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Allerte alimentari in Europa: nel 2011 il sistema ha diramato 3.812 notifiche e 635 ritiri. L’anno prossimo tutto diventa più rapido ed efficace

Nel 2011, l’anno dell’epidemia di Escherichia coli e dei cibi contaminati dal disastro di Fukushima il sistema di allerta rapido per gli alimenti e i mangimi dell’Ue (Rasff), ha diramato  3812 nuove notifiche, di cui 3139 relative a prodotti alimentari, 361 a mangimi e 312 a materiali che vengono a contatto con gli alimenti. I casi segnalati con più frequenza hanno interessato le aflatossine nella frutta a guscio, nella frutta secca e nei mangimi, e la migrazione di sostanze chimiche dagli utensili da cucina provenienti dalla Cina.

 

Le notifiche rispetto all’anno scorso sono aumentate del 13,5%, mentre 635 casi sono stati classificate come allarmi e come tali possono determinare il ritiro dal mercato del prodotto. I respingimenti alle frontiere  sono stati 1860 e sono aumentati in virtù dei maggiori controlli sui residui di pesticidi negli alimenti provenienti da Paesi terzi ( su 363 notifiche solo 46 riguardavano cibo di provenienza Ue). Secondo la Commissione Europea  “i controlli funzionano” anche considerando la grave epidemia di Escherichia coli che ha causato 53 morti in Germania nell’area di Amburgo e i casi di cibo contaminato proveniente dall’area di Fukushima in Giappone.

 

 

In verità l’epidemia di Escherichia coli in Germania ha evidenziato la necessità di migliorare il sistema, soprattutto per quanto attiene la comunicazione, come si estrapola dal rapporto sulle “lezioni imparate” dall’epidemia del 2011 pubblicato dall Commissione. Per questo motivo il sistema di allerta verrà presto perfezionato seguendo queste linee direttrici:

 

–  Coinvolgimento entro il gennaio del 2013 di tutti gli Stati membri (finora sono meno di dieci) all’interno dell’iRasff, la nuova piattaforma on line di condivisione delle informazioni tra tutti i protagonisti delle crisi sanitarie alimentari. Oggi il sistema funziona essenzialmente con le e-mail, dall’anno prossimo con la nuova piattaforma iRasff funzionerà in modo   automatico, guadagnando così velocità nell’aggiornamento e  nell’affidabilità.  Italia e Germania, che sono i Paesi più attivi  all’interno del RASFF vorrebbero entrare nell’iRASFF considerando la struttura federale (nel caso della Germania) e regionale (nel caso dell’Italia) delle loro reti di informazione.

 

La Commissione garantisce che l’ingresso di tutti gli Stati membri nella nuova piattaforma avverrà entro la fine del 2012 per un sistema che sarà a pieno regime nei primi mesi del 2013.
–  Migliorare il coordinamento nella comunicazione. Una delle ricadute della crisi dell’Escherichia coli ad Amburgo fu il crollo dei consumi di frutta e verdura soprattutto spagnola, a causa delle conclusioni frettolose di un istituto di ricerca tedesco che accusava i cetrioli  biologici provenienti dalla Spagna. “Il rischio zero non esiste”, dicono oggi le autorità europee ricordando però che la nuova piattaforma iRASFF, velocizzerà le procedure di controllo è sarà in grado di fornire informazioni più accurate ai media.

 

– Saranno inoltre sviluppate linee guida sulle corrette prassi di produzione ed è previsto  più “allenamento” per chi si occupa di crisi alimentari. In particolare, un programma di formazione interesserà le autorità sanitarie e responsabili della food safety non solo dell’UE, ma anche  i principali Paesi terzi partner commerciali della Comunità.

 

C’è  infine un intervento legislativo sui semi germogliati che dovrebbe essere adottato a dicembre. Tra le misure esaminate ricordiamo: il riconoscimento degli stabilimenti che producono i semi, il lavaggio obbligatorio prima della germinazione, l’introduzione di criteri microbiologici, compresi l’esame dell’igiene del processo, per il prodotto destinato al consumo umano. Saranno inoltre sviluppate linee guida sulla corretta prassi nella produzione ed è previsto più “allenamento” e formazione per gli attori del sistema, non solo europei ma anche provenienti dai principali partner commerciali dell’UE.

 

Angelo Di Mambro

Per saperne di più: il Rapporto annuale 2011 del RASFF –  http://ec.europa.eu/food/food/rapidalert/docs/rasff_annual_report_2011_en.pdf

Il rapporto sulle lezioni imparate dal caso dell’escherichia coli:  http://ec.europa.eu/food/food/biosafety/salmonella/docs/cswd_lessons_learned_en.pdf

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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