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Usa, un allevamento con oltre 100.000 animali è la probabile causa dell’epidemia di E. coli legata alla lattuga romana. Le indagini della FDA

insalata verde romana tagliereÈ probabile che l’epidemia di Escherichia coli (E. coli) legata alla lattuga romana, che nei mesi scorsi ha colpito gli Stati Uniti e in misura minore il Canada, sia stata causata dalla diffusione sul terreno e nelle acque di un canale della polvere di un allevamento intensivo di bovini in Arizona. Lo ha comunicato la Food and Drug Administration (FDA), sottolineando come le polveri provenienti da questi allevamenti siano un noto vettore per la diffusione di batteri di E. coli e di altri agenti patogeni nei campi coltivati ​​e nelle acque di superficie. 

A fine giugno, la FDA aveva identificato nell’acqua di un canale una possibile origine dell’epidemia di E. coli causata dalla lattuga romana coltivata in inverno nella regione di Yuma, in Arizona, che negli Usa ha colpito 210 persone in 36 Stati, con cinque morti e 96 ricoveri in ospedale, 27 dei quali per sindrome emolitica uremica, un tipo di insufficienza renale. Sei persone ammalate, di cui una ricoverata, sono state segnalate anche in Canada. L’epidemia è iniziata il 13 marzo ed è stata dichiarata conclusa dalle autorità statunitensi in giugno, non essendo più in circolazione la lattuga romana coltivata nella regione di Yuma.

La FDA, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e le autorità locali avevano analizzato campioni di acqua, suolo e letame di mucca nella zona interessata dalla coltivazione della lattuga romana sotto accusa e nell’acqua di un canale avevano identificato la presenza di E. coli 0157:H7 con la stessa impronta genetica del ceppo epidemico. Proseguendo le indagini, si è scoperto che il canale in questione passa vicino a un allevamento intensivo di bestiame (Concentrated Animal Feeding Operation – CAFO), che può contenere più di 100 mila animali. Vicino all’allevamento c’è anche una coltivazione di lattuga romana. La FDA afferma che i suoi “esperti continuano a lavorare sull’esame di potenziali legami tra il CAFO, l’acqua adiacente, fattori geologici e di altro tipo, che potrebbero spiegare la contaminazione e la sua relazione con l’epidemia”.

I sintomi più frequenti dell’infezione provocata dal batterio E. coli sono forti crampi allo stomaco, vomito e diarrea sanguinolenta. La maggior parte delle persone migliora entro 5-7 giorni. Alcune infezioni sono molto lievi, ma altre sono gravi o addirittura pericolose per la vita. Quella di questa primavera è stata l’epidemia di E. coli più grave registrata negli Usa dal 2006, quando la fonte d’infezione furono gli spinaci, con 238 persone colpite e cinque morti in diversi Stati. Allora, però, all’origine dell’epidemia c’era una sola azienda produttrice, mentre questa volta la contaminazione è stata più diffusa e non sono ancora state identificate le coltivazioni coinvolte.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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2 Commenti

  1. Occorrerà perimetrare gli allevamenti con una distanza di sicurezza e l’interdizione di qualsiasi coltivazione agricola alimentare in questa zona cuscinetto.

  2. 100.000 animali in un unico allevamento?
    Quanti veterinari servono per dare solo un’occhiata sfuggente ad ogni animale allevato?
    Forse uno ogni 1.000 animali?
    Ci saranno 100 (CENTO) veterinari in questo allevamento monstre?
    Quando è troppo è troppo anche per gli americani.