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Allerta alimentare: le segnalazioni in Gran Bretagna sono state 49 nei primi tre mesi del 2016, in Italia solo 2 fino a oggi. Virtù o scarsa comunicazione?

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Le allerta e i richiami alimentari in Italia nel 2016 sono stati tre, in UK 49 in tre mesi

Nel campo della sicurezza alimentare, alcuni “incidenti” danno il via a una segnalazione dalla quale può scaturire un provvedimento di ritiro o di richiamo del prodotto incriminato. Nel Regno Unito la Food Standard Agency gestisce queste segnalazioni e recentemente ha pubblicato un riassunto del primo trimestre 2016. L’elenco stilato dalla FSA comprende 49 avvisi suddivisi in base al problema riscontrato, affiancat0 dalle indagini condotte per verificare i potenziali rischi di contaminazione e intossicazione alimentare.

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Le segnalazioni riguardano allergeni, contaminazioni fisiche, rischi biologici

Di queste 49 segnalazioni, quasi la metà erano dovute alla presenza di allergeni non dichiarati in etichetta (soprattutto latte). La FSA ha anche portato avanti 12 indagini per intossicazioni alimentari e 9 che riguardavano la contaminazione dell’alimento. Il report individua anche il livello di rischio per il consumatore e i provvedimenti presi dalle autorità e dalle aziende. Grazie a questo lavoro, la FSA favorisce l’accesso dei consumatori alle informazioni necessarie per evitare problemi di salute correlati all’acquisto e al consumo di prodotti a rischio.

 

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Le allerta e i ritiri sanitari in Francia nel 2016 sono state 50

Anche in Italia il Ministero della salute dovrebbe segnalare le allerte e il ritiro dei prodotti alimentari nel sito, ma questo non avviene. Selezionando l’area dedicata del sito predisposta da qualche anno, la situazione rispetto a quella registrata in UK è ben diversa. Dall’inizio del 2016 ad oggi il sito del ministro Beatrice Lorenzin ha segnalato solo 3 prodotti, il primo è un formaggio contaminato ,il secondo un salume e il terzo lo snack Mars ritirato in decine di nazioni europee.  Il ministero come scelta non dà informazioni sui prodotti ritirati dal commercio in Italia e nemmeno per quelli segnalati dal sistema di allerta europeo (Rasff) che sono decine. Più volte abbiamo inviato senza successo richieste per avere dettagli. All’estero ci sono istituti privati e enti governativi che segnalano ogni settimana gli alimenti sottoposti a ritiro, indicando chiaramente nome del  prodotto, lotto, azienda, punto di vendita e motivo dell’allerta, oltre ai provvedimenti intrapresi (ritiro, richiamo, restituzione al punto di vendita, invito a non consumare il prodotto…). In Francia ad esempio i prodotti alimentari segnalati dall’inizio dell’anno sono quasi 50 e la lista viene aggiornata quotidianamente. Il Fatto Alimentare da anni raccoglie e rilancia i comunicati delle aziende e dei supermercati che annunciano di avere ritirato o richiamato un prodotto, sostituendosi al lavoro che spetta al Ministero della salute. Si tratta di circa 60 segnalazioni ogni anno.

 

 

  Eleonora Viganò

redazione Il Fatto Alimentare

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8 Commenti

  1. Ho fatto una verifica ed io nel mio piccolo, sul Blog, ne ho pubblicati 22 … ci sarebbe da fare ben più di una domanda al Ministro Lorenzin…

  2. ma non si può fare pressione sul ministro Lorenzin?

  3. Lucia Ballarin

    Gentil redazione e lettori,
    grazie per quanto state facendo. Grazie.
    Cari saluti,
    Lucia Ballarin

  4. Considerando le assenze e la carenza di risposte adeguate delle nostre istituzioni, sui temi recenti del grasso di palma negli alimenti per neonati e bambini, della farmacoresistenza indotta negli allevamenti animali intensivi, sul problema gravissimo degli interferenti endocrini ed il massiccio uso incontrollato del glifosato in agricoltura, la domanda posta come titolo dell’articolo, se trattasi di virtù o comunicazione, personalmente propendo per la prima ipotesi, di carenza di quella virtù che serve per contrastare in modo adeguato queste problematiche piuttosto gravi e cumulative per la salute degli italiani.

  5. I CONTROLLI VENGONO FATTI, LE ALLERTE A LIVELLO DELLE ASL CI SONO MA NON VENGONO PUBBLICATE DAL MINISTERO ALLA “GENTE COMUNE”. QUINDI: SCARSA COMUNICAZIONE DA PARTE DEL MINISTERO E… IL LAVORO FATTO DAGLI OPERATORI DELLE ASL PASSA INOSSERVATO.

  6. Temo un atteggiamento da Ministero della Propaganda, del genere “Sì, controlliamo, ma quando troviamo porcherie non diciamolo, che i sudditi si spaventano”

  7. Penso che la sintesi della somma dei commenti di Valentina e Marco, rappresenti bene la realtà dei fatti.
    Perché tutti gli incidenti di percorso contribuiscono a svalutare l’opera dei governanti, con perdita di fiducia e consenso dei governati.