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Niente botulino: gli esami dell’Istituto Superiore di Sanità sul pesto alla genovese danno esito negativo. L’elenco di tutti i prodotti ritirati dal mercato

pesto di pra bruzzoneFino ad oggi, non è stato rilevato botulino nei prodotti di pesto alla genovese ritirati dal mercato. I risultati degli esami di laboratorio effettuati dall’Istituto Superiore di Sanità hanno dato tutti esito negativo. È questo il comunicato divulgato martedì sera dal Ministero della salute che per la prima volta pubblica l’eleno dei  prodotti e dei marchi con le fotografie delle etichette dei prodotti ritirati.

 

Oltre al Pesto di Pra’ della Bruzzone e Ferrari nella lista troviamo: il pesto alla genovese di Conad Sapori&Dintorni, il pesto Bontà d’Italia, il pesto marchiato Finiper e il pesto marcato Primia in vari formati. Nella tabella presentiamo l’elenco dei vasetti fornito dal Ministero della salute.

LOTTO 13G03 SCADENZA 09/08/2013
DESCRIZIONE MARCHIO G COLLI PEZZI
PESTO GENOVESE PESTO DI PRA’ 90 549 4941
PESTO GENOVESE SAPORI e DINTORNI 90 80 720
PESTO GENOVESE PRIMIA 90 18 162
PESTO GENOVESE BONTA’ D’ITALIA 90 8 72
PESTO GENOVESE PESTO DI PRA’ 130 120 1080
PESTO GENOVESE PESTO DI PRA’ 150 120 1080
PESTO GENOVESE PESTO DI PRA’ 500 75 225
PESTO GENOVESE PESTO DI PRA’ 1000 60 120
PESTO GENOVESE PESTO DI PRA’ 4500 3 6
PESTO ALLA GENOVESE FINIPER 130 7 63
GRAN PESTO PESTO DI PRA’ 150 230 2070
GRAN PESTO PESTO DI PRA’ 1000 5 10
GRAN PESTO SENZA AGLIO PESTO DI PRA’ 150 138 1242
PESTO SENZA AGLIO PESTO DI PRA’ 90 144 1296
PESTO SENZA AGLIO PRIMIA 90 18 162
PESTO SENZA AGLIO BONTA’ D’ITALIA 90 8 72
PESTO SENZA AGLIO PESTO DI PRA’ 130 42 378
PESTO SENZA AGLIO FINIPER 130 9 81
PESTO SENZA AGLIO PESTO DI PRA’ 150 109 981
PESTO SENZA AGLIO PESTO DI PRA’ 500 3 9
PESTO SENZA AGLIO PESTO DI PRA’ 1000 51 102

 

Il comunicato riporta anche le fotografie dei prodotti richiamati in via precauzionale che ormai non dovrebbero essere più in commercio essendo stati ritirati in tutti i punti vendita lo scorso week end.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Avatar

    Bene, ora chi risarcirà l’azienda produttrice? Solite cose gestite all’Italiana, allarmismo e basta e sui fatti realmente pericolosi per la salute (amianto, radioattività, diossina, metalli pesanti, ecc…) tutto tace, ARPA comprese.

    • Avatar

      mmmmmhhhhh, e se c’era veramente la tossina del Cl. Botulinum?cosa avremmo detto anche dinanzi ad un solo caso??io credo che, per PRECAUZIONE (il principio di precauzione), sia giusto che la VITA delle persone debba venire sempre prima degli interessi di una o più aziende……..

    • Roberto La Pira

      Il richiamo del prodotto andava fatto siamo assolutamente dìaccordo. Legga l’articolo di Bucchini sul nostro sito che spiega bene la vicenda.

  2. Avatar

    Una richiesta tecnica sulle capacità di reazione delle istituzioni preposte, senza intenti polemici: quanto tempo occorre per eseguire le analisi sulla presenza di botulino o aflatossine tossiche negli alimenti?
    Non si riesce ad accellerare queste operazioni rendendole immediate, in modo da non creare inutili allarmismi ed allo stesso tempo proteggere la salute pubblica?
    Altra domanda: perché non far eseguire una ricerca per lotto di produzione, di alimenti ad alto rischio, direttamente dalle ditte produttrici, prima di immetterli sul mercato?
    Costa di più degli eventuali danni provocati alla salute pubblica ed economici a chi li provoca?
    Applicato a questo caso: se la Bruzzone e Ferrari avesse eseguito le analisi preventive negli ultimi dieci anni, avrebbe speso di più di quanto gli costerà questo ritiro di prodotto su scala nazionale anche se risultasse totalmente incolpevole?