha detto?.. cioe i medici laureati e abilitati non possono? ma va la……
    il medico fa il suo lavoro e poi l infermiere fa il suo questo vuol dire che il medico e superiore agli infermieri?
    nemmeno per sogno ognuno fa la sua parte con competenza e professionalita e lo stesso vale per i dietisti,
    ma secondo voi ill medico non possiede tali competenze?non sfiora l ‘argomento nel corso di laurea, non sa patate e carote ecc, quante banalita…

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      sono studente di medicina, oltre che dietista, e nel mio corso di laurea non c’è alcun esame di nutrizione, l’argomento non viene proprio sfiorato, il medico può farlo ma non è detto che lo sappia fare

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    Come volevasi dimostrare, siete tutti perfettamente d’accordo su chi sa’, fa’, e può fare cosa!!
    La responsabilità di questa situazione confusa e rissosa, non sta’ nelle vostre legittime aspettative dopo anni di studi e preparazione, ma in chi gestisce le abilitazioni ad esercitare la professione.
    Meglio parlare di professioni al plurale, perché comporre linee guida alimentari per comunità, prescrivere diete dimagranti e preventive per il sovrappeso, provvedere alla terapia dietetica di sostegno di portatori di patologie anche gravi, come i Crohn, le cirrosi, le gravi intolleranze ed allergie autoimmuni, le cardiopatie, le insufficienze renali dei dializzati, le dipendenze alimentari e le obesità gravi patologiche, oltre che i regimi alimentari in fase di terapie oncologiche, ritengo trattarsi di approcci molto differenti, che vanno gestiti da specialisti preparati ed abilitati in modo specifico.

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    caro alfredo io sono alla fine del 6 anno vecchio ordinamento non so tu, ma ci sono nei tirocini pratici
    l alimentazione a patologia correlata ecc, e una volta finito puoi fare master esistono aggiornamenti
    specializzazioni ecc,
    unoa cosa hai detto giusta che e questa:
    il medico può farlo ma non è detto che lo sappia fare

    e proprio qui che intendo senza sminuire le altre professioni la diciamo completezza del medico rispetto alle altre
    professioni e cioe il medico fa diagnosi cura e prescrive o modificva diete che poi sia bravo o no e tutta un altra storia mentre a quanto mi risulta nessun altro operatore puo fare tutto(solo il medico secondo la legge
    puo) punto, poi certo lavorando in team e sempre meglio.
    ricordo che un chirurgo generale prevalentemente si occupa dell apparato enterico generalmente , ma si chiama generale perche potrebbe fare anche il neurochirurgo nessuno glielo vieta , perche mettiamo che si affianca ad un neurochirurgo per tanti anni e interviene su tanti pazienti anche se ha la specializzazione in
    chirurgia generale pensate che non sia capace di fare il neurochirurgo sempre di medico si tratta che secondo la legge potrebbe operare anche senza specializzazione, quindi uno sceglie su scienza e cposcienza
    ma quello che cercvavo di dire e che la legge prevede questo punto…
    chi vuol capire capisca e chi non vuole provi a modificare la legge o se ne faccia una ragione.
    cordialita